Non contro ma per!

uno spazio dove parlare di politica, di società, di cultura, del mondo nei suoi tanti aspetti. Uno spazio dove si vorrebbe costruire qualcosa: non contro qualcosa, ma "per" qualcosa.
mercoledì, 07 maggio 2008

Bandiere e uomini

foto di AlbySpace
Spero con questo titolo di non trarre in inganno. Non mi interessa rilanciare la pesante gaffe (o peggio) del futuro Presidente della Camera Gianfranco Fini (e lo dimostro non mettendo alcun link sull'accaduto), al contrario.
Mi spiego meglio. Come qualcuno di voi sa, vivo a Torino. Da tempo qui, sulle pagine della cronaca locale, sui TG locali, etc. non si fa altro che parlare della questione Israele al Salone del Libro: se era giusto invitarla come nazione, nel sessantesimo anniversario, se qualcuno ha ricevuto pressioni, quale professore tra Vattimo e il rettore Pellitteri ha più ragione, se si doveva invitare anche la Palestina, etc.
E vai con i radicali locali che vogliono presentarsi là con la bandiera di Israele e chi invece quella bandiera vorrà bruciarla o l’ha già bruciata, con grande rilancio mediatico nazionale. E ancora tante parole: sono santi, sono coglioni, erano 4 gatti, è tutta la sinistra radicale, tutti a parlare. Tutti a dire la propria giaculatoria: e sono stati spodestati, e non avevano uno stato e sono stati sterminati. Tutti a dire chi ha ragione e chi torto.
Ecco la mia, brevissima. Io non so nulla. Perché la questione israelo/palestinese si è ormai incancrenita. Non so nulla, ma so che tutte queste bandiere e tutte queste certezze mi danno un fastidio bestia. Perché io non so nulla di quanto realmente accade nella Striscia di Gaza, nemmeno so cosa voglia dire vivere a Gerusalemme avendo paura di fare la spesa in un mercato o di salire su un bus a Tel Aviv.
Onestamente non so dove tutta questa gente ha trovato la certezza di dire da che parte sta la ragione e dove sta il torto.
Ma la cosa che so è che in mezzo a tutte questo caos ci si ferma alle parole. Che intanto, mentre Vattimo e Pellittero discutono e filosofeggiano, persone da una parte e dell’altra continuano ad ammazzarsi e non c’è partito, nazione o Unione Europea o ONU o cazzi e smazzi in grado di intervenire veramente per porre un freno a questa reciproca politica d’odio, che altro non fa che portare morte e distruzione. Perché dal mio punto di vista i morti sono tutti uguali. E non mi interessa quale storia o quali ideologie hanno portato a tutto questo.
 
Vorrei infine rilanciare la richiesta dell’amico SUB che dal suo blog sponsorizza l’iniziativa del Collettivo Anarchico Autonomo (A–Films) che ha realizzato il suo ultimo documentario sul Libano ed esattamente sul campo profughi Nahar al Bared, che potete vedere qui. Passate poi anche da lui per altre info.
Propongo questo corto, dal titolo “Campo di Nahr al-Bared: Tracce d’Esproprio Collettivo", proprio perché vuole portare una testimonianza e si pone dalla parte delle vittime. Che è l’unica parte dalla quale ci si deve schierare.
postato da samuelesiani alle ore 18:10 | link | commenti (12)
categorie: torino, povera patria, mondotondo mondoquadro, dalla parte delle vittime
sabato, 29 marzo 2008

Cover boy: l'ultima rivoluzione.

Se questo piccolo gioellino approda in qualche cinema della vostra città, visti i tanti problemi di distribuzione, cercate di non perdervelo.
Cover boy, di Carmine Amoroso, racconta con grazia e delicatezza e senza alcun ismo una storia di amicizia, di solitudini, di precarietà attraverso l’incontro umano di Ioan, ragazzo fuggito dalla Romania, e Michele, giovane italiano che incarna il dramma della precarietà. Poco più in là, Luciana Littizzetto, nel suo primo ruolo drammatico, padrona di casa frustrata e attrice fallita in cerca di una porticina.
 
