Torino: un omaggio ad Aung San Suu Kyi

scritto da samuelesiani il lunedì, 23 novembre 2009,13:50
Cari amici torinesi che passate di qui, vi segnalo che giovedì 26 alle ore 21.30, al Caffé Basaglia (di cui prima o poi scriverò due righe) sarà messo in scena lo spettacolo "Ostaggio perfetto: Aung San Suu Kyi" di Claudio Canal e Vesna Scepanovic (via dokmai).

Sarò via qualche giorno, a Latina, con il sindacato. Mi sa che riuscirò a ripassare di qui e da voi solo la prossima settimana.

L'Europa ci salverà dalla croce

scritto da samuelesiani il sabato, 07 novembre 2009,23:13
Mentre c'è chi ci invita a non far troppo chiasso, a combattere per cose più importanti e non per i simboli, senza evidentemente rendersi conto di come i clericali stiano ormai spudoratamente spadroneggiando nel nostro paese su tutto, tutto, dalla scuola alla procreazione, dai consultori  alle questioni sul fine vita, e ben prima della sentenza che vieta - finalmente! - l'utilizzo di simboli religiosi in luoghi pubblici (e quindi, aperti a tutti), io guardo al lato positivo della cosa.

Per l'ennesima volta, il nostro paese si espone in Europa e si mostra per quello che è: un paese di fanatici, clericali, bigotti, senza spina dorsale. Gente che intende il termine laicità come fare la volontà del più forte (se dovessi pensare a cosa l'italiano medio ha nel sangue direi senz'altro la sua capacità di assoggettarsi, asservirsi al potente).

Per l'ennesima volta (e mi sovviene, lieve, il piacevole ricordo del numero da circo di Buttiglione spernacchiato in Europa),  il nostro paese presenta il fior fiore della sua gente, i cattolici, che come Shylock scrive in modo sublime in un commento da Rosalux
rispondendo al solito stupido, inutile paragone con i musulmani: "al nocciolo, non sono poi meno medievali: solo un po' ammansiti dalla convivenza forzata con la modernità, che si è affermata contro e malgrado loro".

Ecco dunque che già la dichiarazione di Nicola Lettieri (rappresentante del governo italiano presso la Corte europea, che nelle prossime settimane sottoporrà il ricorso spiegando che "sottolineeremo che noi non siamo uno Stato laico, ma concordatario, come sancito dall'articolo 7 della Costituzione, e che quindi ha rinunciato ad alcune sue prerogative") è da accogliere con pieno entusiasmo: il nostro paese si farà una immensa, storica, figura di merda di fronte a un'Europa che, già da tempo, guarda alla Chiesa cattolica come ad un'azienda monopolistica del nostro paese.

Il ricorso al giudici sarà ammettere di avere un problema.
E qualsiasi persona che sia stata malata sa che ammettere di fronte agli altri di avere una malattia è il primo passo verso la guarigione
.
categoria:buone nuove, povera patria
commenti: commenti (3)(popup) | commenti (3)

Come si vota (Ignazio Marino) alle primarie del Pd

scritto da samuelesiani il martedì, 20 ottobre 2009,13:32
CHI VOTA (IGNAZIO MARINO) ALLE PRIMARIE DEL PD

Alle primarie possono votare TUTTI i cittadini italiani (e quindi anche i non iscritti al Pd), i cittadini europei residenti in Italia, gli immigrati con permesso di soggiorno e i ragazzi dai 16 anni di età.

Verrà inoltre istituito in tutte le Commis­sioni provinciali per l'elezione del Segretario e dell'Assemblea nazionale, un seggio per garantire l'esercizio del diritto di voto a cittadini, italiani e stranieri che studiano e lavorano in una provincia diversa da quella di residenza.
Gli studenti e lavoratori, muniti di documento di riconoscimento, debbono pre­sentarsi entro le ore 19.00 del 23 ottobre 2009 presso la sede provinciale del Partito Democratico, dove studiano o lavorano, e comunicare la loro decisione di votare in quella sede provinciale anziché nel seggio del luogo di residenza.

