Dedicato al Ministero delle Pari Opportunità

scritto da samuelesiani il venerdì, 29 maggio 2009,16:25
E a chi ha pensato bene di cancellare ogni riferimento alla lotta contro l'omofobia dal sito del Ministero (grazie al Signor Ponza).

Ah! Dimenticavo: dedicato anche a chi dice che i gay non sono discriminati!



categoria:povera patria, rainbows
commenti: commenti (5)(popup) | commenti (5)

Un altro simbolo dall'America

scritto da samuelesiani il mercoledì, 27 maggio 2009,15:06
Obama ha scelto Sonia Sotomayor per la Corte Suprema.

La Sotomayor è una donna di umilissime origini, nata e cresciuta nel Bronx ,senza il padre, morto sul lavoro quando lei era bambina.
La scelta di Obama non è solo la riproposizione del sogno americano. E' qualcosa di più: è anche la risposta alla crisi, l'invito a credere in se stessi, nello studio, nelle proprie forze, indipendentemente dal punto di partenza. E' un invito a che i genitori non perdano fiducia, come ha fatto la madre della Sotomayor, infermiera del Bronx, che si è fatta in quattro per garantire un futuro alla figlia.

Con questa scelta, Obama apre ulteriormente al mondo multiculturale, nominando un giudice ispanico, per la prima volta, al vertice del sistema giudiziari.

Questo è il modo di incoraggiare di Obama. Di far capire chi sono gli esempi da seguire. I punti di riferimento.

Con Noemi che dice che "che potrà fare la showgirl o entrare alla Camera, deciderà Papi", che esempio si sta dando al paese? Perché non abbiamo neanche il diritto di avere esempi positivi nel nostro paese?

Il Piemonte passa al digitale

scritto da samuelesiani il martedì, 19 maggio 2009,19:18


Da questa notte, la mia regione inizia il passaggio verso il digitale
(in realtà si tratta solo del torinese, del cuneese e parte dell'astigiano). Sono certo che la maggior offerta di canali e la visione in chiaro di Rainews24 non potrà che fare bene. Così pure come il semplice cambiamento, dopo anni di pappa pronta e riscaldata.

Immagino poi che moltissimi corregionali non abbiano ancora comprato il decoder e forse non lo faranno immediatamente, anche per motivi economici. Questo vuol dire che molte persone avranno la fortuna di disintossicarsi fino ad ottobre da Rai2, con i suoi tg leghisti a base di cronaca nera e lunghissimi, scandalosi, pornografici servizi sul santo padre e Rete 4, la rete che da tempo attende il limbo e ora c'è arrivata. Rip.

Per quanto mi riguarda, mi godrò anch'io di questa dolce cura per un po' di giorni ancora, in attesa che mi prenda la voglia di buttarmi da qualche parte, e con la mia totale ignoranza tecnologica, alla ricerca di un decoder che ovviamente non funzionerà, mi farà smadonnare, per poi mettersi a funzionare dopo che, ovviamente, avrò letto le istruzioni.

PS Sentenza Mills: quand'è che organizziamo una bella manifestazione davanti a Palazzo Grazioli con cartelli con scritto: "Corruttore dimettiti"?
categoria:torino, buone nuove, povera patria
commenti: commenti (6)(popup) | commenti (6)

Pride di Torino: e i soliti commenti

scritto da samuelesiani il domenica, 17 maggio 2009,20:06


Ieri si è svolto a Torino, il Pride regionale, un po' in anticipo, in verità. Qualche polemica condivisibile lo ha preceduto (è stato proibito al corteo di prendere via Arcivescovado, dove ha la casa l'amata vescovessa Poletto), ma è stata la solita festa di civiltà.

La manifestazione si è poi conclusa in un modo straordinario e unico in Italia: dal balcone del Palazzo di Città, l'assessore alle Pari Opportunità Levi con alcuni organizzatori del Pride hanno srotolato un lunghissimo striscione rainbow raccolto sulla folla. Simbolo di unione tra istituzioni cittadine e istanze gay.


