Love knows no limits
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Ripropongo interamente il post di Giuseppe Regalzi, mutuandone persino il titolo, a favore di un blogger.
Al Burbero Scontroso la mia solidarietà. Mi contatti privatamente raccontandomi la sua storia nei dettagli, sarà mio dovere segnalarla nelle associazioni nelle quali milito. Anche perchè quel bannerino ce l'avevo anche io. E mi piaceva un botto.
Una storia di censura
Avete presente i PapaBanner, quei piccoli banner con la scritta «Sito scomunicato» o «Il Papa condanna questo blog» e dietro l’immagine di Ratzinger, presenti in moltissimi blog laici? Il Burbero Scontroso, che li aveva creati, racconta l’incredibile storia di intimidazione da parte di «esponenti della Curia» che ha portato alla scomparsa pressoché totale dei banner dalla rete. Una vicenda grottesca, che la dice lunga sullo stato della libertà di espressione in Italia (e sulla necessità assoluta di ricorrere a piattaforme blog straniere, non ricattabili come quelle locali).

Non avrei voluto parlare del caso di Eluana Englaro. Sia perché persone come Chiara e Giuseppe da Bioetica o Malvino lo fanno in modo molto più adatto, sia per una mia forma di pudore.
Eppure, come scrivevo in un commento su Bioetica, anche in questo caso, come per Welby, come per Nuvoli, come per Coscioni, noi laici ci troviamo costretti a parlare per tutelare la dignità di questi guerrieri della libertà dalle accuse oscene che arrivano da predicatori di professione o per comodo.
Occorrerebbe invece, ma è comprensibilmente impossibile, di fronte alle parole dure, spietate, senza anima e tono di Bagnasco, rispondere con il silenzio o un timido "Dio li perdoni", se solo fossi credente.
In tutta questa vicenda, invece, con le nostre e le loro parole disturbiamo il momento in cui una madre e un padre, che da anni combattono una battaglia alla luce del sole, devono dare l'addio alla propria figlia morta sedici anni fa, ma ancora prigioniera del mondo.
A loro dunque il mio silenzioso pensiero e null'altro.
Io vado via qualche giorno, in Provenza e Camargue. Ma torno presto.
Intanto voi, se volete, potete ascoltarvi l'intervento/bordata della Guzzanti a Roma, ieri. Qui c'è la parte prima, sotto i link per la seconda e la terza. Poi ne parliamo, anche nei commenti. Che non so bene cosa pensare.
A presto.


Viva chi non ha perso la speranza; viva chi ha continuato - come sua madre - a portare per il mondo il nome della figlia; viva chi quel nome l'ha accolto a livello istituzionale - come Veltroni da sindaco; viva quegli onesti mezzi d'informazione che hanno continuato a parlarne - in particolar modo Rainews24 su Rai3 di primissima mattina che ogni giorno, ogni santo giorno, ha dedicato un momento alla Betancourt; viva infine i politici e i capi di stato - Alvaro Uribe, presidente della Colombia, il francese Sarkozy - che hanno operato per la sua liberazione.