Non contro ma per!

uno spazio dove parlare di politica, di società, di cultura, del mondo nei suoi tanti aspetti. Uno spazio dove si vorrebbe costruire qualcosa: non contro qualcosa, ma "per" qualcosa.
lunedì, 19 maggio 2008

Sul ministro Carfagna e il Gay Pride

Della triste, penosa intervista del neo-ministro per le Pari Opportunità, Maria Rosaria Carfagna (il link lo trovate in fondo)  vorrei solo soffermarmi su due punti.

Il primo, riguardante il fatto che il ministro ritiene come al giorno d'oggi, nessuno più considera l'omosessualità una malattia. Nulla di più falso o quantomeno il ministro non è informato.
Ricorda infatti il ministro che l'omosessualità è stata associata a malattia non più tardi di un anno fa, da Paola Binetti, psichiatra e numeraria dell'Opus Dei, nella trasmissione Tetris?
Ricorda il ministro che si arrivò a parlare di una fantomatica lobby gay che aveva fatto pressione per togliere dal DSM l'omosessualità?
Ricorda il ministro gli accostamenti fra omosessualità e pedofilia – questa sì, una patologia – o il connubio "amore debole" utilizzati dal Papa e dai capi della CEI?
Ricorda che ella stessa, mediante una astuta citazione, parlò delle coppie omosessuali come di "costituzionalmente sterili"?
Ricorda il ministro la discussione rilanciata da Liberazione sulla terapia riparativa?


Il secondo, per quanto dichiara il ministro Carfagna nella chiusura dell'intervista:

«le associazioni nazionali dei gay dicono che in due anni ci sono stati 12 casi di vittime di violenza omosessuale? Ma hanno presente i dati della violenza e della molestia sessuale sulle donne? Almeno 6-7 milioni ogni anno.»

Se il ministro, Maria Rosaria Carfagna non comprende che ci si può occupare di entrambe le situazioni da lei citate e si dovrebbe evitare questi confronti fra categorie discriminate e fra vittime; se non comprende che la discriminazione è comunque discriminazione, che l'abuso è comunque abuso sia che colpisca uno, cento o mille vittime; se non comprende che il Pride si è impegnato sempre nei confronti di tutte le discriminazioni, anche quelle sulle donne – senza doverle ricordare, per altro, che anche le lesbiche sono donne e anche le lesbiche rientrano tra le vittime dei maschi; mi risulta ancor più difficile sperare che possa comprendere come, in un certo mondo omosessuale – penso a quello degli amori fugaci dei parchi cittadini, per esempio – sia estremamente complicato dimostrare un caso di omofobia ed estremamente difficile avere cifre di denuncie da citare poiché molte vittime – tra cui padri di famiglia – si vergognano di ammettere pubblicamente le rapine, le violenze e perfino gli stupri subiti in luighi di battuage.

Ritengo che il ministro Carfagna con queste affermazioni decise stia cercando in primo luogo di dimostrarsi molto determinata, in particolar modo, forse, verso i suoi colleghi maschi.
Se ella stessa si sente discriminata per il suo passato, eviti di dimostrare la sua determinatezza e la sua tenacia a sfavore di categorie di persone.
E inizi a farsi chiamare col suo nome, Maria Rosaria, anziché Mara, che sarà meno bello, ma sarebbe un buon modo per iniziare a combattere le discriminazioni.

Intervista del Ministro per le Pari Opportunità al Corsera

 http://www.corriere.it/politica/08_maggio_19/carfagna_78f7180a-2564-11dd-9a1d-00144f486ba6.shtml

La tristezza delle associazioni e la risposta spietata del ministro a Vladimir Luxuria.

http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/politica/carfagna-2/carfagna-2/carfagna-2.html

La notte è cominciata.

postato da samuelesiani alle ore 20:34 | link | commenti (10)
categorie: povera patria, rainbows, marylin del mondo, dalla parte delle vittime
domenica, 18 maggio 2008