Fino a ieri sera, i giornali Repubblica e la Stampa sono riusciti a pubblicare nella versione online lo stesso articolo.  Poi la Stampa nella versone cartacea si è salvata la faccia, con un nuovo articolo, mentre Repubblica cerca adesso di mettere in fretta e furia un nuovo articolo, facendo sparire la scemata. Ma le caches di Google sono formidabili per  sgamare le cretinate. E che articolo, poi!
Non so se riuscite a leggere ma questo era l'incipit:
"Lunghe parrucche e costumi d’epoca, ma anche mise trasgressive, con minigonne vertiginose, calze a rete e tacchi a spillo".

Va da sè, che nei commenti all'articolo di Repubblica, i redattori sono stati ampiamente presi per il culo: "Ma c'eravate?", "Avete lo stesso articolo comparso sulla stampa!", etc.

Anch'io ho lasciato un piccolo commento:

"Di parrucche e minigonne vertiginose se ne vedono in abbondanza nel nostro Parlamento e senza tanto scandalo. Ma quando si parla di Pride, vi vengono i pruriti degli anni '50".

Che fessi.

categoria:torino, povera patria, rainbows
commenti: commenti (1)(popup) | commenti (1)

Quando si dice coraggio

scritto da samuelesiani il venerdì, 15 maggio 2009,10:41

A Palermo, quando giorni fa un uomo con problemi psichiatrici ha colpito a martellate due anziani in stazione, nessuno è intervenuto. Solo due extracomunitari si sono mossi per fermare l'uomo.

Con la futura legge sulla sicurezza, sappiano i razzisti al governo che dovranno contare solo sulle forze dei loro italiani, quelli che sono intervenuti solo quando il tizio era stato preso, per il facile linciaggio.
 
Ovviamente un linciaggio verbale a favore di telecamera.

categoria:povera patria
commenti: commenti (4)(popup) | commenti (4)

E sono felice.

scritto da samuelesiani il giovedì, 14 maggio 2009,19:27
Ci sono piccoli gesti di solidarietà che mi riempiono di gioia e mi fanno pensare che un mondo migliore e più aperto è possibile.

Il regolamento di condominio

scritto da samuelesiani il domenica, 10 maggio 2009,23:18

L’altro giorno abbiamo accompagnato un’amica nella sua nuova casa. È una casa popolare abitata da molti italiani, ma anche romeni, sudamericani, magrebini, a giudicare dai nomi sui citofoni. La mia amica con i suoi quattro bambini – ed ha un solo anno in meno di me – è entrata nella sua nuova casa. Guardavamo il mondo dal balconcino ancora senza fiori. Sotto, un grosso cortile, pieno di biciclette di varie misure. Mi sono chiesto se in quel cortile ci giocassero i bambini.

Poi, girando per casa, un foglio in bella vista mi ha risposto. Diceva più o meno così: “Fatta salva la delibera del comune [di Torino] che ribadisce che nei cortili sia permesso ai bambini di giocare, gli amministratori delle case popolari ribadiscono che hanno sempre caldeggiato il gioco dei bambini nei cortili. Si vieta solo l’uso del pallone e i giochi dalle 12.30 alle 15.30 per permettere il riposo a chi necessita”.

Che un comune debba deliberare per questo argomento può apparire un’assurdità. Ma in un mondo in cui i cortili sono stati rubati ai bambini a favore delle auto e quando gli strilli dei bambini disturbano l’ascolto dei programmi della De Filippi, questa presa di posizione mi pare rivoluzionaria.

 

Lasciando la mia amica alla sua nuova vita, in cortile due bambini – uno, i cui tratti parevano dell’est Europa, e l’altro, che poteva essere del nord Africa – giocavano con una palla di spugna, eludendo all’italiana il divieto al giuoco del calcio.

Sono certo che quei bambini che cresceranno in quella casa popolare giocando insieme con una palla di spugna, sudando e sbucciandosi le ginocchia sul cemento, diventeranno adulti migliori di quelli che stanno vietando a dei poveri diavoli di approdare sulle sponde del nostro paese. Adulti migliori di tutta quei piccoli meschini che sorridono alle disgrazie di chi è più in difficoltà di loro. Adulti migliori di quelli poveri che fanno la guerra ai poverissimi.  

 

Continuate a giocare, bambini. Sono certo che sarete degli uomini migliori di noi.