Il film ha avuto non solo problemi di distribuzione (pensate che l’avevo visto un anno fa al GLBT Festival di Torino e ne parlavo già allora), ma anche di contributi, inizialmente promessi e quindi, col decreto Urbani del Governo Berlusconi, decurtati del 75%. Come condannare a morte un artista indipendente (qui una sua intervista).
 
Va infine detto, che quando il regista Amoroso ha girato Come mi vuoi, ricevendo una serie di violente critiche, anche dalla chiesa, per il primo film italiano a trattare la tematica dei transgender, ha deciso di emigrare in Romania per un certo periodo. Qui, in un paese segnato ancora da Ceausescu e stagnante nel dramma seguito al rovesciamento della sua dittatura, Amoroso ha conosciuto molti Ioan, molti ragazzi desiderosi di fuggire per iniziare una nuova vita.
 
E’ da questa esperienza che nasce il film che vi consiglio di non perdere.
Andrò a vederlo nella mia città, Torino, al cinema Fratelli Marx, probabilmente martedì. Chi vuole aggregarsi è il benvenuto!
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categorie: torino, cinema arte e roba simile, rainbows, dalla parte delle vittime
mercoledì, 07 novembre 2007

Un'ottima legge in Piemonte

 
foto di [auro]ra
 
BAMBINI E PSICOFARMACI, LEGGE RESTRITTIVA APPROVATA IN PIEMONTE.
STOP AI TEST PSICHIATRICI NELLE SCUOLE: FIORONI TACE.
Prosegue l’’assordante silenzio’ del Ministro Fioroni, mentre viene approvata in Piemonte la prima legge Italiana sull’iperattività degli bambini ed adolescenti: stop a test psichiatrici nelle scuole, stop alla somministrazione di psicofarmaci senza consenso informato e consapevole dei genitori, impegno a favorire l’accesso alle terapie non farmacologiche. “Un interessantissimo precedente legislativo – ha commentato Luca Poma, portavoce di ‘Giù le Mani dai Bambini®’ – che non limita il medico nell’esercizio della sua funzione ma pone seri paletti all’uso disinvolto di psicofarmaci sui minori. Peccato che il livello nazionale dell’istruzione pubblica continui a disinteressarsi del problema”
 
Torino, 31 ottobre 2007 – E’ giunta al capolinea la prima legge regionale che pone sotto stretto controllo sul territorio il fenomeno dell’ADHD, la sindrome dei bambini troppo distratti ed irrequieti: è stata approvata ieri a larga maggioranza in Consiglio Regionale del Piemonte, su proposta del Consigliere Gianluca Vignale e del Presidente del Consiglio Davide Gariglio. La legge – che colma a livello locale un vuoto normativo sul quale era stato inutilmente chiamato a pronunciarsi mediante una circolare nazionale il Ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni - si basa su alcuni punti fermi estremamente chiari: l’obbligo in caso di somministrazione di psicofarmaci ai bambini di raccolta - a cura del medico - di un consenso informato veramente consapevole da parte dei genitori, che dovranno essere informati su ogni tipo di rischio afferente la terapia farmacologia proposta, con particolare riguardo alla possibilità di accedere a terapie alternative non a base di psicofarmaci; in secondo luogo, il riconoscimento della libertà di coscienza del medico che decide di non prescrivere psicofarmaci al minore, medico che non potrà quindi venir sottoposto a censura professionale di alcun tipo; importante anche il divieto di somministrare nelle scuole ‘test psichiatrici’, dal momento che l’istituzione Piemontese ha individuato negli screening ad ampio raggio della popolazione scolastica un rischio di sollecitazione indiretta al consumo di queste molecole psicoattive, in quanto in tutti i paesi dove tali screening sono stati effettuati si è poi assistito ad un aumento delle vendite di psicofarmaci per l’età pediatrica, senza trovare una reale corrispondenza nel numero di bambini davvero malati; infine, l’obbligo per l’Assessorato alla Sanità di monitorare rigidamente le terapie sui minori a base di psicofarmaci, anche mediante una Commissione che includerà associazioni di settore qualificate ad esprimere pareri su queste tematiche. “Una legge innovativa – ha commentato Luca Poma, portavoce nazionale di ‘Giù le Mani dai Bambini®’, prima campagna italiana per la farmacovigilanza in età pediatrica – perché pur non ‘mettendo il bavaglio al medico’ istituisce dei principi rigidi di controllo a tutto favore dei cittadini e dei piccoli pazienti: i testi psichiatrici potranno essere somministrati solo nelle strutture sanitarie pubbliche, com’è giusto per evitare l’impropria trasformazione della scuola in anticamera dell’ASL, fenomeno al quale assistiamo con sempre maggior frequenza in Italia. Avevamo sollecitato in più occasioni il Ministero della Pubblica Istruzione ad intervenire con una circolare nazionale, e con spirito collaborativo già da oltre un anno avevamo messo i nostri esperti a loro completa disposizione – conclude Poma ma probabilmente questa tematica non rientra tra le priorità di governo del Ministro Fioroni: fortunatamente, la Regione Piemonte con questa legge – approvata in modo assolutamente ‘bipartisan’ - ha dato un segnale forte in direzione della miglior tutela della salute dei bambini”. Soddisfazione è stata espressa anche dai primi firmatari della legge: Non si può speculare sulla salute mentale dei nostri bambini – aveva dichiarato Gianluca Vignale, primo firmatario della Legge – e come padre di due figli rabbrividisco al solo pensiero che un giorno qualcuno possa prescrivergli psicofarmaci sulla base di test riduttivi come quelli usati per diagnosticare l’iperattività”
 
