Cover boy: l'ultima rivoluzione.
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Propongo il simpatico giochino, pre-elettorale, che potete trovare qui. Tutto sommato, con me ci ha abbastanza preso.
Ecco dove mi posiziono:

Ricevo via mail questa simpatica storiella dal titolo "La padella", che vi riporto. Così almeno ci strappiamo un sorriso.
Il giovane Peter, che divide l'appartamento con un amico, invita a cena sua mamma.
Durante la cena la mamma non può fare a meno di notare quanto l'amico con cui suo figlio divide l'alloggio sia veramente un bellissimo ragazzo, molto curato.
Nota poi come la stanza del figlio sia molto grande e spaziosa, con un letto matrimoniale, mentre la stanza dell'amico sia più piccola, con un letto singolo.
La mamma, cui questa convivenza ha gia' fatto nascere dei sospetti, osserva con molta attenzione tutti gli sguardi e i movimenti per cercare un minimo supporto ai suoi sospetti.
Come se Peter capisse i suoi pensieri ad un certo punto se ne esce :'Mamma, capisco a cosa pensi, ma ti assicuro che io e Simon siamo solo compagni di alloggio e niente più''
La cena quindi prosegue normalmente e la mamma se ne va ringraziando entrambi.
Dopo qualche giorno Simon dice 'Senti Peter, io non voglio accusare nessuno, ma dalla sera che tua madre e' venuta a cena non trovo piu' la padella per le uova. Mi vergogno un po' a chiedertelo, ma pensi che tua madre possa averla presa??'
'Questo non lo so proprio. Pero' facciamo una cosa: chiediamoglielo'.
Detto questo si accomoda alla scrivania, accende il computer e prepara una e-mail per la mamma.
'Cara mamma, io non dico che tu abbia inavvertitamente preso la nostra padella antiaderente per le uova, ma da quando sei venuta tu a cena non la troviamo piu'. Puoi aiutarci?'
Dopo pochi minuti la mamma risponde:'Caro Peter, io non dico che tu e Simon siete due ricchioni, ma se lui avesse dormito nel suo letto avrebbe gia'trovato la padella!!!!
Ma chi non la vorrebbe una mamma così?

