L'ultimatum della chiesa cattolica americana

scritto da samuelesiani il lunedì, 16 novembre 2009,14:09
Donald Wuerl, arcivescovo di Washington DC

Lo stato di Washington DC sta regolarizzando i matrimoni fra persone dello stesso sesso. E la locale Arcidiocesi che fa? Potrebbe invitare i cattolici a boicottare questo tipo di unioni, per esempio. E invece che fa?

Ce lo dice il Washington Post:

The Catholic Archdiocese of Washington said Wednesday that it will be unable to continue the social service programs it runs for the District if the city doesn't change a proposed same-sex marriage law, a threat that could affect tens of thousands of people the church helps with adoption, homelessness and health care.

Un ricatto! Non garantiranno gli aiuti ai poveri, se la città andrà avanti con questa legge! Ovviamente, la Chiesa cattolica chissà dove trova i soldi con cui aiuta i poveri...

Sinceramente, accolgo con piacere anche questa notizia. E' sempre utile quando i mostri escono allo scoperto e si palesano per quello che sono. Se non altro, si sa chiaramente a livello mondiale con che razza di bastardi si ha a che fare.

Fate correre la voce, se vi va.

In Italia il muro non cadrebbe

scritto da samuelesiani il lunedì, 09 novembre 2009,19:30

Nell'Italia del 2009, il muro non cadrebbe.

Non con una forza politica come la lega, da oggi nella versione Lega cattolica, che ha dimenticato i riti celtici e riscopre il crocifisso.
Da noi, quella forza politica avrebbe impedito la caduta del muro. Avrebbe creato paure. Ci porteranno via il lavoro, ci ruberanno la terra, ci stupreranno le donne.
Non con una Santanché, che non conta un cazzo, eppure ha uno spazio mediatico assurdo.
Non con questa chiesa parassita, che non vuole l'uguaglianza, ma privilegi e crea odio e divisioni.
Non con questo premier che dichiara che la caduta del muro è innanzitutto la fine dell'ateismo.

Che paese di merda, il nostro. Il 1989 è ancora lontano a venire, da noi.

I veri nemici dell'Iran democratico

scritto da samuelesiani il venerdì, 06 novembre 2009,17:58
Pezzullo mio, finito su Notizie Radicali.

Le elezioni dello scorso 12 giugno in Iran hanno mostrato il vero volto del regime, quello repressivo. Quello che non permette obiezioni di sorta.

Eppure, in quei giorni di oppressione, abbiamo anche visto l’Iran democratico, composto da un popolo di donne e giovani, abile nell’uso di internet, che ha risposto con manifestazioni non violente  per la libertà del suo popolo e contro i probabili brogli elettorali che hanno favorito il candidato uscente, Mahmud Ahmadinejad, riconfermando alla presidenza del paese.

Noi stessi, in Occidente, abbiamo seguito con apprensione la battaglia nonviolenta di quel popolo che si riuniva sotto il colore verde, del candidato sconfitto Mousavi. L’onda verde.

Ma sarebbe stata una reale vittoria per la democrazia, per la libertà, per i diritti, quella di Moussavi?

Oggi, quel popolo torna in strada in una contromanifestazione alla festa, questa sì, ufficiale, in occasione del trentesimo anniversario del sequestro degli ostaggi all'ambasciata americana in Iran. E anche questa volta, la situazione è degenerata in arresti e violenze da parte del regime.

Ma ancora mi sono chiesto: è il presidente Mahmud Ahmadinejad l’unico nemico della democrazia in Iran?

Sicuramente lo è, come sicuramente è un nemico di Israele, con le sue folli farneticazioni sull’Olocausto e le continue provocazioni, e dell’intero Occidente. Ma è l’unico responsabile?

Da tempo sostengo che non sia così. E che lui, o un altro, poco cambierebbe. Mahmud Ahmadinejad è l’uomo scelto dalla guida suprema, l’Ayatollah Khamenei, al vertice del sistema costituzionale.