Pride Laico a Genova: il ritorno

Eccomi dunque, tornato piuttosto malaticcio a causa del brutto tempo, a raccontare della manifestazione di Genova.
C'è stata una discreta presenza, anche se il TG2 e altri media hanno parlato di 300/400 persone. Sciocchezze, saremo stati almeno 3, 4 volte tanto. Provenienti da realtà indipendenti o da associazioni senza soldi. E con un clima di merda. Altro che Family Day...
Molte le associazioni e le bandiere: UAAR, Sinistra Critica, ArciLesbica, Comitato Pride Bologna e molte altre.
Un solo commento amaro: non c'era una sola bandiera o striscione della galassia Radicale (e pirla io che non ho portato manco una bandierina dell'associazione radicale in cui milito).
Il clima era festoso, nonostante la pioggia che ci ha comunque risparmiato, visto il nubifragio del giorno prima nella mia città.
Clima festoso, dicevo.  Non ancora come un vero Pride frocio, ma in quella direzione. Il che ribadisce che dove non c'è Chiesa c'è party!

Quanto al nostro amato papa, a cui era dedicata la festa, ieri pare non sia riuscito ad atterrare a Genova ma a Torino. Da lì, forse in elefante si è mosso verso la Liguria. E deve essere per questo che non è riuscito ad arrivare per tempo.

Qualche link

1) Qui, una galleria di foto:
http://www.dirittinrete.org/ita/index.php?

2) Qui, il servizio di un TG locale. Non lasciatevi ingannare dalla poca gente. Ero nei pressi quando è stato filmato il pezzo. Erano appena le 3. Un'ora dopo, alla partenza del corteo, c'era il triplo della gente.
http://www.primocanale.it/viewvideo.php?id=18019

3) Per altre info, segnalo l'ottimo blog di Carlo, compagno di manifestazione
http://humanrights.splinder.com/

 

postato da samuelesiani alle ore 15:26 | link | commenti (10)
categorie: mondotondo mondoquadro, rainbows
mercoledì, 30 aprile 2008

Caro Francesco

foto di nikonphotoslave

Caro Francesco,
cerco di arrivare subito al punto e di non perdermi in inutili convenevoli, cui, tuttavia, sei forse abituato.
Dici di aver perso sulla sicurezza. Personalmente, la penso in modo diverso. La tua sconfitta, come quella clamorosa della Finocchiaro in Sicilia (a quando quella di D’Alema?) dimostra altro. Forse che gli elettori non ne possono più della vostra leadership, decisa nei salotti della Roma che conta e che decide. C’è bisogno di energie nuove, di facce nuove. Se quelle che proponete nel PD sono quelle della Madia e di altre raccomandate siamo messi molto, molto male.
La tua candidatura era sbagliata, Francesco. E non sono solo certo io a pensarlo, ma fini pensatori del tuo stesso partito.
Sia chiaro da subito: tu saresti stato ben più adatto e meno pericoloso di Alemanno, come sindaco della città di Roma. Io stesso ti avrei votato, per poi andare ad ubriacarmi con Chiara, credo.
Roma e l’intero paese avranno modo di sperimentare, di nuovo, anni di purghe e manganelli. Chissà che non si capisca l’errore.
Ma i 60 mila (60 mila, Francesco, non 5, 10 o 100) che non ti hanno votato, ma hanno invece accordato fiducia a Zingaretti alla Provincia, devono farvi pur capire qualcosa. Puoi, insieme ai tuoi amici del Loft, dare la colpa ai comunisti (come nella migliore tradizione berlusconiana, ironia vuole) o alle forze di estrema sinistra. Del resto, pare di capire che da quelle parti, che non abbiate molta voglia di mettervi in discussione (e questo non fa che confermare la mia distanza da voi, anche se siete l’unico riferimento).
Penso che più che i comunisti o i radicali – che invece come liste ti hanno appoggiato – tu abbia perso voti intanto dagli stessi bigotti (forse anche dell’ex-Margherita) che si vedono oggi meglio rappresentati dalla destra, e poi da molte altre persone: gli omosessuali, per esempio (che ringraziano per la corsa al Mario Mieli, ma non dimenticano la tua posizione sui Di.Co., le tue frasi al tempo del Family Day e la personale scelta della Binetti), gli anticlericali, i grillini e i travaglini (vista la sentenza in Cassazione per le consulenze d’oro, proprio al Comune), i laici che lottano per i diritti civili, forse perfino le femministe, che dopo la tua sparata sui braccialetti (quella per la quale la addirittura la Littizzetto ti ha fatto la morale da “Che tempo che fa”), possono essersi sentite prese per il culo. E poi dici di aver perso sulla sicurezza…
Francesco, questi elettori ti hanno probabilmente votato al primo turno. Stringendo gli occhi come Cofferati. Ma non ce l’hanno fatta ad appoggiarti al ballottaggio. Non sono d’accordo con loro, ma non riesco proprio a biasimarli.
Ma non è giusto continuare a dare la colpa a quei 60.000 o comunque agli “elettori” in genere. Chiediti e chiedetevi, nel vostro bel loft, se non è piuttosto che tu non sei più adatto a rappresentare una umanità variegata come quella di una metropoli come Roma.
postato da samuelesiani alle ore 12:49 | link | commenti (27)
categorie: povera patria, rainbows
lunedì, 14 aprile 2008

