uno spazio dove parlare di politica, di società , di cultura, del mondo nei suoi tanti aspetti.
Uno spazio dove si vorrebbe costruire qualcosa: non contro qualcosa, ma "per" qualcosa.
scritto da samuelesiani il giovedì, 03 dicembre 2009,22:23
Onorevoli signori, come cittadino, cristiano e vescovo, rispetto la vostra autorità [...] ma con la stessa forza e convinzione vi dico che vi possono essere leggi gravemente ingiuste, come sarebbe questo comma se venisse approvato, che non meritano di essere rispettate.
Se è ingiusto trattare in modo diverso gli uguali, è ugualmente ingiusto trattare in modo uguale i diversi.
L'approvazione eventuale avrebbe a lungo andare effetti devastanti sul nostro tessuto sociale.
Dio vi giudicherà, anche chi non crede alla sua esistenza, se date a Cesare cio che è di Dio stesso.
scritto da samuelesiani il martedì, 01 dicembre 2009,18:34
Dopo il referendum che ha vietato in Svizzera la costruzione di nuovi minareti (curiosamente, il referendum sull’esportazione di armi è invece passato), giungono dalla Conferenza Episcopale elvetica parole di buon senso: un duro colpo alla libertà religiosa e all’integrazione.
Mi auguro tuttavia che i vescovi si siano spesi anche prima del referendum, magari invitando i cattolici a votare a favore (come del resto si sono espressi in negativo, nel caso, per esempio, del referendum italiano sulla Legge 40). Purtroppo non ho notizie in merito, né mi va di perdere tempo per verificare.
Mi interessa piuttosto un altro aspetto: la posizione della gerarchia cattolica in Italia. Il Vaticano di fatto sposa la posizione della Conferenza elvetica, rinnovando sulle pagine dell’Osservatore Romano, parole di rammarico per la mancata integrazione.
In realtà sono tutte palle. E i vescovi e il Vaticano, i soliti ipocriti.
A Torino, la mia città, all’inizio di quest’anno si è molto discusso a riguardo della realizzazione di una moschea in una città adiacente al capoluogo, Moncalieri.
L’arcivescovo di Torino si è espresso in questi termini, nell’incontro annuale con gli amministratori che si è svolto proprio nei giorni della polemica sulle moschee: “Ai sindaci vorrei dire di stare attenti nei loro piani urbanistici perché si eviti di avere nelle nostre città dei minareti accanto ai campanili. […] Io sono favorevole alla libertà di culto che deve essere garantita a tutti i livelli e che nessuno può mettere mai in discussione. Ma un conto è mettere a disposizione una sala per la preghiera di queste persone (anche se devo dire ai parroci che non è opportuno utilizzare per questi scopi locali delle nostre chiese). Diverso sarebbe comunque costruire moschee con un minareto. […] I tempi non sono maturi. A Torino l´85 per cento degli abitanti è battezzato. C´è una tradizione e c´è una profonda cultura cattolica. La presenza dei minareti sarebbe in contrasto con quella tradizione e quella cultura.”
Oltre a legittimare le posizioni dei leghisti piemontesi (che infatti hanno cavalcato il parere dell’alto prelato), questa posizione di Paletto dimostra come i sentimenti di tolleranza e di apertura della Chiesa Cattolica sono sempre condizionali e a corrente alternata: tanto bravi a difendere la laicità, quella vera, quando non si toccano i loro interessi e non si tratta dell’Italia, la loro sala da pranzo. In questo caso, si dirà che i tempi non sono maturi.
Chissà se il mio maestro è d’accordo con le riflessioni del suo più umile allievo.
scritto da samuelesiani il sabato, 28 novembre 2009,00:05
La novella pecorella smarrita Piero Marrazzo, dopo un periodo di riflessione in monastero, chiede ora al Papa di perdonarlo.
Santità, mi perdoni, sarebbe l’incipit della lettera, almeno secondo Repubblica.
Sinceramente, non credo sia il pastore tedesco quello a cui chiedere le scuse, quanto al massimo, i suoi elettori, per essere stato così fesso da finire in una rete di ricatti pericolosa come quella. Una rete in grado di far fuori due persone e di cui non vediamo che la punta dell’iceberg. Ma che Marrazzo non brillasse era evidente anche dal fatto di aver stretto rapporti con una trans talmente poco affidabile che una volta finita sbronza in ospedale ha preteso di saltare la coda ed essere visitata perché era la fidanzata di Marrazzo.
Se c’è dunque una cosa di cui deve chiedere perdono è l’essere stato un fesso.