In morte di Gianni Baget Bozzo

scritto da samuelesiani il venerdì, 08 maggio 2009,19:49
categoria:colonna infame
commenti: commenti (2)(popup) | commenti (2)

Finalmente si accenna alle vittime

scritto da samuelesiani il giovedì, 07 maggio 2009,14:55

Recentemente, ho letto alcuni articoli sulla dolorosa questione della pedofilia che ho trovato piuttosto interessanti.

Il primo rimarca un discorso che vale la pena di ripetere. La famiglia non è un luogo necessariamente felice, dove un bambino può svilupparsi e crescere.

Se poche settimane fa scrivevo che uccide più la famiglia della mafia, è di alcuni giorni fa la notizia di quanto esce dai dati raccolti dal Telefono azzurro: i casi di abuso, perlomeno quelli che vengono denunciati, avvengono sei casi su dieci in famiglia, per mano di padri, madri, parenti o amici di famiglia.

Può sembrare una banalità, ma in realtà siamo in un’epoca in cui si torna molto a cercare un mostro da sbattere in prima pagina, meglio se brutto e straniero, e in cui la famiglia è difesa a priori, come fosse una sorta di sacro feticcio.

 

La seconda notizia è ancora più significativa: a margine dell’ennesimo arresto di fruitori di pedo-pornografia on line, un articolo di Repubblica, per bocca di  Giovanni Arena, presidente di Telefono Arcobaleno, porta finalmente l’attenzione sulle vittime. Credo valga più di tutto, riportare le sue parole:

 

Nel Decreto Sicurezza, di recente approvazione al Senato, [pare] siano state dimenticate le vittime del pedobusiness. Per i bambini che subiscono violenze sessuali dirette, infatti, la legge prevede il gratuito patrocinio dello Stato.

 Nel Decreto Sicurezza del governo invece i minori sfruttati sessualmente da pedofili per produrre e diffondere materiale pedopornografico non sembra abbiano gli stessi diritti. Eppure la circolazione di immagini che riportano lo strazio di circa 40.000 bambini in tutto il mondo riguarda prevalentemente minori dai 7 ai 9 anni, vittime evidentemente dimenticate. Insomma, è in atto un processo culturale pericoloso, che tende a considerare la pedofilia on line un crimine virtuale e non una vera e propria atrocità contro l'umanità, che coinvolge bambini veri e sempre più piccoli, sfruttati per alimentare ogni giorno un infame mercato di esseri umani".

Le ipocrisie dell'Avvenire

scritto da samuelesiani il martedì, 05 maggio 2009,14:01
L'Avvenire - che poi è il giornale della Conferenza Episcopale Italiana, quindi l'organo stampa ufficiale dei vescovi - invita il premier ad una maggiore sobrietà.

Le leggi ad personam, come neppure le foto con in braccio due o tre ventenni in Sardegna, come neppure le corna nelle foto ufficiali, gli strilli da venditore al mercato con la regina inglese ... tutto ciò non aveva destato i vescovi, in precendenza.

I vescovi si svegliano oggi, all'indomani delle violente parole dell'ormai ex first lady Veronica Lario che forse per prima parla in modo chiaro: mio marito frequenta minorenni.

Visto che la Chiesa di minorenni se ne intende, in questo invito alla sobrietà ci leggo un invito a comportarsi come gli uomini di chiesa. Farlo, ma farlo con sobrietà, appunto, con prudenza, nascondendo semmai eventuali accuse e denunce, e non finendo sui giornali come un coglione a causa di una moglie becca.

Ecco la sobrietà di cui parla l'Avvenire.

Quanto allo specchio citato nell'articolo "
noi continuiamo a coltivare la richiesta di un presidente che con sobrietà sappia essere specchio, il meno deforme, all'anima del Paese", c'è da ricordare ai vescovi che giusto l'altro giorno  il Vaticano, dalle pagine del suo giornale, L'Osservatore romano, benediva ufficialmente il PdL.

Senza dimenticare che proprio il premier cafone, gaffeur, che ama stare circondato da ragazzine come un sultano, che aggira le leggi è l'esatto specchio dell'italiano che lo vota. E poche palle, inguaribili ipocriti dell'Avvenire.
 
categoria:povera patria
commenti: commenti (5)(popup) | commenti (5)