uno spazio dove parlare di politica, di società, di cultura, del mondo nei suoi tanti aspetti.
Uno spazio dove si vorrebbe costruire qualcosa: non contro qualcosa, ma "per" qualcosa.
scritto da samuelesiani il lunedì, 23 novembre 2009,13:50
Cari amici torinesi che passate di qui, vi segnalo che giovedì 26 alle ore 21.30, al Caffé Basaglia (di cui prima o poi scriverò due righe) sarà messo in scena lo spettacolo "Ostaggio perfetto: Aung San Suu Kyi" di Claudio Canal e Vesna Scepanovic (via dokmai).
Sarò via qualche giorno, a Latina, con il sindacato. Mi sa che riuscirò a ripassare di qui e da voi solo la prossima settimana.
scritto da samuelesiani il venerdì, 20 novembre 2009,18:09
Oggi è il giorno in cui il mondo celebra il Transgender day of the Remembrance, a ricordare le vittime di transfobia, o più precisamente, direi, per ricordare le tante trans ammazzate nel più completo disinteresse (tanto sono puttane, è la morale corrente in Italia...).
In questa giornata, nel nostro cattolicissimo e raccomandabile belpaese, ricco di uomini di fede e buoni padri di famiglia, è stata trovata morta ammazzata, bruciata, Brenda, la trans implicata nel caso Marrazzo (una storiaccia che ora di morti ne conta due e di cui non conosciamo che frammenti).
Mi unico al mesto commento di Livia Iacolare su Gaycamp: Brenda è stata messa a tacere per sempre, forse per evitare che scoperchiasse un pentolone di scandali a base di sesso e droga che coinvolgono personalità importanti della classe dirigente e della politica italiana. Dopo le offese, lo scherno, i giochi di parole, l’umorismo di bassa lega, la diffamazione e una vita vissuta nell’esercizio della prostituzione è arrivata anche la mano dell’assassino.
scritto da samuelesiani il mercoledì, 28 ottobre 2009,15:04
Riporto qui un breve comunicato che con l'Associazione Aglietta ho diramato a seguito del caso Marrazzo.
"Esprimo piena solidarietà alle persone transessuali, le vere vittime del caso Marrazzo. Non entrando nella questione e nelle sue ripercussioni politiche, è doveroso constatare come si proponga nuovamente un parallelo tra transessuale e prostituta. Al di là delle dichiarate ‘debolezze’ di Marrazzo - che ci auguriamo avrebbe definito allo stesso modo se si fosse trattato di rapporti con delle donne - resta un velo oscuro che sarebbe opportuno squarciare su cittadini costantemente discriminati per le loro scelte e il loro stato: i/le transessuali.
Anche considerando che le transessuali interessate dalla faccenda si prostituissero liberamente, spiace che i media tendano per l’ennesima volta ad associare le persone transessuali, tra le più emarginate nel nostro paese, esclusivamente al mondo della prostituzione. Non è così; come sostengono da tempo le associazioni che si battono per i diritti delle persone transgender, quello è semmai un mondo nel quale molte transessuali finiscono per l’impossibilità di trovare un lavoro a seguito della propria condizione. Un corto circuito dovuto soprattutto alla mancanza di diritti e ad una politica sulla prostituzione che mira a nascondere la polvere sotto il tappeto, piuttosto che portare alla luce del sole, legalizzandola, una realtà che esiste ed è conosciuta da secoli".
scritto da samuelesiani il martedì, 06 ottobre 2009,11:45
E' necessario notare, inoltre, che la società che si affanna a difendere
i diritti dell'embrione si disinteressa dei bambini che nascono;
si perseguitano gli aborti invece di applicarsi a riformare questa
scandalosa istituzione detta Assistenza Pubblica.
Tutta sta manfrina sulla RU486, che in fondo non fa altro che permettere alla donna un aborto meno invasivo e doloroso, mi ha riportato alla mente la frase che leggete più sopra.
E' stata scritta da Simone de Beauvoir ne Il secondo sesso, volume II. Correva l'anno 1949.
scritto da samuelesiani il venerdì, 18 settembre 2009,01:20
Oggi la stampa italiana ha riportato la notizia di un padre immigrato che ha ucciso la figlia per presunti “motivi religiosi”.
Maria Rosaria Carfagna, la bella soubrette scelta come portavoce del Ministero Che Non C’è ha oggi dichiarato a proposito:
“Un delitto orribile, disumano, inconcepibile, frutto di una assurda guerra di religione che e' arrivata fin dentro le nostre case. […] Casi terribili come questi ci inducono a proseguire la strada del 'modello italiano' nell'integrazione degli immigrati: ciascuno, in Italia, deve avere il diritto di professare la propria fede come crede, ma il Paese puo' accettarlo soltanto se questa e' rispettosa dei diritti umani, compreso quelli delle donne, e delle leggi dello Stato.”
