Cosa si nasconde dietro il caso di Marrazzo e via Gradoli?

scritto da samuelesiani il domenica, 01 novembre 2009,16:35

Ripensavo alla storia di Marrazzo e mi è venuto naturale associare questa storia di ricatti ad un particolare aspetto della vita di Regina Louf, la donna belga che – arrestato il pedofilo assassino Marc Dutroux – fece una serie di rivevazioni choc ai magistrati di Bruxelles e di Gand, insieme ad altri testimoni (i  cosiddetti Testimoni X).

Chi segue anche poco il mio blog, sa che ne ho parlato parecchio. E c’è un’intera categoria dedicata alla sua storia.

 

Tornando alla storia di Regina Louf, un fatto della sua storia di bambina e ragazzina usata in una rete internazionale e criminale di pedofili e non solo, è molto significativo oggi, guardando al caso Marrazzo. Regina racconta infatti di essere stata usata più volte come baby prostituta in incontri con ricchi e potenti pedofili e che sapesse che fossero filmati. Regina, come le altre ragazze (non era l’unica) doveva per questo motivo posizionare il cliente a favore della telecamera nascosta, pur senza sapere se questo venisse filmato realmente o meno o come quei filmati venissero usati. Di certo, questi potevano essere utilizzati per ricattare il facoltoso cliente.

 

Il caso Marrazzo ricalca molto da vicino, dunque, molti aspetti raccontati dalla Louf, vittima come dicevo di un giro pericolosissimo, di cui Marc Dutroux era, per intenderci, semplice manovalanza.

Regina parla di poliziotti corrotti, di collegamenti con la mafia (cfr a questo proposito l’editoriale di Concita De Gregorio che ha per titolo Le tessere del puzzle), di rapporti oscuri nelle istituzioni (è piuttosto significativo notare che in via Gradoli, già ai tempi di Moro, avessero più di una sede i servizi segreti italiani), di piccole pedine che morivano (in questo caso il tossicodipendente e ricettatore del video Cafasso, che aveva paura per la sua vita e muore poco dopo), di ricatti, appunto.

Che cosa c’è realmente dietro la storia di via Gradoli? Sono un complottista se penso che con questa storia si stanno avvertendo altri importanti clienti? Sono troppo perverso a pensare che forse ci potrebbero essere anche altri giri, dietro quello delle trans, magari un giro di bambine/i?

Quanta gente è attualmente ricattata, ma non può permettersi l’uscita di scena di Marrazzo?

Un avvertimento al giudice Masiano?

scritto da samuelesiani il sabato, 17 ottobre 2009,15:11



Anni fa, era il 1981, furono scattate delle foto al papa in piscina.
Queste foto, che si dice avrebbero fatto scandalo se pubblicate, furono consegnate da Licio Gelli ad Andreotti che a sua volta le consegnò al Pontefice.

Dietro la questione dello scandalo, c'era un preciso avvertimento: che al posto di un macchina foto con teleobiettivo, ci potesse essere un fucile di precisione.
In quella storia d'inizio anni '80 è interessante notare, tra l'altro, gli attori: Licio Gelli e Giulio Andreotti.

Non credo di doverne scrivere ora di questi due oscuri signori.

Bene, ora, alla luce di questo racconto, proviamo a guardare al servizio di canale 5 che pedina il giudice Masiano, proprio quello che ha condannato la Fininvest al megarisarcimento.
Interessante notare da dove arrivi l'avvertimento e l'arroganza del potere che non ha neppure il timore di nasconderne il fine.

Cecenia e la morte di Antonio Russo

scritto da samuelesiani il venerdì, 16 ottobre 2009,15:12
Ieri pomeriggio la mia Associazione Aglietta ha organizzato la proiezione del film Cecenia, al King, un piccolo e interessante cinema di Torino.

Il film perduto di Leonardo Giuliano con Gianmarco Tognazzi racconta la storia vera del giornalista di Radio Radicale, Antonio Russo: un giornalista  ucciso barbaramente come Ilaria Alpi, Giancarlo Siani, Anna Politoscaia.

Antonio Russo è stato testimone dai peggiori teatri di guerra: dal Kosovo, a Sarajevo, dalla Colombia, al Burundi e Ruwanda, fino alla Cecenia.