Anche sostituendolo, ne subentrerebbe un altro, purché gradito ai capi religiosi e politici del paese.

Ecco allora che, in quest’ottica, più di tutte le manifestazioni politiche che mirano a colpire il presidente Ahmadinejad, ha potuto destabilizzare il regime, il gesto del giovane studente campione di matematica nel suo paese, che ha pubblicamente criticato l’Ayatollah Khamenei.

Perché il regime degli Ayatollah è il vero cancro dell’Iran e i suoi leader sono la causa dell’oscurantismo, del fondamentalismo religioso che da trent’anni stupra quella che fu una perla di cultura: la Persia.

Il gesto di quel ragazzo che ha osato criticare chi non può essere criticato è oggi il simbolo massimo della Democrazia. Il suo corpo magro, i suoi occhi fieri nascosti dagli occhiali di matematico, sono l’equivalente di Aung San Suu Kyi che sfidò i soldati in Birmania.

È il simbolo di una generazione di ragazzi che non vuole solo ballare, ma parlare. Che non crede agli dei in terra e si pone con spirito critico, scientifico, di fronte alle cose del mondo.

Di quello studente – Mahmoud Vahidnia il suo nome – si dice sia stato arrestato e quindi rilasciato secondo l’agenzia d'informazione in lingua persiana “Alef”. Occorre che l’Occidente, l’Europa, segua quel ragazzo, lo difenda, lo protegga. Con una parola, è il simbolo della democrazia che deve venire. Quella che conosce i veri nemici.

E in questo, abbiamo tutti da imparare.


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Una bimba di 11 anni

scritto da samuelesiani il lunedì, 02 novembre 2009,15:30
Che ci sia una costante confusione su questa nuova influenza non sta solo nei messaggi contraddittori del (futuro?) il ministro della Sanità Fazio.

Basta notare come i giornali continuano a creare confusione e forse allarmismo a partire dalle piccole cose. Prendo ad esempio questo titolo tratto (ahimé) da Rainews24: Disposta l'autopsia per la bimba di 11 anni morta a Napoli.

Niente di strano? E' una "bimba" una ragazzina di 11 anni? Una ragazzina a 11 anni non è una bimba: è una ragazzina, appunto, che sta smettendo di giocare con le bambole. Una bimba forse non sa neppure dire la parola "bambola" (e
ppure sono molti i giornali ad usare il termine "bimba", copiando da brave pecorelle dall'agenzia Adnkronos: il Giornale, il Secolo XIX, TGcom (come poteva mancare?), Libero, Repubblica nelle pagine della Campania.

Non è un sofismo, il mio. Non è inutile voglia di precisione. Ma non aiuta chiamare le cose non col loro nome. Con questo stessa attenzione, un'influenza può diventare la peste o la peste un'influenza. E questo non aiuta, anzi aumenta la confusione.

Solidarietà alle persone transessuali

scritto da samuelesiani il mercoledì, 28 ottobre 2009,15:04
Riporto qui un breve comunicato che con l'Associazione Aglietta ho diramato a seguito del caso Marrazzo.

"Esprimo piena solidarietà alle persone transessuali, le vere vittime del caso Marrazzo. Non entrando nella questione e nelle sue ripercussioni politiche, è doveroso constatare come si proponga nuovamente un parallelo tra transessuale e prostituta. Al di là delle dichiarate ‘debolezze’ di Marrazzo - che ci auguriamo avrebbe definito allo stesso modo se si fosse trattato di rapporti con delle donne - resta un velo oscuro che sarebbe opportuno squarciare su cittadini costantemente discriminati per le loro scelte e il loro stato: i/le transessuali.

