Un video per il buonumore

scritto da samuelesiani il mercoledì, 07 ottobre 2009,11:35
E grazie a Larvotto.


Buone vacanze

scritto da samuelesiani il giovedì, 16 luglio 2009,23:42

foto di Abbesses


Speravo di riuscire a scrivere ancora un post sulla serata con Mina Welby, e l'incontro in cui si è parlato di testamento biologico. Ma sono veramente alla frutta. Per fortuna le vacanze sono ormai dietro l'angolo.

Sabato mattina si parte per Arles, con la sua annuale rassegna fotografica, e quindi Aix en Provence e Marsiglia.

Ci si legge verso fine mese.

Un abbraccio a tutti.

Qualche giorno di vacanza

scritto da samuelesiani il sabato, 06 giugno 2009,15:36

Io, Biru e un po' di amici ci prendiamo qualche giorno di vacanza. Ci rivediamo da giovedì.

E mi tingo di rosso

scritto da samuelesiani il martedì, 18 novembre 2008,21:00
E così mi tingo di rosso. Ne avevo così bisogno.
Cambio il template del mio amato blog, nella speranza di essere ancora più Andrea (questo, il mio vero nome e non Sam), nella speranza di riuscire a continuare a trattare gli argomenti difficili che mi stanno a cuore; nella speranza di riuscire a portare qui anche quegli aspetti di me che ancora non sono riuscito a far trapelare (forse per timore di sminuire certi temi), ma che tanta importanza hanno per me: l’aspetto ironico, dissacrante, perfino buffone che chi mi conosce o mi ha conosciuto ritrova chiaramente in me.
Spero che questo rosso mi continui a dare energie, che questo divano diventi un posto piacevole dove ritrovarsi, per ascoltare, ma soprattutto parlare. Perché, in fondo, da ognuno imparo.
Perché ognuno dei tantissimi blog che frequento, in silenzio o commentando, mi lascia qualcosa, mi apre la mente, mi fa diventare una persona più attenta e, forse, migliore.
Questo per dire prima di tutto, grazie a chi mette in rete la propria testa, la propria cultura, la propria intelligenza o sagacia.
Grazie a voi.
E non è neppure il mio compleanno, oggi.

Intanto ...

scritto da samuelesiani il mercoledì, 09 luglio 2008,14:19

Io vado via qualche giorno, in Provenza e Camargue. Ma torno presto.

Intanto voi, se volete, potete ascoltarvi l'intervento/bordata della Guzzanti a Roma, ieri. Qui c'è la parte prima, sotto i link per la seconda e la terza. Poi ne parliamo, anche nei commenti. Che non so bene cosa pensare.

A presto.

 

Parte seconda, Parte terza.

Andato ... tornato!

scritto da samuelesiani il mercoledì, 11 giugno 2008,23:42

Parigi o cara...

scritto da samuelesiani il sabato, 31 maggio 2008,11:01

henricartier-bresson-paris"Parigi o cara...", ce l'ho in testa da quando sono arrivati i biglietti del treno, una settimana fa.

E così mi tocca salutarvi sulle note di quella che forse è la più brutta aria dell'opera lirica di sempre(chissà cosa ne pensa il Sommo, di questo "zum-pa-pà" di Verdi?).

Lunedì parto per cinque giorni a Parigi, con Biru e due amiche, in un anticipo di ferie estive. Nel frattempo ho inviato il mio portatile all'assistenza per risolvere alcuni problemi hardware. Così non avrò modo di fare il mio giro di blog, prima della partenza (un giro sempre più lungo e che mi porta via ormai alcune ore, perché continuo a trovare in rete sempre più persone interessanti il cui pensiero, oltre che di conforto, mi è di stimolo).

Non mi resta che salutarvi, dunque. Considerate questo post come la cartolina che non invio.

State bene, cercherò di dimenticare per qualche giorno se mi riesce "l'emergenza rom", le carfagne, le marcegaglie, il governo ombra, quello vero, i servizi del TG2, gli occhi di Bagnasco e le labbra di Bonaiuti. Provateci pure voi.

Ah, dimenticavo: non perdetevi per nulla al mondo "Il divo" di Sorrentino. Che prima di essere un film su Andreotti, è una vera esperienza dal punto di vista cinematografico! 

Un abbraccio a tutte e tutti.

