Sulla banca del DNA proposta da Maroni
Ma è veramente insopportabile che si parli di strumenti quali la banca del DNA sfruttando un tema drammatico come la sparizione di bambini. Ed è ancor più schifoso se lo si fa mescolando una piaga reale come quella, con il fatto che questi bambini siano utilizzati nell'ambito di traffici di organi, su cui il Ministro non fornisce, per altro, alcun dato concreto (e sarebbe decisamente più importante delle chiacchiere del leghista, visto che si parla di immigrati, ancor più bambini, usati come "pezzi di ricambio". Senza contare che le sue affermazioni sono già state bollate dall'AIDO come "false credenze").
Ma non è con persone come Maroni che si può ragionare. L'interesse suo e dei suoi compagni al Governo è quello di amplificare le paure, raccogliere lo sfogo isterico e razzista dei propri elettori, rendere il nostro paese ancor meno solidale e accogliente.
Di quel che può capitare, e capita, a questi bambini immigrati scomparsi, così come la questione ancor tutta da verificare del traffico di organi, ai nostri amici leghisti al Governo non frega assolutamente nulla. Come nulla serve a loro l'allarme - questo sì, vero - lanciato da un parroco a capo di una comunità di accoglienza quando, nel 2006, ha denunciato la scomparsa di duecento (200!) fanciulli di età compresa tra gli 8 e i 14 anni dal CPT di Vittoria in Sicilia. Inutile ragionare sul fatto che, come lo stesso sacerdote afferma, duecento bambini non possono sparire se non finendo nelle mani di qualche organizzazione criminale.
Regina Louf e altri testimoni sopravissuti, compresi alcuni italiani, raccontano per quale inferno sono passati nella loro infanzia e danno anche descrizioni di che terribili fini hanno fatto decine e decine di bambini, sotto i loro occhi. Ma non hanno prove e spesso sono passati molti anni...
Ma spesso sarebbe già tanto ascoltare. Allontare le paure generate dai leghisti e con coraggio, con molto coraggio, ascoltare
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