E così ci siamo cascati ancora una volta. Son 15 anni che fa le stesse boutade e noi sempre dietro, a dargli corda. Ma non solo i politici che va beh, loro non brillano… ma noi pure blogger di sinistra, dentro con tutti e due i piedi!
Ci sono cose che stimolano le nostre virtù da educande. Se si deve giocare con certa gente, sarà bene impariamo invece ad essere un po’ più puttane.
Mi riferisco alla famosa intervista di coso alla precaria. Io l’avevo vista in diretta e volutamente non ne avevo parlato. Ma sento di doverlo fare ora per l’errato scandalo che ha generato. Perché a scandalizzare non doveva essere la solita battutaccia dell’ex premier, ma la terribile interpretazione di Perla P., la precaria, probabilmente una militante romana di AN.
Ma possibile non accorgersi che era tutto organizzato a tavolino? Possibile non capire che un uomo come Berlusconi se fa una battuta come quella è perché vuole che si parli di lui? E vuole che il suo popolino ignorante sbrodoli di fronte ad un possibile premier tanto fico da scherzare, perfino!, su un tema tanto spinoso come la precarietà?
Ma possibile che nessuno ha notato gli occhi spenti della ragazza (vacui, inespressivi, senza mai uno scintillio. Occhi di plastica, come quelli della Prestigiacomo, per esempio. E se gli occhi sono lo specchio dell’anima…), il suo modo di parlare (così come quello dell’uomo coi baffi), anzi, di leggere con un’interpretazione che sarebbe perfino oscena ne La Squadra di Rai3?
Allora il vero scandalo è semmai un altro: che una rete pubblica abbia prestato il fianco a un tale gioco di ruolo, che altro non è che propaganda! Poco mi importa sentirmi dire: «è Rai2 che ti aspetti». Io il canone lo pago e non accetto un teatrino tanto penoso a favore di coso.
Quello che dico è che se invece di scaldarci tanto sulla battuta di coso ci si facesse sentire, ci si presentasse anche fisicamente davanti alla Rai, li si intasasse di mail o di lettere, o si chiedesse lumi al responsabile del TG o del programma di approfondimento, forse avrebbe molto più senso che continuare a fare pubblicità gratuita a coso.
PS a onor del vero, tra i politici la vede giusta, per fortuna, l’ex ministro Paolo Ferrero.
Milano con l'accusa di favoreggiamento in relazione al rapimento dell'imam Abu Omar, avvenuto durante il Governo Berlusconi. Ha chiesto il patteggiamento ed il 16 febbraio 2007 è stato condannato a sei mesi. Su richiesta avanzata dal Procuratore generale della Repubblica di Milano, il 29 marzo 2007 è stato radiato dall'Ordine dei giornalisti. Tale provvedimento disciplinare è stato aggirato dal quotidiano Libero cui, a partire dal 30 marzo 2007, Renato Farina continua a collaborare nelle vesti di semplice opinionista. Farina ha confermato di essere una spia del SISMI, col nome in codice Betulla. Nel 2006 era già sospeso dall’ordine per aver pubblicato notizie false dietro pagamento da parte del SISMI di Pollari e Pompa.
Berlusconi (da segnalare che il figlio Massimo è, all’epoca di questo articolo, operativo al SISMI). Tutti sappiamo com’è andata a finire. Il cosiddetto caso Speciale. Da ricordare, il fatto che la procura della Corte dei Conti ha avviato nei confronti di Speciale un procedimento di responsabilità per danno erariale (la conclusione è prevista per gennaio 2008) in merito all'utilizzo illegittimo dei due bimotori ATR 42 MP in uso al Corpo della guardia di Finanza, che su richiesta di Speciale sarebbero stati modificati da terzi nel loro allestimento interno, e sarebbero stati così trasformati in aerei per il trasporto di passeggeri di categoria "business" a uso esclusivo dell'ex-generale e dei suoi familiari, come risulta dagli oltre 250 voli registrati al di fuori degli incarichi ufficiali ed operativi.
governo della CdL, alla RAI. Deborah ha recentemente querelato il vice-responsabile delle comunicazioni del PD, per aver accennato ad una sua collusione con Mediaset durante la sua attività in RAI. Ci vuole coraggio. Intanto qui possiamo leggere qualche articolo che racconta di intercettazioni e della sospensione della Bergamini dalla RAI. Non ce l'ho fatta. Non posso non scrivere due righe su qualche candidato delle Elezioni 2008.
Oggi è la volta di un capolista dell'Uddiccì, anzi, per l'esattezza, una capolista: Alessandra Borghese, capolista al senato nel Lazio.

Su di lei potete leggere molto sul suo sito personale, sito posto sotto la protezione di Maria Salus Popoli Romani (giuro). Quello di Alessandra è un sito snello e piacevole, anche se non raggiunge la stessa eleganza di quello vecchio (e, ahimé, non più in rete) di Daniela Santanché, che prima di diventare la dura candidata premier, con rigidissima cofana, de La Destra, invitava gli incauti visitatori a girare fra le stanze della sua casa virtuale, ciarlando delle creme che usa, le riviste che legge, i libri sul comodino, etc. (giuro). Beato chi ha potuto vedere coi propri occhi il vecchio sito di Daniela. Amen.

