Della triste, penosa intervista del neo-ministro per le Pari Opportunità, Maria Rosaria Carfagna (il link lo trovate in fondo) vorrei solo soffermarmi su due punti.
Il primo, riguardante il fatto che il ministro ritiene come al giorno d'oggi, nessuno più considera l'omosessualità una malattia. Nulla di più falso o quantomeno il ministro non è informato.
Ricorda infatti il ministro che l'omosessualità è stata associata a malattia non più tardi di un anno fa, da Paola Binetti, psichiatra e numeraria dell'Opus Dei, nella trasmissione Tetris?
Ricorda il ministro che si arrivò a parlare di una fantomatica lobby gay che aveva fatto pressione per togliere dal DSM l'omosessualità?
Ricorda il ministro gli accostamenti fra omosessualità e pedofilia – questa sì, una patologia – o il connubio "amore debole" utilizzati dal Papa e dai capi della CEI?
Ricorda che ella stessa, mediante una astuta citazione, parlò delle coppie omosessuali come di "costituzionalmente sterili"?
Ricorda il ministro la discussione rilanciata da Liberazione sulla terapia riparativa?
Il secondo, per quanto dichiara il ministro Carfagna nella chiusura dell'intervista:
«le associazioni nazionali dei gay dicono che in due anni ci sono stati 12 casi di vittime di violenza omosessuale? Ma hanno presente i dati della violenza e della molestia sessuale sulle donne? Almeno 6-7 milioni ogni anno.»
Se il ministro, Maria Rosaria Carfagna non comprende che ci si può occupare di entrambe le situazioni da lei citate e si dovrebbe evitare questi confronti fra categorie discriminate e fra vittime; se non comprende che la discriminazione è comunque discriminazione, che l'abuso è comunque abuso sia che colpisca uno, cento o mille vittime; se non comprende che il Pride si è impegnato sempre nei confronti di tutte le discriminazioni, anche quelle sulle donne – senza doverle ricordare, per altro, che anche le lesbiche sono donne e anche le lesbiche rientrano tra le vittime dei maschi; mi risulta ancor più difficile sperare che possa comprendere come, in un certo mondo omosessuale – penso a quello degli amori fugaci dei parchi cittadini, per esempio – sia estremamente complicato dimostrare un caso di omofobia ed estremamente difficile avere cifre di denuncie da citare poiché molte vittime – tra cui padri di famiglia – si vergognano di ammettere pubblicamente le rapine, le violenze e perfino gli stupri subiti in luighi di battuage.
Ritengo che il ministro Carfagna con queste affermazioni decise stia cercando in primo luogo di dimostrarsi molto determinata, in particolar modo, forse, verso i suoi colleghi maschi.
Se ella stessa si sente discriminata per il suo passato, eviti di dimostrare la sua determinatezza e la sua tenacia a sfavore di categorie di persone.
E inizi a farsi chiamare col suo nome, Maria Rosaria, anziché Mara, che sarà meno bello, ma sarebbe un buon modo per iniziare a combattere le discriminazioni.
Intervista del Ministro per le Pari Opportunità al Corsera
http://www.corriere.it/politica/08_maggio_19/carfagna_78f7180a-2564-11dd-9a1d-00144f486ba6.shtml
La tristezza delle associazioni e la risposta spietata del ministro a Vladimir Luxuria.
http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/politica/carfagna-2/carfagna-2/carfagna-2.html
La notte è cominciata.
Eccomi dunque, tornato piuttosto malaticcio a causa del brutto tempo, a raccontare della manifestazione di Genova.
C'è stata una discreta presenza, anche se il TG2 e altri media hanno parlato di 300/400 persone. Sciocchezze, saremo stati almeno 3, 4 volte tanto. Provenienti da realtà indipendenti o da associazioni senza soldi. E con un clima di merda. Altro che Family Day...
Molte le associazioni e le bandiere: UAAR, Sinistra Critica, ArciLesbica, Comitato Pride Bologna e molte altre.