Ma tornando alla richiesta di perdono al Papa, con tanto di corollario mediatico, la trovo una cosa così oscena e ipocrita che quasi pareggia il celeberrimo inchino da maggiordomo del premier al Papa.
Per altro, già che ci siamo, si vergogni pure il Papa al quale il buon Marrazzo chiede perdono, visti i risultati della commissione d’inchiesta presentata dal Ministro della Giustizia dell’Irlanda (paese cattolicissimo, ma che evidentemente non ha politici asserviti al Vaticano come i nostri) nel quale si denuncia senza mezzi termini che la Chiesa cattolica ha coperto in maniera quasi ossessiva 40 anni di abusi compiuti su centinaia e centinaia di bambini da preti irlandesi. Un rapporto commissionato dallo stesso Governo (si vergognino anche i clericali nostrani, disposti a proteggere la Chiesa anche di fronte alle sue colpe ormai alla luce del sole) nel quale si leggono accuse ai vertici della Chiesa cattolica che non hanno punito le pratiche pedofile di alcuni suoi membri ma, al contrario, "di averli coperti almeno fino a metà degli anni Novanta per evitare lo scandalo e proteggere la reputazione della Chiesa" e che “tutte le altre considerazioni incluso il benessere dei bambini e la giustizia da rendere alle vittime furono subordinate a queste priorità".
Tutto evidentemente quadra. Questi sono i veri cattolici.
scritto da samuelesiani il lunedì, 16 novembre 2009,14:09
Donald Wuerl, arcivescovo di Washington DC
Lo stato di Washington DC sta regolarizzando i matrimoni fra persone dello stesso sesso. E la locale Arcidiocesi che fa? Potrebbe invitare i cattolici a boicottare questo tipo di unioni, per esempio. E invece che fa?
The Catholic Archdiocese of Washington said Wednesday that it will be unable to continue the social service programs it runs for the District if the city doesn't change a proposed same-sex marriage law, a threat that could affect tens of thousands of people the church helps with adoption, homelessness and health care.
Un ricatto! Non garantiranno gli aiuti ai poveri, se la città andrà avanti con questa legge! Ovviamente, la Chiesa cattolica chissà dove trova i soldi con cui aiuta i poveri...
Sinceramente, accolgo con piacere anche questa notizia. E' sempre utile quando i mostri escono allo scoperto e si palesano per quello che sono. Se non altro, si sa chiaramente a livello mondiale con che razza di bastardi si ha a che fare.
scritto da samuelesiani il martedì, 27 ottobre 2009,19:51
Firenze. L'arcivescovo della città, monsignor Betori, sospende un prete e gli chiede di vivere un periodo di riflessione e preghiera per aver sposato una coppia, lui 58 anni e lei 64.
La loro colpa? La donna era nata uomo.
La vera colpa del prete? Aver celebrato il matrimonio nonostante l'ingiunzione del vescovo...
scritto da samuelesiani il giovedì, 15 ottobre 2009,20:21
riporto anche qui un articoletto scritto per la mia Associazione. Se volete leggerlo, eccolo:
Il 13 ottobre, la Camera dei Deputati, chiamata a votare una pregiudiziale di Costituzionalità proposta dall’UdC, affossa la legge voluta da Paola Concia del Partito Democratico, contro l’omofobia.
Era una legge assai debole e lasciava molti dubbi. La Rete Lenford, Avvocatura per i diritti LGBT, aveva concluso con queste parole un lungo parere al progetto di legge:
Per come è concepita, la proposta in discussione appare inidonea ad affrontare i casi di omofobia che quotidianamente affliggono i cittadini omosessuali e trans di questo Paese al fine di superare lo stigma sociale che caratterizza la loro condizione. E ciò a partire dal titolo della proposta di legge che non fa alcuna menzione della parola omofobia, sottraendo in tal modo un criterio interpretativo al giudice per un esatto inquadramento delle finalità della legge e per una precisa individuazione del bene giuridico protetto(1).
Insomma, non c’era molto da godere. La deputata omosessuale Concia ci ha provato lo stesso, evidentemente considerando che è meglio una leggina che niente. È un punto di vista, rispettabile, anche se forse, ma è solo il mio parere, non è questo il tempo. E ne abbiamo avuto la dimostrazione.
Se mai passerà qualcosa, ancor più col contributo della Carfagna, sarà peggio acqua fresca…
Pare che l’omofobia oggi stia dilagando. In parte è vero, e questo è anche dovuto anche agli effetti della crisi economica sulle fasce più deboli. Del resto, la storia insegna come la povertà economica e culturale generi paura e odio.