 
postato da samuelesiani alle ore 11:54 | link | commenti (8)
categorie: torino, buone nuove
mercoledì, 17 ottobre 2007

Gentilezza

Foto di commonorgarden

Con cosa si può sostituire la religione?

La gentilezza

Questa, la risposta alla domanda di un cronista di Gilbert e George, coppia di artisti e di vita la cui opera è in mostra da ieri al Museo di Arte Contemporanea del Castello di Rivoli (Torino) in una straordinaria monografica.

PS Sarò via qualche giorno. Accompagno la mia cieca di Sorrento a Roma, per la seconda operazione agli occhi. Ci leggiamo presto. A meno che non ci si incontri alla manifestazione. 

postato da samuelesiani alle ore 19:35 | link | commenti (11)
categorie: torino, cinema arte e roba simile, rainbows
sabato, 13 ottobre 2007

Abbesses!

E così anche Biru, il mio fidanzato, entra nel mondo virtuale e diventa Abbesses (non perché sia una badessa, tutt'altro... ma Abbesses è il nome della fermata della metro vicina al nostro albergo parigino, situato tra il quartiere di Montmartre e Pigalle).

Non è chiaramente un blog, in casa ne basta uno, ma un account su Flickr dove Biru sta raccogliendo le sue foto più belle.

Tutte le foto hanno una licenza Creative Commons: possono essere utilizzate, purché se ne citi l'autore, se ne faccia un uso non economico e non siano modificate.

Buttateci un occhio se volete e fateci sapere!

Qui, un assaggio

Foto di Abbesses

postato da samuelesiani alle ore 12:18 | link | commenti (16)
categorie: torino, il cassetto della credenza, cinema arte e roba simile
venerdì, 06 luglio 2007

500 e 500

Ancora oggi, in attesa che i tempi maturino in me per post decisamente più tosti, vorrei scrivere due riflessioni banalotte sulla manifestazione per la 500 FIAT avvenuta gli scorsi giorni nella mia città.

Nel 1957, l'arrivo della 500 è significato permettere a operai e proletari di avere una prima e unica macchina. L'altra sera, sul meraviglioso lungo Po di Torino, operai e proletari guardavano stipati da un luogo usurpato alla città uno spettacolo ultra - kitsch degno della peggior Leni Riefenstahl. Con videofonini probabilmente erano in attesa di fotografare anche qualche feudatario della città o un qualche loro valvassore (Tronchetti Provera e Afef? Marchionne? Fabrizio Corona???).

Torino vive la sbornia delle Olimpiadi. E brama ancora feste in città, feste che erano aperte a tutti. La stessa location della manifestazione mostra invece il suo carattere privato ed esclusivo. La Stampa ricordava come avere biglietti (una sorta di gioco-gioco con telefonata) o di ammirare l'evento da uno dei maxischermi sparsi per la città. O, del caso, direttamente da casa su Canale5. Altro che la vecchia 500 e il suo intimo significato.