Anche considerando che le transessuali interessate dalla faccenda si prostituissero liberamente, spiace che i media tendano per l’ennesima volta ad associare le persone transessuali, tra le più emarginate nel nostro paese, esclusivamente al mondo della prostituzione. Non è così; come sostengono da tempo le associazioni che si battono per i diritti delle persone transgender, quello è semmai un mondo nel quale molte transessuali finiscono per l’impossibilità di trovare un lavoro a seguito della propria condizione. Un corto circuito dovuto soprattutto alla mancanza di diritti e ad una politica sulla prostituzione che mira a nascondere la polvere sotto il tappeto, piuttosto che portare alla luce del sole, legalizzandola, una realtà che esiste ed è conosciuta da secoli".


Torino, 28 ottobre 2009

E la libertà di inchiesta, no?

scritto da samuelesiani il mercoledì, 21 ottobre 2009,18:25

In Italia, sono veramente pochi i giornalisti d’inchiesta con le palle. E quei pochi, quelli che veramente fanno il loro mestiere sono in genere perseguitati, o peggio, assassinati. Penso a Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, ma anche ad Antonio Russo, di cui ho parlato pochi giorni fa, Giancarlo Siani, Giovanni Spampinato ucciso dalla mafia negli anni ’70 e altri ancora. O penso ancora a Roberto Saviano, Rosaria Capacchione, giornalisti sotto scorta e minacciati…

La stragrande maggioranza dei giornalisti in Italia, è invece fatta di umili travet, personcine che non fanno altro che sfogliare le agenzie, per rilanciarle. Bravi, ne, niente da dire.

Ed ecco che mentre in Europa si sta giusto brindando o maledicendo per la bocciatura di due risoluzioni antitetiche sulla libertà di stampa in Italia, i giornalisti – anche quelli che tanto strillano sulla libertà – sono belli sprofondati nei loro pouf, connessi ad internet, a far che?

A prendere una bella boutade e commentarla. Per giorni. Rimbalzarla, rimpallarla, fino a rimbambire la gente. Anziché fare indagini, ci si bea di commenti, di opinioni.

Un esempio? La cagata organizzata ad arte e lanciata dalla Carfagna o da chi per essa: Niente bambine in burqa nelle scuole.

E tutti lì a masturbarsi sull’islam, che cosa è meglio, che cosa è peggio, ha ragione la Carfagna che è una gran fregna oppure no? Modello francese o tedesco?

Ma perdinci! Anziché commentare da seduti, un giornalista qualsiasi non avrebbe potuto farsi una sola domanda: ma esistono bambine in burqa nelle nostre scuole? Io credo proprio di no! E allora la Carfagna o chi per essa sta sparando cazzate, tanto per sviare l’attenzione da altri temi. Per creare casi che i pigri – ma liberi – giornalisti rilanciano beduinamente. 

Ma mi chiedo? Ha senso parlare di libertà di informazione se l’informazione si limita ad essere opinione? Non chiedo ai giornalisti di avere le palle di una Alpi, ma almeno un minimo più di voglia di verità… che poi, alla fin fine, a commentare le cagate del padrone, si fa poi solo il gioco del padrone.

Adesso vediamo quanti giorni durerà la storia di Tremonti e del posto fisso. Vediamo quanti editoriali, quanti programmi Tv, quanta fuffa…

Come si vota (Ignazio Marino) alle primarie del Pd

scritto da samuelesiani il martedì, 20 ottobre 2009,13:32
CHI VOTA (IGNAZIO MARINO) ALLE PRIMARIE DEL PD

Alle primarie possono votare TUTTI i cittadini italiani (e quindi anche i non iscritti al Pd), i cittadini europei residenti in Italia, gli immigrati con permesso di soggiorno e i ragazzi dai 16 anni di età.

Verrà inoltre istituito in tutte le Commis­sioni provinciali per l'elezione del Segretario e dell'Assemblea nazionale, un seggio per garantire l'esercizio del diritto di voto a cittadini, italiani e stranieri che studiano e lavorano in una provincia diversa da quella di residenza.
Gli studenti e lavoratori, muniti di documento di riconoscimento, debbono pre­sentarsi entro le ore 19.00 del 23 ottobre 2009 presso la sede provinciale del Partito Democratico, dove studiano o lavorano, e comunicare la loro decisione di votare in quella sede provinciale anziché nel seggio del luogo di residenza.