Quando è stato ucciso aveva appena chiamato sua madre: piangeva come non lo avava mai sentito. Aveva le prove in una videocassetta, racconta la donna, delle torture che medici russi compievano su uomini, donne, e bambini ceceni.

Secondo alcuni suoi amici, aveva raccolto prove dell'utilizzo di armi non convenzionali su bambini.

E' stato trovato morto, livido e coi segni delle torture subite, nei pressi della città georgiana di Tiblisi, il 16 ottobre 2009. Il suo appartamento è stato ripulito da ogni appunto.

Aveva solo quarant'anni.

Ad oggi non si conoscono i mandanti del suo omicidio.

Radioattività a Torino 1

scritto da samuelesiani il giovedì, 01 ottobre 2009,12:34

Tutto è partito, casualmente, come spesso capita. E cioè dallo studio sulle deformazioni di un fiore, il tarassaco (anche conosciuto come dente di leone o soffione, quel fiore con cui ci si divertiva da bambini).

Lo studio che è stato poi portato avanti ha dimostrato la presenza di valori fuori norma relativi alla radioattività in un zona precisa di un quartiere di Torino (la Crocetta, qui uno dei tanti video che potete rintracciare su youtube).

Quando sono stato informato della cosa, ho sinceramente pensato che, a seguito dei lavori nella zona, fosse stato occultato sotto terra materiale pericoloso. Del resto, la camorra non opera certo solo in Campania e il Piemonte non è immune dalle mafie.

In realtà, le ricerche hanno fatto scoprire che la radioattività era dovuta al granito utilizzato per la pavimentazione dei marciapiedi.

L’Arpa sapeva?

Interessante la sua risposta dopo le verifiche: “le verifiche effettuate hanno dimostrato che l'incremento dei livelli gamma registrati in prossimità di marciapiedi del quartiere Crocetta sono dovuti all'impiego di pietra tipo granito contenente radionuclidi naturali in concentrazioni superiori alla media.

E ancora più interessante la scure con cui si vuole chiudere la questione: “E adesso che abbiamo visto che non ci sono pericoli per la salute vedremo se prendere provvedimenti contro chi semina il terrore”.

La realtà è che – come riporta Andkronos del 18 maggio – A contatto con la pietra gli strumenti hanno registrato livelli di 562 nanoSievert all'ora, che scendono a 470 a un metro da terra, mentre in generale nell'ambiente sono previsti livelli intorno a 100 nanoSievert all'ora. Dunque valori cinque volte superiori alla media. […] La dose di radiazioni emanate dai marciapiedi, infatti, si aggira tra 0,45 e 0,63 milliSievert all'anno, che e' al di sotto dell'1 milliSievert che viene fissato come limite di legge per la salute dei cittadini. Anche se il paragone e' approssimativo, visto che la legge parla di esposizioni artificiali, ma nulla dice della presenza in natura di radiazioni, ne' dell'uso di materiali per la costruzione.”

Di questa faccenda, anche perché non precisamente normata, restano comunque troppi interrogativi: ben sapendo che quel granito estratto dalle miniere della Valle del Cervia (Biella) è tra i più radioattivi al mondo era il caso di usarlo, in zone dove la gente passeggia o si siede (vista la presenza di panchine)?

E i lavoratori per per mesi e anni (in più luoghi) maneggiano quel granito?

La tecnologia Rfid e i soldati cavia

scritto da samuelesiani il domenica, 27 settembre 2009,22:30

La scorsa primavera, un articolo de Il sole – 24 ore riportava un articolo piuttosto inquietante e che mi era stato segnalato dall’Associazione contro gli abusi mentali, fisici e tecnologici.

L’articolo era scritto da un docente di informatica dell’Università di Chieti – Pescara, Antonio Teti, e richiama brutte storie che già avevo trattato in passato sul mio blog, come il progetto Mkultra della Cia, che negli anni ’50 e ’60, aveva trasformato comuni cittadini in cavie. Tanto perché non lo si taccia di fantascienza, Clinton, nel 1995, aveva chiesto scusa alla nazione e alle vittime per questo progetto (video).

 

In pratica, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti sta perfezionando delle tecnologie a radiofrequenza (Rfid). L’idea avanzata dal dipartimento – e finanziata con 1,2 milioni di euro! – è quella di applicare questa tecnologia, mediante l’impianto di un tag (dispositivo di identificazione a radio frequenza) nel cranio di soldati in guerra, per verificare il loro stato di salute in combattimento. E grazie al cazzo.