E che dire della ruffiana pubblicità che scomoda perfino la ruffiana Madre Teresa di Calcutta?

Sia detto e sia detto a chiare lettere. La FIAT è tra i nostri padroni. Un successo oggi della 500 non garantirà lavoro a Termini Imerese. La macchina sarà prodotta nella triste Polonia degli splendidi gemelli ultra-cattolici/fascisti.

A guadagnarci non sarà la collettività. A perderci sì. Questa è la FIAT.

Ci hanno voluto far divertire, l'altra sera. Panem et circenses.

Io mi diverto di più a lasciare che la dinastia Agnelli si scanni da sé.

Cerchiamo per Torino e per l'Italia un destino migliore.

Indipendente.

postato da samuelesiani alle ore 12:51 | link | commenti (15)
categorie: torino, povera patria, mondotondo mondoquadro
giovedì, 31 maggio 2007

Una lettera di oggi (?)

Tu mi chiedi. Ti confesso che sono molto preoccupato. Anzi, altro che preoccupato, amareggiato e sfiduciato come non mai. Sono ormai troppo vecchio per avere ancora interessi politici in senso stretto.Senza voler fare del qualunquismo, ti assicuro che non me ne importa più niente di un governo presieduto da x o da y, o d'un governo presieduto da y o z, o di questo presieduto da uno di quei democristiani così insignificanti che manco riesco a distinguerli per nome (...). Uno vale l'altro, cioè niente. E' proprio di tutta la classe politica italiana che sono deluso. Non ci credo più e non riesco più né a parteggiare, né ad indispettirmi per questo o per quello. (...) Mi angustia la forte e innegabile ripresa dei valori religiosi. Non parlo delle pagliacciate pubblicitarie in cui si esibisce il papa (...) ma mi riferisco al reale bisogno di fede che si manifesta in giro, anche specialmente tra la gente giovane. E d'altro lato mi angustia che a contrastare questo ritorno di superstizione non sia ormai quasi altro che il pensiero negativo, i nietzscheani, i teorici di un anarchismo illusorio, come il mio amico Vattimo, le femministe e gli omosex. Sarà retorica e ti farò ridere, ma io mi domando, dove sono finiti i figlioli di Giordano Bruno, di Vico, di Campanella, di Voltaire? E diciamo pure di Gobetti e di Gramsci, che ora è di moda compatire come illuso, uno che ha sbagliato tutto? Su quelli mi ero formato, con quelli sono cresciuto (oltre che con la mia balia intellettuale, Machiavelli). Adesso regna la nebbia, la confusione delle idee, la parodia e il doppio fondo. Gratti il nietzscheano e trovi il gesuita. Ciao, scusa lo sfogo, invecchio ed esco in geremiadi.

Ho trovato questa lettera per caso su un giornale di questi giorni. L'ho trovata illuminante. Sembra scritta oggi. Invece Massimo Mila, musicologo torinese, la scrive al compositore Luigi Nono, il 5 gennaio 1981!!! 

x, y e z sono Bufalini, Ingrao e Craxi. Il riferimento al papa era a quello polacco.

Eppure, quanto è attuale questo scritto?

E soprattutto, quella disaffezione per la politica, quella noia mortale e quelle incazzature che ci generano Prodi e Berlusconi, non è che hanno origini lontane? Sembrerebbe di sì. Se le stesse parole di più di un quarto di secolo fa, valgono ancora oggi.

postato da samuelesiani alle ore 17:05 | link | commenti (10)
categorie: torino, povera patria, mondotondo mondoquadro
giovedì, 17 maggio 2007

E ancora grazie

mastellaE' indubbio che questo ti tornerà comodo, un domani (magari neppure tanto lontano). E' il tuo DNA democristiano, cosa ci puoi fare... ti proibisce di prendere una posizione chiara. L'importante è pappare, senza meriti, senza voti. Gli unici da ascoltare, per puri calcoli politici (non certo per ideologia), i grandi cardinali che di te hanno fiducia e che qualche voto te lo fanno arrivare. Beati  loro che si fidano di te... Sfigati noi che ci troviamo ad averti come alleato. Ormai il tuo partitino può ricattare su tutto (come di dice il mio amico Antonio): dalla legge elettorale ai Dico alla legge sul conflitto d'interessi.