L'Europa che va avanti

Basta aprire un poco gli occhi che ce ne si accorge. Possiamo anche riconsegnare il nostro già triste paese nelle mani del Circo delle Libertà, ma l'Europa va avanti. E' nostro dovere di cittadini, visti i tempi bui che forse si prospettano, quello di restare attaccati al culo dell'Europa come tarzanelli, accettando anche il fatto che svedesi, tedeschi, francesi, spagnoli, olandesi, belgi, danesi, etc. ci guardino come noi guardiamo alle tribù raccontate da Licia Colò la domenica pomeriggio.

L'Europa va avanti e anche in Italia abbiamo sotto gli occhi, se solo volessimo vedere e la smettessimo con l'ipocrisia, una società sempre più lontana dal modello patriarcale, retaggio della nostra cultura maschilista e rurale, modello tanto caro ai fascisti e ai clericali.

Basta guardare un poco più in là, poi, in Francia - dove al sicuro cresce il mio splendido nipote - per vedere che perfino durante il governo del pessimo e vanesio Sarkozy, passano proposte straodinarie come quella ormai prossima ad essere varata - e prima in Europa - che tutela il terzo genitore.

Zapatero realizza invece un governo dove le donne ministro sono più degli uomini e il Ministro della Difesa è un politico donna, incinta di sette mesi! Un segnale straordinario a favore dell'occupazione femminile.

Perfino in Italia, possono capitare sorprese: ed ecco che mentre i giornalisti cattolici lasciano la sala e la RAI timidamente balbetta, vince il Pulcinella Awards, l'Oscar dell'Animazione internazionale che si tiene all'interno di Cartoons on the Bay a Salerno "Rick and Steve, la coppia gay più felice del mondo"

Non c'è voluto tanto. E' bastato che a votare per il premio fosse una giuria internazionale. Gli italiani preferiscono dirsi che sono aperti e moderni votando a Sanremo la macchietta della Tatangelo, il famoso "cuore di pupazzo". Per il resto, prendono paura.

E allora non è possibile far votare una giuria internazionale anche per le politiche?

Pleeeeeese...

postato da samuelesiani alle ore 15:32 | link | commenti (12)
categorie: buone nuove, mondotondo mondoquadro, rainbows
sabato, 29 marzo 2008

Cover boy: l'ultima rivoluzione.

Se questo piccolo gioellino approda in qualche cinema della vostra città, visti i tanti problemi di distribuzione, cercate di non perdervelo.
Cover boy, di Carmine Amoroso, racconta con grazia e delicatezza e senza alcun ismo una storia di amicizia, di solitudini, di precarietà attraverso l’incontro umano di Ioan, ragazzo fuggito dalla Romania, e Michele, giovane italiano che incarna il dramma della precarietà. Poco più in là, Luciana Littizzetto, nel suo primo ruolo drammatico, padrona di casa frustrata e attrice fallita in cerca di una porticina.
 