Un solo commento amaro: non c'era una sola bandiera o striscione della galassia Radicale (e pirla io che non ho portato manco una bandierina dell'associazione radicale in cui milito).
Il clima era festoso, nonostante la pioggia che ci ha comunque risparmiato, visto il nubifragio del giorno prima nella mia città.
Clima festoso, dicevo. Non ancora come un vero Pride frocio, ma in quella direzione. Il che ribadisce che dove non c'è Chiesa c'è party!
Quanto al nostro amato papa, a cui era dedicata la festa, ieri pare non sia riuscito ad atterrare a Genova ma a Torino. Da lì, forse in elefante si è mosso verso la Liguria. E deve essere per questo che non è riuscito ad arrivare per tempo.
Qualche link
1) Qui, una galleria di foto:
http://www.dirittinrete.org/ita/index.php?
2) Qui, il servizio di un TG locale. Non lasciatevi ingannare dalla poca gente. Ero nei pressi quando è stato filmato il pezzo. Erano appena le 3. Un'ora dopo, alla partenza del corteo, c'era il triplo della gente.
http://www.primocanale.it/viewvideo.php?id=18019
3) Per altre info, segnalo l'ottimo blog di Carlo, compagno di manifestazione
http://humanrights.splinder.com/

foto di nikonphotoslave

Basta aprire un poco gli occhi che ce ne si accorge. Possiamo anche riconsegnare il nostro già triste paese nelle mani del Circo delle Libertà, ma l'Europa va avanti. E' nostro dovere di cittadini, visti i tempi bui che forse si prospettano, quello di restare attaccati al culo dell'Europa come tarzanelli, accettando anche il fatto che svedesi, tedeschi, francesi, spagnoli, olandesi, belgi, danesi, etc. ci guardino come noi guardiamo alle tribù raccontate da Licia Colò la domenica pomeriggio.
L'Europa va avanti e anche in Italia abbiamo sotto gli occhi, se solo volessimo vedere e la smettessimo con l'ipocrisia, una società sempre più lontana dal modello patriarcale, retaggio della nostra cultura maschilista e rurale, modello tanto caro ai fascisti e ai clericali.
Basta guardare un poco più in là, poi, in Francia - dove al sicuro cresce il mio splendido nipote - per vedere che perfino durante il governo del pessimo e vanesio Sarkozy, passano proposte straodinarie come quella ormai prossima ad essere varata - e prima in Europa - che tutela il terzo genitore.
Zapatero realizza invece un governo dove le donne ministro sono più degli uomini e il Ministro della Difesa è un politico donna, incinta di sette mesi! Un segnale straordinario a favore dell'occupazione femminile.
Perfino in Italia, possono capitare sorprese: ed ecco che mentre i giornalisti cattolici lasciano la sala e la RAI timidamente balbetta, vince il Pulcinella Awards, l'Oscar dell'Animazione internazionale che si tiene all'interno di Cartoons on the Bay a Salerno "Rick and Steve, la coppia gay più felice del mondo"
Non c'è voluto tanto. E' bastato che a votare per il premio fosse una giuria internazionale. Gli italiani preferiscono dirsi che sono aperti e moderni votando a Sanremo la macchietta della Tatangelo, il famoso "cuore di pupazzo". Per il resto, prendono paura.
E allora non è possibile far votare una giuria internazionale anche per le politiche?
Pleeeeeese...
Ricevo via mail questa simpatica storiella dal titolo "La padella", che vi riporto. Così almeno ci strappiamo un sorriso.
Il giovane Peter, che divide l'appartamento con un amico, invita a cena sua mamma.
Durante la cena la mamma non può fare a meno di notare quanto l'amico con cui suo figlio divide l'alloggio sia veramente un bellissimo ragazzo, molto curato.
Nota poi come la stanza del figlio sia molto grande e spaziosa, con un letto matrimoniale, mentre la stanza dell'amico sia più piccola, con un letto singolo.