E ancora grazie, se non fai cadere il governo...

Aggiornamento: ieri sera ho assistito ad una piccola manifestazione in ricordo delle vittime dell'omofobia. Non c'era tantissima gente, ma poco importa. Ad un certo punto alle nostre spalle si è piazzato un gruppetto di 6 o 7 uomini. Decisamente massicci, ben vestiti, con baffi e i capelli corti e ben sistemati. Evito di dirvi chi fossero. Sono stati un po' lì, hanno osservato e quindi se ne sono andati.

Ho poi parlato con un ragazzo dell'organizzazione. Pare che Forza Nuova sia solita presenziare a queste manifestazioni... In questo caso, poi, avevano addirittura avvisato, mi è stato detto. Così sono stati costretti a chiamare la Digos.

Nota positiva: Massa Critica, che stava contemporaneamente manifestando con un loro bel raduno di bici, ha circondato un paio di volte il nostro gruppo esprimendo in questo modo la loro solidarietà. E' stato bello. In qualche modo era come se ci proteggessero e, senza saperlo, stessero rispondendo a quelli di Forza Nuova.

postato da samuelesiani alle ore 18:25 | link | commenti (16)
categorie: torino, povera patria, rainbows
domenica, 13 maggio 2007

Due cuori un cilicio

Attendo con impazienza di vedere come andrà a finire il bisticcio a distanza fra Berlusconi e Prodi su chi è più cattolico... Sembrano due scolaretti che litigano per sapere a chi vuol più bene la maestra. A tutti e due, non vi preoccupate. Il papa è buono e anche Ruini e hanno ammmore per entrambi.

Personalmente non mi interessa l'ammmore di un generale cappellano militare (al massimo quello di un soldato semplice), quindi sarei stato più a mio agio in Piazza Navona, a manifestare per la laicità dello stato e per il riconoscimento dei diritti a tutte le coppie.

Anche, va detto, a quella composta da questa celebre coppia (sarà d'accordo con me il genio autore di questo sublime graffito torinese):

vivi

postato da samuelesiani alle ore 00:40 | link | commenti (18)
categorie: torino, povera patria, rainbows
giovedì, 10 maggio 2007

Cattive e buone nuove

Se la Francia ha Sarko, in Serbia non si scherza: Tomislav Nikolic, leader dell'opposizione ultranazionalista, delfino dell'imputato per crimini di guerra Vojislav Seselj è stato eletto a capo del Parlamento serbo. Nicolic è stato eletto grazie anche al sostegno del Partito Democratico serbo. Un'altra nazione scivola così pericolosamente a destra...

Detto questo vorrei ora presentarvi una ragazza molto in gamba:borgone sindaco si chiama Simona Pognant, avrà circa la mia età (quindi è mooolto giovane) ed è il sindaco di Borgone, un piccolo paese (poco più di 2000 abitanti) della Valsusa NoTav. Simona è la tizia con la fascia vicino alla macchina in braghette corte mentre apre un consiglio comunale aperto a tutti in un prato. Ecco dunque la buona notizia: Simona ha disposto 5000 euro nell'ultimo bilancio comunale che verranno dati come contributo a chi dimostra di smaltire i rifiuti dell'umido nel proprio giardino mediante la classica buca o tramite biocomposter, contribuendo ad evitare i costi del riciclo dell'umido.

Se per una città come Torino, 5000 euro vengono dati ad un architetto solo perché sollevi la cornetta del telefono e risponda all'assessore di turno, per un paese come Borgone è una bella cifra. Come è stata reperita? Ce lo spiega lei stessa dalle pagine della Stampa:

"I bilanci comunali di questi ultimi anni non ci permettono molti investimenti. Mi sono trovata di fronte ad una scelta. Aumentare l'addizionale IRPEF o ridurmi lo stipendio. Ho deciso per l'ultima ipotesi perché penalizza una sola persona e non tutti gli abitanti del paese."

Simona ci mostra cosa vuol dire vivere per la politica (e quindi per gli altri). La Valsusa sta diventando il simbolo di un mondo che ancora può esistere. Sosteniamo la Valsusa. E guai a chi taccia gli abitanti di essere anarco/insurrezionalisti o brigatisti...

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categorie: torino, mondotondo mondoquadro, da chi imparare
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