Il film ha avuto non solo problemi di distribuzione (pensate che l’avevo visto un anno fa al GLBT Festival di Torino e ne parlavo già allora), ma anche di contributi, inizialmente promessi e quindi, col decreto Urbani del Governo Berlusconi, decurtati del 75%. Come condannare a morte un artista indipendente (qui una sua intervista).
 
Va infine detto, che quando il regista Amoroso ha girato Come mi vuoi, ricevendo una serie di violente critiche, anche dalla chiesa, per il primo film italiano a trattare la tematica dei transgender, ha deciso di emigrare in Romania per un certo periodo. Qui, in un paese segnato ancora da Ceausescu e stagnante nel dramma seguito al rovesciamento della sua dittatura, Amoroso ha conosciuto molti Ioan, molti ragazzi desiderosi di fuggire per iniziare una nuova vita.
 
E’ da questa esperienza che nasce il film che vi consiglio di non perdere.
Andrò a vederlo nella mia città, Torino, al cinema Fratelli Marx, probabilmente martedì. Chi vuole aggregarsi è il benvenuto!
postato da samuelesiani alle ore 12:19 | link | commenti (15)
categorie: torino, cinema arte e roba simile, rainbows, dalla parte delle vittime
giovedì, 20 marzo 2008

La padella

Ricevo via mail questa simpatica storiella dal titolo "La padella", che vi riporto. Così almeno ci strappiamo un sorriso.

Il giovane Peter, che divide l'appartamento con un amico, invita a  cena sua mamma.

Durante la cena la mamma non può fare a meno di notare quanto l'amico con cui suo figlio divide l'alloggio sia veramente un bellissimo ragazzo, molto curato.

Nota poi come la stanza del figlio sia molto grande e spaziosa, con un letto matrimoniale, mentre la stanza dell'amico sia più piccola, con un  letto singolo.

La mamma, cui questa convivenza ha gia' fatto nascere dei sospetti, osserva  con molta attenzione tutti gli sguardi e i  movimenti per cercare un minimo  supporto ai suoi sospetti.

Come se Peter capisse i suoi pensieri ad un certo punto se ne esce :'Mamma,  capisco a cosa pensi, ma ti assicuro che io e Simon siamo solo compagni di alloggio e niente più''

La cena quindi prosegue normalmente e la mamma se ne va ringraziando  entrambi.


Dopo qualche giorno Simon dice 'Senti Peter, io non voglio accusare nessuno, ma dalla sera che tua madre e' venuta a cena non trovo piu' la padella per le uova. Mi vergogno un po' a chiedertelo, ma pensi che tua madre possa averla presa??'


'Questo non lo so proprio. Pero' facciamo una cosa: chiediamoglielo'.


Detto questo si accomoda alla scrivania, accende il computer e prepara una e-mail per la mamma.


'Cara mamma, io non dico che tu abbia inavvertitamente preso la nostra padella antiaderente per le uova, ma da quando sei venuta tu a cena non la troviamo piu'. Puoi aiutarci?'


Dopo pochi minuti la mamma risponde:'Caro Peter, io non dico che tu e Simon siete due ricchioni, ma se lui avesse dormito nel suo letto avrebbe gia'trovato la padella!!!!

Ma chi non la vorrebbe una mamma così?

postato da samuelesiani alle ore 15:18 | link | commenti (32)
categorie: frivolezze, rainbows
martedì, 19 febbraio 2008

Silenzi, quando serve chiarezza

Stavo buttando un occhio alla nota informativa sugli indicatori demografici dell'Istat. Si legge, fra le altre cose, che

Il ricorso al matrimonio è meno rilevante di un tempo nei processi di formazione delle coppie e della discendenza. Secondo le stime, i matrimoni celebrati nel 2007 sarebbero appena 242 mila, pari a un tasso del 4,1 per mille, contro i 270 mila di cinque anni prima (4,6 per mille).Alla riduzione della nuzialità si accompagna un aumento delle coppie che scelgono di formare famiglia al di fuori del vincolo coniugale.