Più o meno a ruota (di scorta) Daniela Santanché ha di nuovo tirato fuori la storia del velo, anche oggi che non c’entra un cazzo (la realtà è che è Daniela che non conta più un cazzo, nella politica italiana: non ha un seggio in Parlamento, né un ruolo attivo, in alcun partito e spera su questo argomento di ritagliarsi una riga su un giornale. Come infatti è avvenuto. Un po’ come Rutelli, che ormai per far vedere che esiste deve smarcarsi dal Pd, parlare di “grande centro” o prendere la posizioni di un cardinale sul testamento biologico. Affaristi, insomma).
Niente da ridire quando la Carfagna parla di “rispetto dei diritti, compresi quelli delle donne” (chissà perché sente la necessità di precisare con quel “compresi quelli delle donne”),ma perché sottolineare la questione religiosa, culturale del movente? Parlare di guerra di religione fin dentro le nostre case?
La Carfagna, una donna scelta dalla politica per la sua bellezza, è sicura che a casa sua, nel suo paese, il rispetto per le donne esista davvero? In un paese in cui lo stupro è diventato reato contro dal persona (e non più contro la morale) dal 1996, l’altro ieri? In cui il matrimonio riparatore era in vigore fino al 1981?
In un paese in cui esistono diversità economiche negli stipendi fra uomini e donne? In un paese in cui la percentuale di donne che ricoprono cariche di prestigio è pesantemente sotto la media europea? In un paese in cui le donne che lavorano sono il 46,7% (dato 2007), ultimi in Europa? È questa cultura che può insegnare qualcosa???
Ecco allora che quella sottolineatura dà proprio fastidio.
Ancor più perché amplifica la paura, rende più sospettosi e può inficiare i già fragili processi dell’integrazione.
Solleticando, per altro, il razzismo…
Vi è poi un ultimo aspetto da segnalare: se un padre musulmano uccide la figlia lo fa perché non si è intergrato o perché la sua cultura è violenta contro le donne (lungi da me l’ipotesi di passare per colui che difende le religioni: da laicista ritengo pericolosissime le religioni. Tutte. Alcune interpretazioni del Corano, poi, sono brutali nei confronti delle donne). Ma se avviene per mano di un uomo italiano si dice che uscito di testa o è “depresso”.
Due pesi, due misure.
Ma un omicidio rimane un omicidio. Ed è terribile, comunque, che un padre – o una madre – possa arrivare ad uccidere il proprio figlio. Indipendentemente dal motivo. Il problema è semmai il fatto che un padre – o una madre – possa disporre della vita dei figli!
E allora, in conclusione, porto all’attenzione della Carfagna un po’ di casi che devono esserle sfuggiti negli ultimi tre anni (il tempo trascorso da Hina a Sanaa, appunto, i due omicidi a sfondo “religioso”):
Tra gli articoli della legge recentemente promulgata (ma già proposta a marzo di quest'anno): il diritto del marito a negare gli alimenti alla moglie se lei rifiuta un rapporto sessuale, la concessione della tutela dei figli solo a padri e nonni, l'obbligo per una donna di chiedere il permesso al marito per lavorare e la possibilità per uno stupratore di evitare il processo risarcendo la vittima in denaro.
Quando la religione si apparenta con il potere politico, o quando il secondo si inchina al primo, questo è il risultato.
scritto da samuelesiani il venerdì, 06 marzo 2009,21:09
Riporto alcuni stralci di un articolo tratto da un giornalino della CGIL, sulle iniziative legate alla festa delle donne. Non ne so molto di più, ma ci si può informare. Credo però interessante segnalarlo qui nel mio blog.
Staffetta.
Si tratta di un'iniziativa delle donne dell'UDI che durerà fino al 25 novembre 2009, fatta da donne contro la violenza sulle donne.
Simbolo e testimone della staffetta dell'UDI sarà un'anfora con due manici in modo che possa essere portata da due donne, a significare l'importanza della relazione per noi.
In ogni paese o città in cui la Staffetta passerà, le due donne che l'hanno avuta in consegna la consegneranno ad altre due, pubblicamente.
In ogni luogo dove la Staffetta passerà, le donne che si faranno carico del suo passaggio potranno imbastire iniziative pubbliche le più varie, seminari, dibattiti, mostre, proiezioni video, etc.
Strada facendo, ogni donna potrà avvicinarsi e mettere nell'anfora un biglietto con i propri pensieri, denunce, parole o immagini.
scritto da samuelesiani il sabato, 31 gennaio 2009,15:16
Appare ormai evidente che i leghisti al Governo, con in testa il Ministro dell'Interno Maroni, siamo ormai ottenebrati dalle loro fissazioni razziste.
Ma è veramente insopportabile che si parli di strumenti quali la banca del DNA sfruttando un tema drammatico come la sparizione di bambini. Ed è ancor più schifoso se lo si fa mescolando una piaga reale come quella, con il fatto che questi bambini siano utilizzati nell'ambito di traffici di organi, su cui il Ministro non fornisce, per altro, alcun dato concreto (e sarebbe decisamente più importante delle chiacchiere del leghista, visto che si parla di immigrati, ancor più bambini, usati come "pezzi di ricambio". Senza contare che le sue affermazioni sono già state bollate dall'AIDO come "false credenze").