Già questo credo sia preoccupante, ma c’è di più. Molto di più. Secondo il professor Teti. Ma credo sia più corretto, non essendo io un tecnico, rimandare all’articolo in questione: Cervello fuori controllo.

categoria:1984
commenti: commenti (4)(popup) | commenti (4)

Cosa vuol dire comandare le TV.

scritto da samuelesiani il lunedì, 09 marzo 2009,17:04
Uno studio del "Centro ascolto dell'informazione radiotelevisiva" - nato nel 1981 da un'idea di Pannella evidenzia come nei due anni del Governo Prodi, i telegiornali di Mediaset in particolare, ma ampiamente anche quelli della Rai, hanno di fatto raddoppiato i tempi di cronaca nera.

E vuol dire parlare ossessivamente di stupri, rapine, omicidi, etc.

Non credo sia il caso di sottolineare a chi ha portato giovamento una tale cura a base di cronaca nera. Non credo sia il caso di sottolineare che in Rai lavoravano (e lavorano!) uomini vicini a Berlusconi (cito solo per esempio Deborah Bergamini, cacciata dalla Rai e oggi parlamentare).

Credo invece  sia anche utile, ripassare un poco la storia della P2, per quel poco che ne abbiamo capito, sulle sue azioni nei confronti dell'opinione pubblica.

La più grande colpa della sinistra italiana - sempre che si tratti di colpa e non di dolo - è stata quella di non intervenire sul conflitto d'interesse.

Non si dimentichino le parole di Violante alla Camera nel 2003: "L'onorevole Berlusconi sa che gli fu data garanzia piena e non adesso, nel 1994, che non gli sarebbero state toccate le televisioni, quando ci fu il cambio di Governo. Lo sa lui e lo sa l'onorevole Letta."



PS Mi prendo una decina di giorni di vacanza. Mi aspetta un sogno. Poi torno.

categoria:1984, povera patria
commenti: commenti (10)(popup) | commenti (10)

Stando dalla parte delle vittime di abuso

scritto da samuelesiani il martedì, 20 gennaio 2009,12:27
Stare dalla parte delle vittime, significa riconoscere - e affrontare lo strazio che il pensiero provoca - che esistono vittime di abusi sessuali. Abusi sessuali che vanno ben al di là delle molestie in ambito familiare, parrocchiale, etc. ed entrano a pieno titolo nel campo delle organizzazioni criminali. Qui si parla di crimini contro l'umanità; perché se è vergognosa la tratta delle bianche, quella ai danni di un bambino è roba da tribunale dell'Aja.

Ben venga quindi l'impegno di Chi l'ha visto che va nella direzione giusta. Leggo infatti sul suo sito, la ricerca di una bambina:

estelle
Francia: Estelle in foto di abusi?

Rassomiglia molto a Estelle Mouzin, scomparsa quando aveva nove anni, un'adolescente che compare su un sito pedopornografico estone. La segnazione di un internauta alla polizia ha aperto una nuova pista nelle indagini sulla bambina scomparsa nel 2003 a pochi chilometri da Parigi. La foto è stata mostrata al padre, Eric, che si è detto turbato ma per ora prudente.

Credo che questa notizia serva proprio per riportare l'attenzione sulle vittime. Non so, non sappiamo se quella che compare nel video è la bambina francese di cui si parla. La cosa certa è che è una bambina! Il senso di tutto questa mia battaglia sta nello sguardo impaurito, stremato di quella bambina senza nome. Che si chiede il perché.


Da dove arrivano le centinaia, migliaia di bambini utilizzati nei video pedo-pornografici, che fine fanno?

Di questi: ne sono rimasti in vita? Avremo il coraggio di ascoltare le storie di questi sopravissuti, di credere loro o li metteremo a tacere come è avvenuto in Belgio con Regina Louf?

Accetteremo di ascoltarli?

Quella foto ci dice che siamo di fronte ad organizzazioni criminali pericolosissime e spietatissime.

Avremo il coraggio di ritenere che esistono abusi che vanno ben oltre le molestie domestiche?

Avremo la forza di stare dalla parte delle vittime?

