Cosa si nasconde dietro il caso di Marrazzo e via Gradoli?
Ripensavo alla storia di Marrazzo e mi è venuto naturale associare questa storia di ricatti ad un particolare aspetto della vita di Regina Louf, la donna belga che – arrestato il pedofilo assassino Marc Dutroux – fece una serie di rivevazioni choc ai magistrati di Bruxelles e di Gand, insieme ad altri testimoni (i cosiddetti Testimoni X).
Chi segue anche poco il mio blog, sa che ne ho parlato parecchio. E c’è un’intera categoria dedicata alla sua storia.
Tornando alla storia di Regina Louf, un fatto della sua storia di bambina e ragazzina usata in una rete internazionale e criminale di pedofili e non solo, è molto significativo oggi, guardando al caso Marrazzo. Regina racconta infatti di essere stata usata più volte come baby prostituta in incontri con ricchi e potenti pedofili e che sapesse che fossero filmati. Regina, come le altre ragazze (non era l’unica) doveva per questo motivo posizionare il cliente a favore della telecamera nascosta, pur senza sapere se questo venisse filmato realmente o meno o come quei filmati venissero usati. Di certo, questi potevano essere utilizzati per ricattare il facoltoso cliente.
Il caso Marrazzo ricalca molto da vicino, dunque, molti aspetti raccontati dalla Louf, vittima come dicevo di un giro pericolosissimo, di cui Marc Dutroux era, per intenderci, semplice manovalanza.
Regina parla di poliziotti corrotti, di collegamenti con la mafia (cfr a questo proposito l’editoriale di Concita De Gregorio che ha per titolo Le tessere del puzzle), di rapporti oscuri nelle istituzioni (è piuttosto significativo notare che in via Gradoli, già ai tempi di Moro, avessero più di una sede i servizi segreti italiani), di piccole pedine che morivano (in questo caso il tossicodipendente e ricettatore del video Cafasso, che aveva paura per la sua vita e muore poco dopo), di ricatti, appunto.
Che cosa c’è realmente dietro la storia di via Gradoli? Sono un complottista se penso che con questa storia si stanno avvertendo altri importanti clienti? Sono troppo perverso a pensare che forse ci potrebbero essere anche altri giri, dietro quello delle trans, magari un giro di bambine/i?
Quanta gente è attualmente ricattata, ma non può permettersi l’uscita di scena di Marrazzo?
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In tutte questo, Tony era sempre presente o c’entrava sempre, secondo Regina. Eppure su di lui non si è praticamente indagato. Micheal Nihoul, arrestato nell’ambito dell’inchiesta Dutroux, e accusato solamente di spaccio di stupefacenti, l’uomo che si permetteva di sfottere gli investigatori (e allo stesso tempo lanciava minacce neanche tanto velate dicendo, per esempio, “conosco un giudice che amava vestirsi da donna nelle orge che organizzavo…” – si veda la sua
Io non sono una persona particolarmente sensibile, eppure, credetemi, ho fatto fin qui una fatica estrema a tradurre le parole di quel libro, inviato alle stampe per proteggere Regina quando è uscita dall’anonimato. «Silence on tue des enfants» è un libro che raccoglie la sua storia. In esso si trovano anche le strazianti pagine dei rivissuti scritte durante la terapia psicologica, mentre cercava di ricomporre un io frantumato dagli abusi. 

Non è la prima volta che parlo, all'interno del mio blog, della testimonianza Regina Louf. Con una serie di post, a cominciare da oggi, vorrei però affrontare la sua storia in modo un poco più preciso e dettagliato, cercando anche di spiegare perché a me, a noi, dovrebbe interessarci Regina. Una storia la sua, che è sì quella della sua vicenda umana legata alla sua infanzia e giovinezza, ma che riguarda centinaia e centinaia di altri bambine e ragazzine (ma anche bambini di sesso maschile) come lei vittime di attivissime organizzazioni internazionali pedofile.