QUANDO SI VOTA (IGNAZIO MARINO) ALLE PRIMARIE DEL PD

Si vota Domenica 25 ottobre dalle ore 7.00 alle ore 20.00 (attenzione! torna l'ora solare).

COME SI VOTA (IGNAZIO MARINO) ALLE PRIMARIE DEL PD

Per votare sono indispensabili un documento d'identità e la tessera elettorale.
Si vota facendo un'unica X sulla lista, ovviamente quella di Marino per il nazionale (e una sulla lista "Tricarico per Marino" per il Piemonte).
IMPORTANTE: per votare bisogna versare un contributo di 2 euro.

DOVE SI VOTA IGNAZIO MARINO ALLE PRIMARIE

Per sapere qual è il tuo seggio elettorale, compila questo form , inserendo la provincia, la città, il numero della sezione elettorale dove voti abitualmente.

Oppure telefona al numero 848.88.88.00

Oppure ancora - ed è la soluzione che mi piace di più, visto che non tutti amano internet e i telefoni possono far passare la voglia - recati nel circolo Pd più vicino, stressali senza pietà, e fatti dire da loro dove cavolo devi andare.

Un avvertimento al giudice Masiano?

scritto da samuelesiani il sabato, 17 ottobre 2009,15:11



Anni fa, era il 1981, furono scattate delle foto al papa in piscina.
Queste foto, che si dice avrebbero fatto scandalo se pubblicate, furono consegnate da Licio Gelli ad Andreotti che a sua volta le consegnò al Pontefice.

Dietro la questione dello scandalo, c'era un preciso avvertimento: che al posto di un macchina foto con teleobiettivo, ci potesse essere un fucile di precisione.
In quella storia d'inizio anni '80 è interessante notare, tra l'altro, gli attori: Licio Gelli e Giulio Andreotti.

Non credo di doverne scrivere ora di questi due oscuri signori.

Bene, ora, alla luce di questo racconto, proviamo a guardare al servizio di canale 5 che pedina il giudice Masiano, proprio quello che ha condannato la Fininvest al megarisarcimento.
Interessante notare da dove arrivi l'avvertimento e l'arroganza del potere che non ha neppure il timore di nasconderne il fine.

Cecenia e la morte di Antonio Russo

scritto da samuelesiani il venerdì, 16 ottobre 2009,15:12
Ieri pomeriggio la mia Associazione Aglietta ha organizzato la proiezione del film Cecenia, al King, un piccolo e interessante cinema di Torino.

Il film perduto di Leonardo Giuliano con Gianmarco Tognazzi racconta la storia vera del giornalista di Radio Radicale, Antonio Russo: un giornalista  ucciso barbaramente come Ilaria Alpi, Giancarlo Siani, Anna Politoscaia.

Antonio Russo è stato testimone dai peggiori teatri di guerra: dal Kosovo, a Sarajevo, dalla Colombia, al Burundi e Ruwanda, fino alla Cecenia.

Quando è stato ucciso aveva appena chiamato sua madre: piangeva come non lo avava mai sentito. Aveva le prove in una videocassetta, racconta la donna, delle torture che medici russi compievano su uomini, donne, e bambini ceceni.

Secondo alcuni suoi amici, aveva raccolto prove dell'utilizzo di armi non convenzionali su bambini.

E' stato trovato morto, livido e coi segni delle torture subite, nei pressi della città georgiana di Tiblisi, il 16 ottobre 2009. Il suo appartamento è stato ripulito da ogni appunto.

Aveva solo quarant'anni.

Ad oggi non si conoscono i mandanti del suo omicidio.

This is democracy, baby ...

scritto da samuelesiani il mercoledì, 14 ottobre 2009,02:31
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