Tornando ad Alessandra, come lei stessa ci dice nella biografia del sito è "nata a Roma il 25 settembre 1963 dal Principe don Alessandro Romano Borghese e da Fabrizia dei Conti Citterio. Compie studi cattolici [...] Consegue la Laurea in Business Administration [...]". E fin qui è un ottimo curriculum. Forse calca un po' sui titoli familiari, ma passi.
Poi c'è la svolta: a 27 anni fonda un centro culturale intitolato ad Alessandra Borghese. Se stessa!!! Tra le sue opere fondamentali, molte che denotano la sua gioia nella fede cristiana come "Sete di Dio" o "Con occhi nuovi" (se notate qui nella foto, almeno nell'edizione italiana ci è stato risparmiato il titolo nobiliare). Dello stesso spessore, anche il bestseller dal titolo "Noblesse Oblige", sottotitolo "Le nostre buone maniere dalla A alla Z" di cui vi riporto un passo sublime che ho trovato qui (voglio sottolineare che l'articolo da cui è tratto questo brano non è critico o divertente, anzi è un pezzo di pura ammirazione verso Alessandra). Gustatevelo:
"Come suggerisce l’ultima campagna pubblicitaria del Comitato Euro, "anche i centesimi valgono". Quindi per non spendere di più e controllare tutto al centesimo sarebbe utile avere con sé un euroconvertitore. Il più elegante che ho visto finora ha un contenitore in argento con le iniziali incise fuori: a prima vista sembra un portacipria. Per gli uomini invece il contenitore dovrebbe essere in pelle, come una miniagenda tascabile. Il made in Italy continua ad avere il suo appeal anche attraverso le nuove monetine. Mi trovavo in Germania qualche settimana fa ed avevo un po’ di centesimi, ho comprato una Coca cola per 1euro e 26 centesimi e ho pagato con 1 uomo vitruviano di Leonardo da Vinci, 2 Venere di Botticelli, 1 Colosseo ed 1 Castel del monte. Un bel modo per fare pubblicità al nostro patrimonio artistico: non vi pare?".
Ciò che maggiormente ha spinto il nostro buon Casini a volerla al Senato, non sta nel fatto che Alessandra è un vero cavallo di razza, figlia del Principe don Alessandro Romano Borghese e da Fabrizia dei Conti Citterio, né forse per l'ottimo rapporto con papa Ratzinger (di cui potrebbe essere la vezzosa stilista) o con i cardinali romani. No, il suo più grande merito sta nel suo impegno sociale. Questo impegno ha mosso il nostro leader Casini a volerla capolista. Qui, potete vederla nel comodo costume da nobile accompagnatrice di fedeli malati a Lourdes.

Auguri Alessandra (non sederti troppo vicino a Strano che con la mortadella e lo spumante rischi ancora che ti sporchi la mise)! Alla fine però una certa sensazione mi resta: ma non è che la principessa Alessandra Borghese sarà la Gardini dell'UDC?

La Confederazione dei Vescovi e la Chiesa spagnole, con i suoi attacchi frontali a Zapatero, con le sue indicazioni di voto chiare a favore del partito popolare hanno perso. E oggi vedono davanti agli occhi la propria miseria.

