Se questo piccolo gioellino approda in qualche cinema della vostra città, visti i tanti problemi di distribuzione, cercate di non perdervelo.
Cover boy, di Carmine Amoroso, racconta con grazia e delicatezza e senza alcun ismo una storia di amicizia, di solitudini, di precarietà attraverso l’incontro umano di Ioan, ragazzo fuggito dalla Romania, e Michele, giovane italiano che incarna il dramma della precarietà. Poco più in là, Luciana Littizzetto, nel suo primo ruolo drammatico, padrona di casa frustrata e attrice fallita in cerca di una porticina.
Il film ha avuto non solo problemi di distribuzione (pensate che l’avevo visto un anno fa al GLBT Festival di Torino e ne parlavo già allora), ma anche di contributi, inizialmente promessi e quindi, col decreto Urbani del Governo Berlusconi, decurtati del 75%. Come condannare a morte un artista indipendente (qui una sua intervista).
Va infine detto, che quando il regista Amoroso ha girato Come mi vuoi, ricevendo una serie di violente critiche, anche dalla chiesa, per il primo film italiano a trattare la tematica dei transgender, ha deciso di emigrare in Romania per un certo periodo. Qui, in un paese segnato ancora da Ceausescu e stagnante nel dramma seguito al rovesciamento della sua dittatura, Amoroso ha conosciuto molti Ioan, molti ragazzi desiderosi di fuggire per iniziare una nuova vita.
E’ da questa esperienza che nasce il film che vi consiglio di non perdere.
Andrò a vederlo nella mia città, Torino, al cinema Fratelli Marx, probabilmente martedì. Chi vuole aggregarsi è il benvenuto!