Abbesses!

scritto da samuelesiani il sabato, 13 ottobre 2007,12:18

E così anche Biru, il mio fidanzato, entra nel mondo virtuale e diventa Abbesses (non perché sia una badessa, tutt'altro... ma Abbesses è il nome della fermata della metro vicina al nostro albergo parigino, situato tra il quartiere di Montmartre e Pigalle).

Non è chiaramente un blog, in casa ne basta uno, ma un account su Flickr dove Biru sta raccogliendo le sue foto più belle.

Tutte le foto hanno una licenza Creative Commons: possono essere utilizzate, purché se ne citi l'autore, se ne faccia un uso non economico e non siano modificate.

Buttateci un occhio se volete e fateci sapere!

Qui, un assaggio

Foto di Abbesses

A mia sorella

scritto da samuelesiani il giovedì, 27 settembre 2007,16:57

Scusate se per una volta scrivo di fatti strettamente personali. Mi ero proposto di non rendere questo blog un diario. Non perché non rispetto chi fa questa scelta, ma solo perché avevo fatto una scelta diversa. Detto questo, vorrei riportarvi la lettera che finalmente ho avuto il coraggio di inviare a mia sorella. Spero che queste parole possano in qualche modo essere motivo di scambio, confronto e magari utili a chi avesse voglia di leggerla.

Cara C,
da molto tempo, ormai, desidero scriverti queste parole. Poi, come spesso capita, si finisce per non farlo a causa di vari motivi, primo di tutti, forse, un’inutile vigliaccheria. A smuovermi, questa volta, in modo deciso, è stata una tua battuta a tavola l’ultima volta che ci siamo trovati da mamma e papà.
È ora necessario che tu sappia alcune cose di me, per due ordini di motivi che adesso cercherò di spiegarti.
Io e Biru non siamo amici. Con lui ho una relazione affettiva che dura ormai da quasi cinque anni con ben quattro di convivenza. Vorrei che cercassi di guardare a questa cosa, con gli stessi occhi di Yari. Yari ha ormai riunito nello stesso “insieme” me, Biru, i gatti, la macchina. Questo è quanto. Un insieme. E vede questo insieme in modo naturale, poiché – in quanto bambino – è puro, libero da pregiudizi e dall’annosa questione della “camera da letto” che tanto fa prudere la morale bigotta e maschilista. A me basta vedere gli occhi sorridenti di Yari che chiede a Biru di fargli fare la ruota tenendolo per i piedi (ops… forse questo non te lo dovevo dire!) per comprendere che Biru potrà essere un buon zio acquisito.
 
Vorrei che capissi che con i bambini si può parlare di tutto, purché nel giusto modo (e a loro comprensibile) e per far sì che essi si fidino completamente degli adulti che li circondano. Parlo per esperienza, C: da molto tempo, frequento la casa di Alessia e Irmo. Lei non ha mai fatto mistero nei confronti del figlio della mia relazione con Biru, e Damiano vede la cosa nel modo più “normale” del mondo. I bambini non hanno pregiudizi; tutto dipende da come i genitori e gli adulti che li circondano li aiutano nella comprensione del mondo.
Vorrei raccontarti un aneddoto: quando Damiano, aveva 7 anni, un giorno è tornato a casa piuttosto pensieroso. A un certo punto, smette di mangiare, guarda sua madre e gli dice:
“Mamma, penso di essere gay.”
E Alessia, in tutta calma: “Perché?”
“Perché oggi a scuola volevo dare un bacio al mio compagno di banco. Lo vedevo bello”.
Alessia lo guarda e gli dice: “Va bene, ma l’altro giorno volevi baciare Valentina! Allora facciamo così: per adesso non farti problemi. Quando sarai più grande capirai meglio queste cose. A me comunque va bene qualsiasi cosa. Sappi solo che le persone si amano di più se sono realmente se stesse e se tu un giorno ti accorgerai di amare un uomo considera che mamma e papà ti ameranno ugualmente e ti staranno più vicino ancora, perché questa società purtroppo alle volte ancora non capisce.” (qualora incontrassi Damiano per strada, puoi tranquillamente chiedergli di questo aneddoto. Te lo riferirebbe all’incirca con le stesse parole).
 