QUANDO SI VOTA (IGNAZIO MARINO) ALLE PRIMARIE DEL PD

Si vota Domenica 25 ottobre dalle ore 7.00 alle ore 20.00 (attenzione! torna l'ora solare).

COME SI VOTA (IGNAZIO MARINO) ALLE PRIMARIE DEL PD

Per votare sono indispensabili un documento d'identità e la tessera elettorale.
Si vota facendo un'unica X sulla lista, ovviamente quella di Marino per il nazionale (e una sulla lista "Tricarico per Marino" per il Piemonte).
IMPORTANTE: per votare bisogna versare un contributo di 2 euro.

DOVE SI VOTA IGNAZIO MARINO ALLE PRIMARIE

Per sapere qual è il tuo seggio elettorale, compila questo form , inserendo la provincia, la città, il numero della sezione elettorale dove voti abitualmente.

Oppure telefona al numero 848.88.88.00

Oppure ancora - ed è la soluzione che mi piace di più, visto che non tutti amano internet e i telefoni possono far passare la voglia - recati nel circolo Pd più vicino, stressali senza pietà, e fatti dire da loro dove cavolo devi andare.

Obama nobel per la pace

scritto da samuelesiani il venerdì, 09 ottobre 2009,16:12


Sono felice e stupito che a Barack Obama sia andato il Premio Nobel per la Pace.

Obama si sta impegnando molto per la diplomazia, ma questo premio mi sembra prematuro. Non è neppure da un anno che è Presidente degli Stati Uniti.

Lo leggo quindi come un invito, un segnale per il futuro, dopo gli anni sciagurati e guerrafondai dell'era Bush, affinché Barack sia l'uomo della pace.

Che poi è quello che di cui tutto il mondo ha bisogno.

Io scelgo Ignazio Marino

scritto da samuelesiani il sabato, 26 settembre 2009,11:52


Credo di avervi detto che ho deciso, a luglio, di iscrivermi al Pd per sostenere nelle fasi congressuali che precedono le primarie, la candidatura di Ignazio Marino.
Marino è l'unico che nella sua mozione ha scritto dei sì e dei no chiari, forse talmente chiari da fare paura perché non lasciano alibi ai sì ma anche, ai no ma però (guardate il video che è tanto caruccio. Io ho scelto quello sui diritti, ma c'è anche sul lavoro, sull'ambiente, etc.).

Oggi c'è il congresso del mio circolo di residenza e spero di fare la mia parte.

Sono quasi certo che Marino arriverà alle Primarie. Allora non ci saranno scuse e toccherà ad ognuno di noi fare la propria parte per spingere il Pd verso un partito europeo, laico, moderno che dei teodem non sa che farsene (perché, come tutti i dogmatici, sono loro i primi a non essere democratici).

Vi farò sapere qualche risultato da Torino.

Intanto, in bocca al lupo a Ignazio e tutti noi.

Sostenendo Ignazio Marino

scritto da samuelesiani il mercoledì, 02 settembre 2009,11:22
In questo periodo, in attesa del congresso del Pd e delle successive primarie, cercherò il più possibile di impegnarmi a favore di Ignazio Marino, che vedo come  unico possibile candidato per un partito che sia europeo, laico, moderno, di sinistra.

Per questo, vi propongo uno dei suoi video, preceduto dal trailer di Videocracy:

 

La differenza tra cattolici e clericali

scritto da samuelesiani il sabato, 22 agosto 2009,11:43

Non è nella natura del mio blog, che vorrebbe essere uno spazio di riflessione, riportare per intero articoli di altri. Ma faccio un'eccezione per un articolo comparso su La Repubblica di ieri, a firma Massimo L. Salvadori.