Credo però che la vera novità non stia nel numero delle aggressioni, ma in quello delle denuncie. Le vittime di atti omofonici oggi stanno dimostrando un nuovo coraggio, rendendosi pronte a denunciare e a farsi accendere i riflettori dei media in faccia, anche quando minorenni ed in una terra non proprio facile come la Sicilia (2). È questa la vera novità. La frammentarietà della comunità LGBT, dispersa fra tante associazioni litigiose, sta forse iniziando a tirare su la testa in contemporanea. E lo dimostrano le continue manifestazioni a Roma, ormai settimanali, di centinaia di giovani che non rispondono ad alcuna associazione, ma si ritrovano in un movimento spontaneo dal simbolico nome We have a dream (3).
Non è con questo Parlamento che passerà alcunché possa minimamente aprire ai diritti. Non è questo il tempo, ripeto, non sono queste le persone. Spiace dirlo. Ma da un ministro come Carfagna, vista la sua sensibilità, vista la sua preparazione, cosa può arrivare di buono?
L’omofobia si può combattere solo in un modo: con la cultura dei diritti. La paura si scaccia con la luce, come fanno i bambini quando, nel buio delle loro stanze, accendendo l’abat-jour e si accorgono che l’ombra che pensavano un mostro è quella dello zainetto di scuola e delle scarpe da calcio.
Una legge sui diritti civili non interromperà l’odio e la paura del diverso, ma ripeto, sarà l’abat-jour del nostro paese. Di certo, non aiuterà una legge pasticciata che crea uno steccato e apre ad un nuovo ghetto. Nuove bestie da proteggere.
Ma allora cosa fare contro l’omofobia, in concreto?
Io penso che ci siano due uniche soluzioni complementari, ma ad oggi impraticabili: aprire la cosiddetta Legge Mancino “Misure urgenti in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa” alle violenze contro i diversi orientamenti sessuali e di genere e attenersi al Trattato di Lisbona.
Poche storie. L’omofobia è un’espressione del razzismo e anche per questo reato (perché di questo si tratta) deve valere la legge Mancino, al cuiArticolo 1 dice:
Salvo che il fatto costituisca più grave reato, [...] è punito: a) con la reclusione sino a tre anni chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale o etnico, ovvero incita a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi; b) con la reclusione da sei mesi a quattro anni chi, in qualsiasi modo, incita a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. È vietata ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l'incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi (4).
È chiaro, e mi avvio a concludere, che il motivo per cui ciò non viene fatto, al momento, è solo uno: la tutela della Chiesa Cattolica. È solo questo il motivo. Non c’è altro. Ci si nasconde dietro il dito. Si vuole permettere ai clericali (quelli in parlamento e quelli fuori) di poter continuare a diffondere idee fondate sulla superiorità […] ovvero incita[re] a commettere o commette atti di discriminazione.
È questo il vero e unico motivo del voto con la maggioranza della Binetti, soprattutto quando cita il reato d’opinione…
Ed ha anche ragione quando dice che col voto segreto, molti altri del Pd avrebbero votato come lei.
Del resto, Pierluigi Castagnetti non ci ricordava che "Noi abbiamo due appartenenze: una alla Chiesa, l'altra alla politica. Per me, per tutti noi cattolici, il vero 'capo' è lui, il Papa. Per noi è il vicario di Dio in terra, e questo [tutti] dovrebbero alla fine comprenderlo."? (5)
scritto da samuelesiani il mercoledì, 14 ottobre 2009,17:35
Le Binetti e le Dorina Bianchi non pesano per il loro seguito, ma per il loro valore simbolico ed evocativo. Entrano nel problema identitario del Pd e, anche senza parole, sostanzialmente dicono ai suoi leader: voi siete un partito che si regge su di un compromesso fragile, e su una amalgama mal riuscita. Io, noi, vi legittimiamo. Mettendo dentro il vostro Dna il suo contrario, voi conquistate un passaporto di legittimità che non siete riusciti ad ottenere altrimenti...
Un articolo straordinario di Luca Telese su Il fatto quotidiano. Da leggere per intero.
scritto da samuelesiani il domenica, 11 ottobre 2009,18:06
Avevo già scritto di come Guardian e scrittori come Hitchens avessero denunciato i metodi della piccola matita di Dio, Madre Teresa di Calcutta.
Di come i suoi centri non fossero ospedali attrezzati, pur con tutti i soldi raccolti in giro per il mondo, ma semplici posti dove i più poveri del mondo attendavo la morte.
Ovviamente in compagnia di Dio.
Ovviamente in compagnia del dio della suorina.
PS il video finisce stupidamente. Poco mi importa se la suora credesse o meno. Ciò che mi importa è che non avvenissero abusi nelle strutture da lei e dalle sue suore gestite.