Sinceramente, credo che qualsiasi manovra di qualsiasi governo che vada nella direzione di aiutare le persone più povere sia da guardare almeno con un minimo di rispetto e di attenzione, anche se si tratta di soli 40 euro e non per tutti. In situazione di crisi, nella crisi in cui tutto il mondo si trova, credo poi che questo fatto sia ancor più apprezzabile.
Non perché mi accontento di briciole (anzi, sono già pronto ad impegnarmi politicamente, anche solo manifestando, perché il governo – qualsiasi governo – faccia di più per i suoi poveri e i suoi lavoratori), ma per onestà intellettuale.
Quando il Governo Prodi ha aumentato le pensioni minime di circa 50 euro, si era sollevato un anno fa, un coro di pro e contro. Prendendo solo due esempi mediatici opposti, da una parte c’era Michele Serra che su Repubblica diceva che 50 euro « sono pochi ma non pochissimi. E comunque sono un piccolo segno di attenzione per quelli che una volta si chiamavano poveri »; dall’altra una Prestigiacomo che da Ballarò ripeteva in modo ipnotico e ossessivo, come in un rosario, che Prodi aveva dato tot centesimi di euro al giorno ai poveri. Ricordate che fastidio, come faceva prudere i pollici?
Ho detestato la sua posizione. Oltre che la sua voce, ovviamente. Trovavo quella critica, tot centesimi al giorno, uno schiaffo nei confronti di chi su quei 50 euro al mese non ci avrebbe sputato sopra affatto.
Ecco perché oggi non posso accettare (per onestà intellettuale, appunto), che l’Unità della brava Concita De Gregorio utilizzi lo stesso giochetto di una noiosissima Prestigiacomo, titolando e impaginando il suo giornale come ha fatto il 27 novembre: Elemosina.
Se è elemosina oggi, lo era anche quella del Governo Prodi.
Non è dunque questo il problema, semmai un altro.
E cioè l’uso di una carta di credito ad personam. Questo è il vero aspetto barbaro, secondo me. Intanto perché queste tessere avranno un costo per lo Stato (utilizzano il circuito mastercard, senza contare i costi di realizzazione, etc). Poi perché possono essere imbarazzanti – quante gente sarà in difficoltà nell’esibire questa sorta di patentino di povertà?
C’è però poi soprattutto un altro motivo che spiegherebbe perché non si è agito direttamente sulle pensioni come ha fatto Prodi. Perché gli aumenti di Prodi sono ormai dimenticati, anche da quelle stesse persone che ne hanno beneficiato. Nessuno ci fa più caso in un paese senza memoria.
Una carta di credito invece resta, ti gira per casa, nel portafoglio; è, in una parola, visibile.
E questa cosa, legata alla perfino perversa capacità comunicativa della destra, si lega ad un secondo aspetto, quello che trovo poi infinitamente osceno: il fatto che questa carta, recapitata ai poveri dopo una precisa richiesta che dovrà essere vagliata, puzza di donazione, di elargizione che il feudatario fa nei confronti del suo popolino. Un popolino che ringrazierà Dio e il suo feudatario benefattore, per la carta recapitata a casa.
Questa è la vera vergogna, non il discorso pretestuoso sui tot centesimi al giorno.
PS Sulla prima pagina dell’Unità di cui parlo sopra, vedi