Seppur poco, questo articolo lenisce la recente offesa della Gelmini alla laicità (e alla giustizia), che persiste nella discriminazione, nonostante la sentenza del Tar del Lazio. Se non altro, perché parla chiaro. Eccolo:

La differenza tra cattolici e clericali

I fondamenti della grammatica concettuale possono essere distorti per trascuratezza o ignoranza, ma anche per un calcolo strumentale. È il caso dell´uso, diventato in Italia corrente, dei termini "laici" e "cattolici", secondo cui i primi sono i non credenti, coloro che non intendono dare alla Chiesa cattolica tutti i diritti che le spettano, e i secondi gli appartenenti, tout court in quanto cattolici, al fronte contrario. Ed è naturale che siffatta distinzione-opposizione, la quale altro non è se non una grande confusione-distorsione, piaccia assai alle gerarchie cattoliche, perché essa altera e nasconde la vera distinzione-opposizione: quella tra "laici" e "clericali". Bisogna dire che davvero offende che si sia dimenticata, sovente anche da parte di molti che si qualificano come laici e si sono tranquillamente adattati alla confusione, la lezione di grandi studiosi non credenti e credenti, cattolici e non cattolici, quali Francesco Ruffini, Gaetano Salvemini, Carlo Arturo Jemolo, per citare pochissimi nomi esemplari. I quali hanno insegnato che laici non vuol dire non cattolici, che cattolici non significa non laici, che i laici sono i non clericali indipendentemente dal fatto di essere o non essere credenti, cattolici o non cattolici e che i cattolici si dividono a loro volta in non clericali e clericali. Una grammatica concettuale, questa, ben chiarita a suo tempo, ma che appare oggi in Italia largamente dimenticata. A ribellarsi alla distorsione dovrebbero essere sia i non credenti sia i cattolici non clericali; ma così non è. È pur vero che ogni tanto qualche voce, anche dal versante cattolico, si leva a respingere la distorsione, ma questa ormai si è imposta.
Alle gerarchie ecclesiastiche riesce comprensibilmente gradito un simile stato di cose. Dividere gli italiani tra laici e cattolici costituisce il presupposto di una contrapposizione ad esse conveniente, della tenace azione intesa a impedire l´emergere anzitutto all´interno dei cattolici della distinzione tra cattolici laici e cattolici clericali, della riduzione dei laici a "laicisti" non credenti che non riconoscono il diritto della Chiesa di occupare lo spazio pubblico nei modi prevaricanti e privilegiati a questa assicurati a partire dai Patti del Laterano.
La laicità è libertà per tutti; è rispetto dei diritti di ogni individuo e gruppo di seguire ciò che detta la coscienza, di praticare, organizzandosi, la propria filosofia, ideologia e religione senza violare i diritti altrui e pretendere di acquisire posizioni di monopolio o di predominio in forza di privilegi e della discriminante protezione del potere politico; è creazione di un luogo aperto in cui le frontiere delle credenze si formano e si spostano unicamente per spontaneo consenso; è confronto paritetico tra le verità che si ritiene di possedere e si vogliono divulgare; è riconoscimento reciproco della dignità di tutte le visioni del mondo non violente, del diritto di dibattito e confronto; è rinuncia al ricorso a bracci secolari per far prevalere le une a danno delle altre. Per questo la laicità è un´idea universalistica che nessuno esclude e tutti comprende; e che richiede uno Stato laico, di diritto, tutore del pluralismo culturale, religioso e sociale. Esso è laico perché assicura nell´eguaglianza le libertà di credenti e di non credenti, di credenti sia cristiani sia appartenenti ad altre confessioni. In questo sta la sostanza, continuamente fraintesa, della "neutralità" dello Stato laico. Da esso si differenzia lo Stato semi-laico, quale è lo Stato italiano odierno, che afferma i valori laicità ma in via di fatto conferisce privilegi di molteplice sorta alla Chiesa cattolica, la quale li chiede, anzi pretende, in nome del principio illiberale e contrario all´eguaglianza che la religione della maggioranza abbia in quanto tale diritti particolari, da tradursi in primo luogo in moneta sonante e una posizione dominante nel campo dell´insegnamento.
Lo Stato laico si contrappone allo Stato clericale, che nella storia europea ci ha dato continui aspri e persino crudeli conflitti religiosi, politici e civili; alla cui fine hanno contribuito il riformismo dei sovrani settecenteschi, le lotte di liberali e democratici, il tanto, anche recentissimamente deprecato dalle gerarchie vaticane, illuminismo, il faticoso farsi strada nel seno e del protestantesimo e del cattolicesimo delle correnti che, non a caso, furono denominate e si denominarono "liberali". Tendenze liberatrici, che la Chiesa cattolica combatté e denunciò come perniciose e colpevoli di contrastare e al limite di mirare a distruggere l´unica verità in effetti tale e in grado di guidare propriamente le coscienze. Certo, oggi non è consentito neppure alla Chiesa di respingere frontalmente, come in passato, lo Stato laico; ma laico essa lo vuole sempre e soltanto se le offre gli strumenti per stabilire una condizione di primato religioso, morale e civile, orientando allo scopo la politica.
Basta, dunque, nel nostro paese con questo deviante, equivoco, prevalente linguaggio che pone da una parte i laici e dall´altra i cattolici; e si ritorni alla giusta, vera e illuminante distinzione tra laici e clericali. Uno dei terreni principali in cui in Italia si gioca la questione della laicità dello Stato è, come a tutti presente, la scuola. A questo proposito vorrei concludere citando un passo di Salvemini, tratto da un discorso tenuto alla Camera il 2 luglio 1920. Lo Stato - diceva - «non domanda all´insegnante quale fede politica e religiosa abbia: gli domanda solo che dimostri di possedere l´educazione critica e scientifica senza cui ogni fede è dogmatismo, è catechismo, è fanatismo, non è luce di umanità, non è vita dello spirito. Gli domanda (…) di sviluppare nei suoi alunni quelle abitudini critiche e razionali, che permettano loro di rendersi conto delle basi attuali delle loro credenze, e li metta in grado di conservarle o mutarle (…)». Ora i cattolici che respingono i principi di laicità «non accettano questa scuola. Per essi la verità è una sola: quella tramandata da un ente superiore all´umanità e di cui è depositaria la gerarchia ecclesiastica… E la scuola deve insegnare questa sola verità». Il tempo passa, ma in Italia resta sempre aperta la questione di intendere la laicità per ciò che è e ha da essere.

