Ebbene la XXII edizione del GLBT Torino Film Festival "Da Sodoma a Hollywood" si è concluso ieri sera e io ritorno al mio blog che ho un po' trascurato. Ho passato gran parte del mio tempo libero al chiuso delle sale, saltando da una all'altra in base alla programmazione. E' stato forse uno delle edizioni più ricche e piacevoli. Girovagarci è come fare un tuffo in un ambiente ricco di stimoli, curiosità, cultura e culture (si sentono parlare le più disparate lingue e anche fra gli spettatori che ormai arrivano un po' da ogni dove). Io in più ho avuto modo di vivere un'esperienza nuova: un appuntamento al buio... con una ragazza! Ho conosciuto dal vivo l'amica Roxse (adesso ha traslocato qui), persona simpatica e curiosa della vita che ha deciso di raccogliere il mio invito e scoprire un festival che non conosceva e che mi dice esserle piaciuto. Grazie Roxse.
Ieri sera la premiazione (qui potete trovare tutti i premi). Paola Maugeri ha condotto in modo piacevole la serata. Tra gli ospiti la Presi
dente della Regione Mercedes Bresso, la grandissima Piera degl
i Esposti, varie autorità froce o meno, Alice, le MAB (qualcuno dietro di me, cantava malignamente "Il mio nome è Jem!") e Lene Lovich ognuna in un tributo a Giuni Russo. Spettacolare la Lene Lovich che non conoscevo. E' 'na matta! Una sorta di Loredana Bertè inglese! La serata si è poi conclusa con un simpatico e scanzonato film, Another gay movie, con un gruppo di appena maggiorenni alla scoperta del sesso completo. Decisamente uno spasso!
Quanto ai film che ho amato di più, mi sono trovato abbastanza in accordo con i premi del pubblico (non nel modo più assoluto con la giuria per il miglior corto, che ha scelto un corto morboso e che non aveva nulla di gay!).
Ecco dunque tra i lungometraggi "The Bubble" drammatico film dell'israeliano Eatan Fox (già noto in Italia per Yossi & Jegger e Camminando sull'acqua) storia di un'amicizia fra un palestinese e un gruppo di israeliani (Fox non la vede molto bene per il futuro della sua terra, mi sa) e il più leggero Fat girl, storia di un giovane gay che si sente dentro una cicciottella! Tra i corti più interessanti il brillante Groucho (premio del pubblico) e "Il bambino più triste
del mondo" (menzione della giuria) che lancia anche qualche critica agli psicofarmaci ai bambini, ma ho apprezzato anche Bugcrush thriller claustrofobico e una serie di corti fuori concorso, veri gioiellini (Dentro Roma, Golden Hayes, Die rasur e K) . Tra i documentari ancora un film israeliano, Paper Dolls (premio del pubblico e premio di Biru che ha apprezzato anche regista e attore), storia di un gruppo di transessuali emigrate in Israele.
Tra gli eventi fuori concorso il simpatico francese Poltergay che parla di omosessualità in modo decisamente originale! Ma forse il film più intenso è quello
dell'italiano Amoroso, Cover Boy, con due validi interpreti e la Littizzetto in una piccola parte (quasi) seria (presente in sala, Luciana è stata simpatica e ripetitiva come sempre. Ma accettare di lavorare per questo film implica, una volta di più, avere un cuore che guarda al sociale). Il film è la storia dell'amicizia fra un precario italiano e un ragazzo romeno in una Roma che offre ben poco. Mai patetico è un film che spero giunga quanto prima nelle sale regolari. Grazie al regista, agli attori, a Luciana e a tutti quelli che hanno collaborato per un film così profondo, in cui l'elemento omosessuale è, per altro, appena accennato.