La mamma, cui questa convivenza ha gia' fatto nascere dei sospetti, osserva con molta attenzione tutti gli sguardi e i movimenti per cercare un minimo supporto ai suoi sospetti.
Come se Peter capisse i suoi pensieri ad un certo punto se ne esce :'Mamma, capisco a cosa pensi, ma ti assicuro che io e Simon siamo solo compagni di alloggio e niente più''
La cena quindi prosegue normalmente e la mamma se ne va ringraziando entrambi.
Dopo qualche giorno Simon dice 'Senti Peter, io non voglio accusare nessuno, ma dalla sera che tua madre e' venuta a cena non trovo piu' la padella per le uova. Mi vergogno un po' a chiedertelo, ma pensi che tua madre possa averla presa??'
'Questo non lo so proprio. Pero' facciamo una cosa: chiediamoglielo'.
Detto questo si accomoda alla scrivania, accende il computer e prepara una e-mail per la mamma.
'Cara mamma, io non dico che tu abbia inavvertitamente preso la nostra padella antiaderente per le uova, ma da quando sei venuta tu a cena non la troviamo piu'. Puoi aiutarci?'
Dopo pochi minuti la mamma risponde:'Caro Peter, io non dico che tu e Simon siete due ricchioni, ma se lui avesse dormito nel suo letto avrebbe gia'trovato la padella!!!!
Ma chi non la vorrebbe una mamma così?
Stavo buttando un occhio alla nota informativa sugli indicatori demografici dell'Istat. Si legge, fra le altre cose, che
Il ricorso al matrimonio è meno rilevante di un tempo nei processi di formazione delle coppie e della discendenza. Secondo le stime, i matrimoni celebrati nel 2007 sarebbero appena 242 mila, pari a un tasso del 4,1 per mille, contro i 270 mila di cinque anni prima (4,6 per mille).Alla riduzione della nuzialità si accompagna un aumento delle coppie che scelgono di formare famiglia al di fuori del vincolo coniugale.
Dunque le unioni civili, non sono quella sparuta minoranza composta da froci che tanto da destra hanno cavalcato. Con un calo così verticale di matrimoni a favore di famiglie al di fuori del vincolo coniugale, un qualche riconoscimento, dovrà pur essere compiuto. O alla Buttiglione si dovrà continuare a pensare che mancano gli aiuti alla famiglia tradizionale ed è per questo che fioriscono coppie di fatto?
Non è più logico pensare che il mondo sta lentamente cambiando e che il rigido modello del matrimonio civile e religioso sta diventando un modello nel quale molte persone stentano a ritrovarsi, indipendentemente dalla loro sessualità?
Spiace a tal proposito, che il Partito Democratico, partito al quale mi sforzo di guardare senza pregiudizi, ammirandone anche molti aspetti, non abbia inserito nel suo programma alcun accenno a diritti civili, testamento biologico, divorzio lampo, e qualsiasi altro tema detto oggi sensibile (alle anime candide di Oltretevere). Spiace dunque che un partito che si intende moderno e che ha al suo interno molti più laici che Binetti varie (penso al deputato Gianni Cuperlo, che realizza a Roma un incontro su laicità e PD o a Furio Colombo, a Odifreddi), continui a livello ufficiale a rimandare un dibattito tanto importante, appunto, per la modernità di cui indubbiamente vuol farsi bandiera.
Spiace che una parola sul rispetto verso tutte le minoranze e contro tutte le discriminazioni non trovi posto tra i dodici punti di programma. Spiace ancor più alla luce dell'incendio (presumibilmente doloso) del Coming Out, storico locale gay di Roma.
Questo non vuol dire che penso che Veltroni non voglia sostenere le nostre battaglie. Né che non si possano trovare su temi tanto importanti maggioranze trasversali. Ciò che però rimprovero è che un partito che si vuole moderno non può nascondere sotto il tappeto, temi che invece avrebbero bisogno di oneste prese di posizione.