Sulla pedo-pornografia

scritto da samuelesiani il sabato, 20 dicembre 2008,12:06

Leggiamo sui giornali, anche piuttosto sovente, notizie come quella di oggi:

Operazione anti-pedopornografia: 20 indagati, un arresto 

MILANO (Reuters) - La polizia postale e delle comunicazioni di Milano ha eseguito varie perquisizioni nel corso di un'operazione a contrasto della pedopornografia, che ha visto 20 persone indagate e un arresto.

Lo riferisce una nota delle forze dell'ordine, precisando che l'operazione è stata condotta dalla polizia postale in accordo con la polizia elvetica ed è stata diretta a colpire una rete di utenti che hanno diffuso filmati a carattere pedopornografico in peer-to-peer, utilizzando i server denominati "Razorback".

Sono stati indagati e perquisiti 20 italiani che avevano condiviso i filmati e tra questi uno è stato arrestato perché sorpreso mentre condivideva in Rete tre filmati a carattere pedopornografico.

Ben venga ogni operazione di polizia a proposito, ma ciò su cui vorrei farvi riflettere è che vi è una quantità di notizie legate a indagini che colpiscono esclusivamente i fruitori di pedopornografia.

Ma chi sono gli scellerati adulti che vi compaiono? Chi i registi che filmano? Dove i luoghi dei set?

E soprattutto: CHI SONO I BAMBINI CHE COMPAIONO IN QUEI FILM? 

Verità a pezzi

scritto da samuelesiani il giovedì, 13 novembre 2008,14:49

genova G8 diaz

Aggiornamento del 14 novembre.

E intanto la sentenza sulle violenze alla scuola Diaz solleva la comprensibile rabbia da parte delle vittime, perché di fatto colpisce solamente qualche picchiatore e qualche mezza testa, ma esclude il fatto che, secondo il tribunale, ci sia stata alcuna organizzazione...

Ed è chiaro che dal PDL (che era al Governo, non va dimenticato) la sentenza appare giusta...

Fascisti, infiltrati e Cossiga

scritto da samuelesiani il giovedì, 30 ottobre 2008,22:15

 

Questi, alcuni brani dell'articolo di Maltese su come - esattamente come è avvenuto nel G8 di Genova, e seguendo come alla lettera le vergognose parole di Cossiga - un gruppo di fascisti si è infiltrato nella manifestazione degli studenti romana di ieri. E di come sia stato ignorato e protetto dalla polizia. E di come insegnanti e studenti abbiano gridato la loro rabbia.

Davanti al Senato è partita la prima carica degli studenti di destra. Sono arrivati con un camion carico di spranghe e bastoni, misteriosamente ignorato dai cordoni di polizia. Si sono messi alla testa del corteo, menando cinghiate e bastonate intorno. [...] Sono una sessantina, hanno caschi e passamontagna, lunghi e grossi bastoni, spesso manici di picconi, ricoperti di adesivo nero e avvolti nei tricolori. [...] Hanno fra i venti e i trent'anni, ma quello che ha l'aria di essere il capo è uno sulla quarantina, con un berretto da baseball. Sono ben organizzati, da gruppo paramilitare, attaccano a ondate.

"Non potete stare fermi mentre picchiano i miei studenti!" protesta una signora coi capelli bianchi. Una studentessa alza la voce: "E ditelo che li proteggete, che volete gli scontri!". Il funzionario urla: "Impara l'educazione, bambina!". La professoressa incalza: "Fate il vostro mestiere, fermate i violenti". Risposta del funzionario: "Ma quelli che fanno violenza sono quelli di sinistra". C'è un'insurrezione del drappello: "Di sinistra? Con le svastiche?". La professoressa coi capelli bianchi esibisce un grande crocifisso che porta al collo: "Io sono cattolica. Insegno da 32 anni e non ho mai visto un'azione di violenza da parte dei miei studenti. C'è gente con le spranghe che picchia ragazzi indifesi. Che c'entra se sono di destra o di sinistra? È un reato e voi dovete intervenire".

Un poliziotto fa a un altro: "Arrivano quei pezzi di merda di comunisti!". L'altro risponde: "Allora si va in piazza a proteggere i nostri?". "Sì, ma non subito".

A mezzogiorno e mezzo sul campo di battaglia sono rimasti due ragazzini con la testa fra le mani. [...] Duccio, uno studente di fisica: "Da stasera ai telegiornali si parlerà soltanto degli incidenti, giorno dopo giorno passerà l'idea che comunque gli studenti vogliono il casino. È il metodo Cossiga. Ci stanno fottendo".