Dunque le unioni civili, non sono quella sparuta minoranza composta da froci che tanto da destra hanno cavalcato. Con un calo così verticale di matrimoni a favore di famiglie al di fuori del vincolo coniugale, un qualche riconoscimento, dovrà pur essere compiuto. O alla Buttiglione si dovrà continuare a pensare che mancano gli aiuti alla famiglia tradizionale ed è per questo che fioriscono coppie di fatto?

Non è più logico pensare che il mondo sta lentamente cambiando e che il rigido modello del matrimonio civile e religioso sta diventando un modello nel quale molte persone stentano a ritrovarsi, indipendentemente dalla loro sessualità?

Spiace a tal proposito, che il Partito Democratico, partito al quale mi sforzo di guardare senza pregiudizi, ammirandone anche molti aspetti, non abbia inserito nel suo programma alcun accenno a diritti civili, testamento biologico, divorzio lampo, e qualsiasi altro tema detto oggi sensibile (alle anime candide di Oltretevere). Spiace dunque che un partito che si intende moderno e che ha al suo interno molti più laici che Binetti varie (penso al deputato Gianni Cuperlo, che realizza a Roma un incontro su laicità e PD o a Furio Colombo, a Odifreddi), continui a livello ufficiale a rimandare un dibattito tanto importante, appunto, per la modernità di cui indubbiamente vuol farsi bandiera.

Spiace che una parola sul rispetto verso tutte le minoranze e contro tutte le discriminazioni non trovi posto tra i dodici punti di programma. Spiace ancor più alla luce dell'incendio (presumibilmente doloso) del Coming Out, storico locale gay di Roma.

Questo non vuol dire che penso che Veltroni non voglia sostenere le nostre battaglie. Né che non si possano trovare su temi tanto importanti maggioranze trasversali. Ciò che però rimprovero è che un partito che si vuole moderno non può nascondere sotto il tappeto, temi che invece avrebbero bisogno di oneste prese di posizione.

In questo senso, inviterei Veltroni e gli altri quadri del PD a guardare all'esempio di Prodi che ha portato in Parlamento la crisi, svelando i volti di chi ha affossato il Governo. 

Meglio sapere subito chi c'è e chi non c'è. E inoltre, sarebbe un diritto dell'elettore sapere.

postato da samuelesiani alle ore 15:41 | link | commenti (5)
categorie: povera patria, rainbows
lunedì, 11 febbraio 2008

Adozioni gay in Israele

Riporto un articolo del Corriere:

In Israele sono possibili le adozioni di bambini da parte di coppie omosessuali. A dirlo e' stato il consigliere giuridico del governo, Menahem Mazouz, con funzioni di avvocato generale dello stato, che ha annunciato che lo Stato non si opporra' piu' alle richieste di adozione di questo genere. "L'unico criterio da prendere in considerazione e' il bene del bambino" ha detto Mazouz. Gia' nel 2006 Israele aveva riconosciuto lo statuto di genitori legittimi a una coppia di donne di cui una era la madre naturale dei figli che cresceva.

C'è da dire che pure lì non vanno certo leggeri, quanto a religiosi ultraortodossi, tant'è che per il Gay Pride, gli ebrei ordodossi avevano iniziato una sorta di sommossa (portando il Pride all'interno di uno stadio), mentre il Papa, da parte sua, esprimeva il suo dispiacere. Dispiacere per la manifestazione dei gay, mica per la sommossa. E questo avveniva solo due anni fa.

Allora, qualche speranza ce l'abbiamo pure noi.