In questo senso, inviterei Veltroni e gli altri quadri del PD a guardare all'esempio di Prodi che ha portato in Parlamento la crisi, svelando i volti di chi ha affossato il Governo.
Meglio sapere subito chi c'è e chi non c'è. E inoltre, sarebbe un diritto dell'elettore sapere.
Riporto un articolo del Corriere:
In Israele sono possibili le adozioni di bambini da parte di coppie omosessuali. A dirlo e' stato il consigliere giuridico del governo, Menahem Mazouz, con funzioni di avvocato generale dello stato, che ha annunciato che lo Stato non si opporra' piu' alle richieste di adozione di questo genere. "L'unico criterio da prendere in considerazione e' il bene del bambino" ha detto Mazouz. Gia' nel 2006 Israele aveva riconosciuto lo statuto di genitori legittimi a una coppia di donne di cui una era la madre naturale dei figli che cresceva.
C'è da dire che pure lì non vanno certo leggeri, quanto a religiosi ultraortodossi, tant'è che per il Gay Pride, gli ebrei ordodossi avevano iniziato una sorta di sommossa (portando il Pride all'interno di uno stadio), mentre il Papa, da parte sua, esprimeva il suo dispiacere. Dispiacere per la manifestazione dei gay, mica per la sommossa. E questo avveniva solo due anni fa.
Allora, qualche speranza ce l'abbiamo pure noi.
PS Scusate se non sono molto presente di questi tempi (mi mancano le mie solite due orette dedicate al mio giro di blog amici), ma è un periodo molto incasinato e faticoso.
Purtroppo la moratoria contro la pena di morte pare non fermare il boia in Iran: due giovani ragazzi sono stati arrestati e quindi condannati a morte per omosessualità, considerato un reato. Anzi, poiché secondo il presidente Mahmoud Ahmadinejad di gay in Iran non ce ne sono, il reato contestato loro è "nemico di Allah", un bel calderone dove si può infilare dentro di tutto.
Le anime nobili del nostro paese, gli ex-embrioni per intenderci, tacciono su questa notizia, o dicono stronzate inaudibili come quella riportata dall'ufficio stampa UDC per bocca del suo soldatino Volonté, il 18 gennaio scorso e alle quali hanno già risposto a dovere Grillini, Luxuria e altri deputati (sia ben chiaro, non metto il link di proposito. Se volete rodervi il fegato - o far partire una querela che sarebbe ora - andate voi al sito di questo ex embrione). Dove sono i ciellini, i focolarini, l'opus dei? Non sento la voce di Ruini, di Bagnasco...
A parlare è invece Everyone, organizzazione no profit per la difesa dei diritti umani, che già in passato si è impegnato per il caso di Pegah nel Regno Unito.
Everyone ha lanciato una raccolta di firme, una petizione destinata a figure istituzionali che vanno dall'Onu al presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad e al suo ministro della Giustizia, dalle ambasciate a organismi Ue quali la presidenza del Parlamento europeo e della Commissione Ue.
Può non servire a salvare la vita a due ragazzi poco più che diciottenni dalle follie di fanatici religiosi, ma vi pregherei lo stesso di firmare la petizione e se possibile diffonderla.
Questo il link della petizione.


foto di dadou
L'amico Stratex mi segnala un appuntamento importante a Roma, il 26 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria, in cui si vogliono ricordare le vittime omosessuali dei nazi/fascisti. Qui potete leggerne i riferimenti, per il resto rimando al suo blog:
In occasione della Giornata Mondiale della Memoria,
l’Associazione Corale Roma Rainbow Choir
il Circolo ANPI “Salvatore Capogrossi”, DGP - Dì Gay Project ONLUS
presentano una produzione Roma Rainbow Choir
con la Direzione Artistica di Giuseppe Pecce
Regia: Gianni Licata
Testo e aiuto regia: Davide Sirignano
Da un’idea di Guido Allegrezza e Giuseppe Pecce