Mi auguro che anche Yari possa trovare da te e da suo padre la stessa accoglienza alla vita.
Ti racconto questo aneddoto per ribadire che i bambini sono terra vergine e tutto dipende da che tipo di semi si piantano.
Con Yari, ho intenzione di rapportarmi in un modo completamente disponibile e trasparente. Voglio che Yari possa sentirsi libero di dirmi tutto, tutto, tutto quello che crede o vuole dirmi. Di potermi svelare i suoi timori, le sue ansie. Di pensare che non lo giudico, ma lo ascolto. Voglio che Yari sia libero. Perché per affrontare questo mondo così pieno di insidie è necessaria una “mente liquida”, capace di scivolare e di sbirciare nelle fessure. E non fermarsi alle apparenze o rimanere imprigionato nei pregiudizi. Non potrò, vista la mia ottusità, aiutare granché Yari nella conoscenza del mondo. E troverà comunque trappole che io non avrò mai affrontato o di cui non so nulla. Ma almeno dove posso, sarà mio dovere fargli evitare almeno i campi minati di cui sono e sarò a conoscenza. E non parlo certo solo di sessualità! Sarebbe una limitazione terribile (quanto alla sua formazione di “adulto in divenire” è anche per questo che ti stresso nel non dargli un’educazione religiosa che, al contrario di aprire, chiude. Sarà in grado da grande di decidere se affidarsi a qualche divinità o se considerarsi parte della natura, come una foglia, il vento, gli animali e la terra che trasporta col suo trattorino. E ad ogni buon conto, non arriverà comunque in ritardo visto che da millenni le religioni sono sempre il solito brodo).
Ma dicevo, perché lui possa rapportarsi con me in un modo completamente disponibile e trasparente devo a mia volta essere disponibile e trasparente. È un vincolo imprescindibile.
Non ti chiedo di affrontare un percorso che tu puoi non aver voglia di seguire. Ma su una cosa sono intransigente: non mi potrete chiedere, neppure tu in qualità di mamma e R in qualità di papà, di essere diverso con mio nipote, di fingere, di parlare a mezze verità.
In futuro, quando potrà aver bisogno di capire meglio o potrà aver bisogno di essere sostenuto da possibili critiche o prese in giro, saprò sostenerlo e stargli vicino. Su ogni fronte. Ma quelle cose saranno comunque irrisorie di fronte a quel palazzo di verità, onestà e amore che col tempo avrà costruito, se saremo in grado, noi adulti, di dargli i giusti mattoni e il giusto cemento.
Di fronte alla verità e alla trasparenza, Yari, ne sono certo, non potrà che farne tesoro.
Questo è il primo e più importante motivo che mi spinge a scriverti.
Il secondo invece è molto più pratico, se vogliamo. Non ti chiedo di sforzarti di considerare Biru tuo cognato. Ma ci tengo a chiederti di tutelarlo qualora mi succedesse qualcosa.
Questo sciocco paese in mano alla Conferenza Episcopale ci ha privati anche di uno straccio di legge sui diritti dei conviventi qual era quello che ci avrebbe garantito il decreto legge dei DICO.
Per questo, se mi succedesse qualcosa vorrei che Biru fosse aiutato e sostenuto e da te riconosciuto come la persona a me più vicina.
Ora ti saluto. Lascia che queste cose prendano il loro spazio in te. Non pretendo nulla, né cambiamenti, né crisi, né discussioni. Meno che mai cose che mi farebbero venire il latte ai ginocchi tipo “capiscimi” (e che palle!).
Io sono io. Mi hai sotto gli occhi. E da sempre. Devi solo guardare. E valutare, nello specifico, se sono o non sono un bravo zio.

Un po' di vacanza

scritto da samuelesiani il sabato, 11 agosto 2007,19:00

Ci sarebbero tante cose di cui vorrei parlare in questi giorni, ma sento di avere le batterie a terra ed è necessario che mi riposi un poco sia fisicamente sia mentalmente. Non solo non riesco a scrivere, ma nemmeno riesco più di tanto a passare da voi, nei vostri blog. E questo mi dispiace. Per intanto mi appunto le cose su cui vorrei parlare.

Tra un po' di giorni, però, e per fortuna, riesco a scappare una settimana. Un po' di riposo, luoghi nuovi da esplorare e nuova aria nei polmoni. Dove? Ditemelo voi. Io qualche foto ve l'ho messa! 

Ve ne parlerò al mio rientro, ma già intuisco che sarà una gran bella vacanza: Biru, io e una coppia di care amiche romane.

In questi giorni, spero di trovare tempo e energie per passare a trovarvi nei vostri blog, quando non chiusi per ferie! Diversamente ci troveremo verso la fine di agosto!

Statemi bene!