Ma non è con persone come Maroni che si può ragionare. L'interesse suo e dei suoi compagni al Governo è quello di amplificare le paure, raccogliere lo sfogo isterico e razzista dei propri elettori, rendere il nostro paese ancor meno solidale e accogliente.
Regina Louf e altri testimoni sopravissuti, compresi alcuni italiani, raccontano per quale inferno sono passati nella loro infanzia e danno anche descrizioni di che terribili fini hanno fatto decine e decine di bambini, sotto i loro occhi. Ma non hanno prove e spesso sono passati molti anni...
Ma spesso sarebbe già tanto ascoltare. Allontare le paure generate dai leghisti e con coraggio, con molto coraggio, ascoltare
scritto da samuelesiani il venerdì, 30 gennaio 2009,22:43
Sto seguendo con interesse e speranza le notizie che arrivano dai primi giorni della presidenza Obama.
Leggo oggi che la prima legge che Obama ha firmato è quella che punisce penalmente un’azienda che discrimini economicamente le lavoratrici di sesso femminile rispetto ai colleghi maschi.
Questo è secondo me il vero modo per giungere alla parità dei sessi. Che ci piaccia o meno, si deve passare da lì: dal soldo. Non serve che le donne si trovino una targhetta in ufficio con scritto “Valgo come te, maschio!”. Serve che la lavoratrice sia pagata come il lavoratore. Che possa fare la stessa carriera.
[Lo stesso discorso è applicabile, se vogliamo, alle unioni civili. Riconoscerle non è dare un patentino con scritto tizio e caio sono compagni e si vogliono bbene. È far sì che se muore Tizio, Caio possa avere la reversibilità della pensione di Tizio. Con un riconoscimento che è in primo luogo economico, voglio vedere io se la coppia è riconosciuta o meno dallo stato.]
Tutto il resto sono simboli, simboletti, crocifissini. Ma servono a poco.
Poi guardo all’Italia, a questo nostro paese che assomiglia sempre più ad una vacca sfiancata.
Il nostro Governo, anziché scrivere leggi che vadano nella direzione di una vera parità tra i sessi, come quella appena firmata in America, preferiscono “difendere” le proprie donne, con una appropriata legge sullo stalking, che è un concetto ben diverso da quello sotteso nella legge americana. La nostra legge sullo stalking sarà la degna figlia della cultura maschilista e patriarcale che si rispecchia perfettamente in questo Governo e in gran parte dell’Italia.
Meglio ancora, parrebbe di capire, se il Governo riuscisse nell’impresa di rendere ogni problema sociale – che può essere combattuto con la cultura del rispetto per l’altro, persino con l’educazione sessuale – un problema di ordine pubblico, da risolvere con soldati e denunce (Nota: è chiaro che le donne che subiscono stalking devono essere difese. Ma deve essere questo il primo atto del ministero delle Pari Opportunità per le donne? Sta qui la priorità? Al ministro Carfagna che quando parla di gay utilizza le statistiche verrebbe da chiedere: quante donne subiscono stalking, rispetto a quelle discriminate in vari modi sul lavoro? E parlo di contratti firmati in anticipo, di stipendi diversi, di accessi diversi a ruoli di comando, di impossibilità ad avere figli per paura di subire mobbing o perdere il lavoro).
Ma un Premier che sceglie come Ministro delle Pari Opportunità una valletta un po’ troppo ambiziosa, dà già chiaramente l’idea di quello che sono le donne per lui.
scritto da samuelesiani il martedì, 20 gennaio 2009,12:27
Stare dalla parte delle vittime, significa riconoscere - e affrontare lo strazio che il pensiero provoca - che esistono vittime di abusi sessuali. Abusi sessuali che vanno ben al di là delle molestie in ambito familiare, parrocchiale, etc. ed entrano a pieno titolo nel campo delle organizzazioni criminali. Qui si parla di crimini contro l'umanità; perché se è vergognosa la tratta delle bianche, quella ai danni di un bambino è roba da tribunale dell'Aja.
Ben venga quindi l'impegno di Chi l'ha visto che va nella direzione giusta. Leggo infatti sul suo sito, la ricerca di una bambina:
Credo che questa notizia serva proprio per riportare l'attenzione sulle vittime. Non so, non sappiamo se quella che compare nel video è la bambina francese di cui si parla. La cosa certa è che è una bambina! Il senso di tutto questa mia battaglia sta nello sguardo impaurito, stremato di quella bambina senza nome. Che si chiede il perché.
Da dove arrivano le centinaia, migliaia di bambini utilizzati nei video pedo-pornografici, che fine fanno?
Di questi: ne sono rimasti in vita? Avremo il coraggio di ascoltare le storie di questi sopravissuti, di credere loro o li metteremo a tacere come è avvenuto in Belgio con Regina Louf?
Accetteremo di ascoltarli?
Quella foto ci dice che siamo di fronte ad organizzazioni criminali pericolosissime e spietatissime.
Avremo il coraggio di ritenere che esistono abusi che vanno ben oltre le molestie domestiche?
Avremo la forza di stare dalla parte delle vittime?