Un altro colpetto ai nostri amati parassiti

scritto da samuelesiani il mercoledì, 12 agosto 2009,00:21

Quando il gossip fa politica

scritto da samuelesiani il domenica, 09 agosto 2009,15:15
Brad Pitt ha rilasciato un'intervista a Parade Magazine, dove spiega il motivo per cui non si è ancora sposato con Angelina:

When someone asked me why Angie and I don’t get married, I replied, ‘Maybe we’ll get married when it’s legal for everyone else,’  [...] I believe everyone should have the same rights. They say gay marriage ruins families and hurts kids. Well, I’ve had the privilege of seeing my gay friends being parents and watching their kids grow up in a loving environment.

In pratica, Brad Pitt ha dichiarato che la scelta è innanzitutto politica: forse lo faremo, quando sarà possibile per tutti.

E aggiunge che tutti devono avere gli stessi diritti e che nessuno può decidere per altro.

Ma non è tutto. L'attore ha parlato anche della fortuna di potere vedere i suoi amici gay crescere i loro figli e alla domanda "E se un tuo figlio fosse gay", risponde:

Listen, I want my kids to live the lives they want to live. I want them to be fulfilled. I hope I teach my kids to be who they really are.

Diciamocelo, e non solo in senso estetico, ma quanto sono fighi lui e Angelina?

L'appuntamento

scritto da samuelesiani il domenica, 12 luglio 2009,11:40


Torino, questa sera, sala Pasquale Cavaliere, via Palazzo di Città 14, un'iniziativa rivolta a iscritti e non iscritti del Pd a favore di Ignazio Marino. Nella serata sarà possibile iscriversi e sottoscrivere la sua candidatura.

Io ci sarò.

categoria:appuntamenti, torino, buone nuove
commenti: commenti (4)(popup) | commenti (4)