In Italia, anche questo avverrà. Ci vorrà solo un po' di tempo. Come ho già detto, quando i tanti bambini figli di immigrati (e non parlo certo solo di arabi, ma dei tanti cinesi, i tanti romeni, etc.) saranno adulti e faranno politica in senso lato, pretenderanno uno stato laico. E la nostra vecchia e prepotente chiesa di ori, velluti e merletti, il nostro più pesante parassita, farà la fine che ha fatto in Spagna...
Fino a poco tempo fa, pensavo, come tante persone forse, che l’elettroshock fosse ormai desueto come terapia medica o scomparso, addirittura, con la chiusura dei manicomi.
il Consiglio Superiore di Sanità, in data 17/04/96, ha dibattuto le problematiche relative alla terapia elettroconvulsivante. 1. Il Consiglio - dopo aver esaminato i pareri della Società Scientifiche, un recente documento del Comitato Nazionale di Bioetica (CNB), la letteratura scientifica sull’argomento ed i pareri espressi in diverse Consensus Conference - ha preso atto: che il Comitato Nazionale di Bioetica ritiene che “non vi siano motivazioni tali da suggerire come comportamento bioeticamente vincolante la sospensione totale e generalizzata dell’uso della TEC e considera anzi la TEC un trattamento elettivo ed adeguato [per alcune specifiche patologie...]
E’ invece di questi giorni la richiesta (una vera e propria petizione) da parte dell’Aitec e del suo presidente Koukopoulos durante la riunione del SOPSI (Società Italiana Psicopatologia) svoltasi a Roma dal 19 al 23 febbraio di quest’anno, affinché in Italia aumentino i centri che praticano l’elettroshock, in quanto più sicuro ed economico (sic!). Koukopoulos fa notare il pregiudizio che circonda il TEC e racconta che se con i farmaci si può morire, questo non avviene per l’elettroshock (sic!). Si appella quindi a medici come Rita Levi Montalcini e Umberto Veronesi, nella speranza che scendano in campo a loro fianco (sic!).Aggiornamento del 10 marzo: grazie ad una segnalazione, accade quanto previsto nei commenti: vale a dire, che la richiesta di maggiori centri per la TEC ha trovato buona sponda da parte del dottor Cassano, che in un'intervista tesse le lodi dell'elettroshock. Qui potete leggere il commento di Massimo Parrino, Direttore Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani onlus. In quest'ultimo link è anche presente una petizione da scaricare.
Se non sbaglio, ieri sono uscite le liste del Partito Democratico per Camera e Senato. Vorrei fare due riflessioni, senza entrare nel merito della lite coi Radicali, anche perché credo che Veltroni saprà rimettere a posto la cosa e non farà la figura del cioccolataio dopo aver stabilito i nove posti certi per gli uomini e le donne della Bonino.
Spulciando qui e là, alcune buone cose e alcune meno simpatiche.
Tra quelle meno, molti "giovani" capolista, tra cui quella alla Camera per il Lazio, Marianna Madia, che più che essere una ricercatrice (il termine "giovane economista" aveva fatto sorridere Chiara Saraceno a Ballarò) è la classica rampolla di buona famiglia. Non che la cosa mi faccia montare il cristo, ma l'intervista che ha rilasciato al Corriere, quella sì. Meglio sarebbe dire: "Sì, provengo da una famiglia alto-borghese, di avvocati e amica di politici. Ho confidenza con la gente che conta. E voglio utilizzare questi miei privilegi a favore di chi non è stato altrettanto fortunato". Magari...
E poi c'è la buona notizia. I vari teodem sono stati candidati, sì, come per certi versi è giusto che sia (non per me comunque) in un partito che si vuole pluralista. Ma candidati alla Camera. Il che significa che se il PD gareggia per vincere e vincesse davvero, con i teodem alla Camera e non al Senato (dove invece i numeri saranno comunque molto vicini) si potrebbero discutere di diritti civili. I teodem alla Camera potrebbero votare - democraticamente - come vuole la Chiesa, ma allo stesso tempo non avrebbero modo di fare alcun ricatto. Alla Camera il loro voto varrebbe come qualsiasi altro (avete per caso notato che Capezzone ha votato sempre contro il Governo Prodi? Ha forse dato fastidio che l'ex pupillo di Pannella avesse sentito il dolce richiamo delle destre? Nessuno se n'è accorto). Questo è un buon segnale.
Candidato anche il bravo Scalfarotto, ma in una posizione a rischio nella lista per la Camera, Lombardia 1. Daje Ivan!
E per concludere e scherzare un po' beccatevi il manifesto elettorale del PD.

Tricarico mi aveva colpito dai tempi di “Io sono Francesco”, da quando avevo avuto modo di vederlo dal vivo in un concerto ai Murazzi di Torino.
Lo ritrovo in questi giorni a Sanremo che è sempre lo stesso ragazzo stralunato e stropicciato. Rigido su quel palco, clownesco, non meno del Mago Forrest che lo ha accompagnato.
Eppure è stato l’unica emozione sul sepolcro di Sanremo di quest’anno. Forse perché è un ragazzo che ha mantenuto vivo il bambino dentro di sé e lo lascia cantare. E poco gli importa di steccare, gridare, andare fuori tempo. Il bambino che è in lui canta che vuole “una vita tranquilla, perché da quando sono nato sono stato spericolato”. E poco gli importa della forma.
Allo stesso modo disarma in ogni intervista: molti giornalisti si sentono spaventati: è matto!, sotto farmaci!, quanto è carico Francesco! Ma è straordinariamente timido e naturale e introspettivo. Come non se ne sono accorti? Forse perché non sono più abituati a vedere una persona che di fronte ad una telecamera non porga il profilo migliore. Lui, lui preferisce mettersi a fantasticare o guardare gli insetti.
Ma allora che cosa ci faceva lì? Non solo nella stessa città, ma nella stessa manifestazione canora con la Tatangelo… La Tatangelo, capite? Quella che ci canta con la sua voce cristallina “cuore di pupazzo”, mentre lui grida emozionato e stonato: “io, libero! Per sempre!!!!”
Credo che Tricarico ci abbia voluto fare un regalo. Solo così me lo spiego.
E ora se non vi spiace, conviene salutarlo, che sta andando a cercare le cavallette nel giardino dell’hotel.
Aggionamento del 2 marzo: Tricarico ha (stra) vinto il premio della critica intitolato a Mia Martini con 30 voti. Una curiosità: è vestito con il marchio onlus Codiceasbarre, realizzati dalle detenute del carcere di Vercelli.