PS Scusate se non sono molto presente di questi tempi (mi mancano le mie solite due orette dedicate al mio giro di blog amici), ma è un periodo molto incasinato e faticoso.

postato da samuelesiani alle ore 23:43 | link | commenti (4)
categorie: buone nuove, mondotondo mondoquadro, rainbows
lunedì, 28 gennaio 2008

Fermare il boia

Purtroppo la moratoria contro la pena di morte pare non fermare il boia in Iran: due giovani ragazzi sono stati arrestati e quindi condannati a morte per omosessualità, considerato un reato. Anzi, poiché secondo il presidente Mahmoud Ahmadinejad di gay in Iran non ce ne sono, il reato contestato loro è "nemico di Allah", un bel calderone dove si può infilare dentro di tutto.

Le anime nobili del nostro paese, gli ex-embrioni per intenderci, tacciono su questa notizia, o dicono stronzate inaudibili come quella riportata dall'ufficio stampa UDC per bocca del suo soldatino Volonté, il 18 gennaio scorso e alle quali hanno già risposto a dovere Grillini, Luxuria e altri deputati (sia ben chiaro, non metto il link di proposito. Se volete rodervi il fegato - o far partire una querela che sarebbe ora - andate voi al sito di questo ex embrione). Dove sono i ciellini, i focolarini, l'opus dei? Non sento la voce di Ruini, di Bagnasco...

A parlare è invece Everyone, organizzazione no profit per la difesa dei diritti umani, che già in passato si è impegnato per il caso di Pegah nel Regno Unito.  

Everyone ha lanciato una raccolta di firme, una petizione destinata a figure istituzionali che vanno dall'Onu al presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad e al suo ministro della Giustizia, dalle ambasciate a organismi Ue quali la presidenza del Parlamento europeo e della Commissione Ue.

Può non servire a salvare la vita a due ragazzi poco più che diciottenni dalle follie di fanatici religiosi, ma vi pregherei lo stesso di firmare la petizione e se possibile diffonderla.

Questo il link della petizione.


postato da samuelesiani alle ore 19:51 | link | commenti (15)
categorie: mondotondo mondoquadro, rainbows, dalla parte delle vittime
sabato, 19 gennaio 2008

Appuntamenti del mese

foto di dadou

L'amico Stratex mi segnala un appuntamento importante a Roma, il 26 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria, in cui si vogliono ricordare le vittime omosessuali dei nazi/fascisti. Qui potete leggerne i riferimenti, per il resto rimando al suo blog:

In occasione della Giornata Mondiale della Memoria,
l’
Associazione Corale Roma Rainbow Choir
il Circolo ANPI “Salvatore Capogrossi”, DGP - Dì Gay Project ONLUS
presentano una produzione Roma Rainbow Choir
con la Direzione Artistica di Giuseppe Pecce

Con il Patrocinio del Comune di Genzano di Roma

 PRESENTE RICORDO

 Azione scenica per soli, coro, strumenti, danza e voci recitanti

Regia: Gianni Licata
Testo e aiuto regia:
Davide Sirignano
Da un’idea di Guido Allegrezza e Giuseppe Pecce

Auditorium dell’Infiorata
Piazza Don Fabrizi, Genzano di Roma
26 gennaio 2008 - ore 21,00

Sul blog di Chiara e Giuseppe, al quale rimando, troverete invece le indicazioni per un evento formativo sul tema delle coppie civili, nello specifico fra persone dello stesso sesso, organizzato per il 25 e il 26 gennaio a Firenze:
.
LE UNIONI FRA PERSONE DELLO STESSO SESSO
ALLA RICERCA DELLE REGOLE TRA PASSATO E FUTURO
con il patrocinio della Regione Toscana
Evento formativo riconosciuto dall’Ordine degli Avvocati di Firenze
FIRENZE, 25-26 GENNAIO 2008
Teatro Saschall, Lungarno Aldo Moro, n. 3
Per informazioni: Studio Legale Ricci (tel. 055.24.76.863; cell. 339.61.97.316)
.
Buon weekend.
postato da samuelesiani alle ore 13:10 | link | commenti (4)
categorie: mondotondo mondoquadro, rainbows
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