L'Europa ci salverà dalla croce
scritto da samuelesiani il sabato, 07 novembre 2009 ,23:13
Mentre c'è chi ci invita a non far troppo chiasso, a combattere per cose più importanti e non per i simboli, senza evidentemente rendersi conto di come i clericali stiano ormai spudoratamente spadroneggiando nel nostro paese su tutto, tutto, dalla scuola alla procreazione, dai consultori alle questioni sul fine vita, e ben prima della sentenza che vieta - finalmente! - l'utilizzo di simboli religiosi in luoghi pubblici (e quindi, aperti a tutti), io guardo al lato positivo della cosa.
Per l'ennesima volta, il nostro paese si espone in Europa e si mostra per quello che è: un paese di fanatici, clericali, bigotti, senza spina dorsale. Gente che intende il termine laicità come fare la volontà del più forte (se dovessi pensare a cosa l'italiano medio ha nel sangue direi senz'altro la sua capacità di assoggettarsi, asservirsi al potente).
Per l'ennesima volta (e mi sovviene, lieve, il piacevole ricordo del numero da circo di Buttiglione spernacchiato in Europa), il nostro paese presenta il fior fiore della sua gente, i cattolici, che come Shylock scrive in modo sublime in un commento da Rosalux rispondendo al solito stupido, inutile paragone con i musulmani: "al nocciolo, non sono poi meno medievali: solo un po' ammansiti dalla convivenza forzata con la modernità, che si è affermata contro e malgrado loro".
Ecco dunque che già la dichiarazione di Nicola Lettieri (rappresentante del governo italiano presso la Corte europea, che nelle prossime settimane sottoporrà il ricorso spiegando che "sottolineeremo che noi non siamo uno Stato laico, ma concordatario, come sancito dall'articolo 7 della Costituzione, e che quindi ha rinunciato ad alcune sue prerogative") è da accogliere con pieno entusiasmo: il nostro paese si farà una immensa, storica, figura di merda di fronte a un'Europa che, già da tempo, guarda alla Chiesa cattolica come ad un'azienda monopolistica del nostro paese.
Il ricorso al giudici sarà ammettere di avere un problema.
E qualsiasi persona che sia stata malata sa che ammettere di fronte agli altri di avere una malattia è il primo passo verso la guarigione.
Per l'ennesima volta, il nostro paese si espone in Europa e si mostra per quello che è: un paese di fanatici, clericali, bigotti, senza spina dorsale. Gente che intende il termine laicità come fare la volontà del più forte (se dovessi pensare a cosa l'italiano medio ha nel sangue direi senz'altro la sua capacità di assoggettarsi, asservirsi al potente).
Per l'ennesima volta (e mi sovviene, lieve, il piacevole ricordo del numero da circo di Buttiglione spernacchiato in Europa), il nostro paese presenta il fior fiore della sua gente, i cattolici, che come Shylock scrive in modo sublime in un commento da Rosalux rispondendo al solito stupido, inutile paragone con i musulmani: "al nocciolo, non sono poi meno medievali: solo un po' ammansiti dalla convivenza forzata con la modernità, che si è affermata contro e malgrado loro".
Ecco dunque che già la dichiarazione di Nicola Lettieri (rappresentante del governo italiano presso la Corte europea, che nelle prossime settimane sottoporrà il ricorso spiegando che "sottolineeremo che noi non siamo uno Stato laico, ma concordatario, come sancito dall'articolo 7 della Costituzione, e che quindi ha rinunciato ad alcune sue prerogative") è da accogliere con pieno entusiasmo: il nostro paese si farà una immensa, storica, figura di merda di fronte a un'Europa che, già da tempo, guarda alla Chiesa cattolica come ad un'azienda monopolistica del nostro paese.
Il ricorso al giudici sarà ammettere di avere un problema.
E qualsiasi persona che sia stata malata sa che ammettere di fronte agli altri di avere una malattia è il primo passo verso la guarigione.





