Sdoganando
vignetta di Mauro Biani
vignetta di Mauro BianiDal blog di Giuseppe Regalzi e Chiara Lalli una boccata d'aria pulita e una petizione rivolta al PD. Anche se non interessati a dare il voto al Partito Democratico, come me per adesso (anche se con l'ingresso dei radicali ci sto facendo un pensiero per il voto al Senato), firmare la petizione per togliere la Binetti e i teo-dem dalle liste c'entra con la decenza e non con il credo politico.
Pubblico il post che potete anche leggere nella sua casa. Sempre lì anche il simpatico bannerino.

La presenza di Paola Binetti e della pattuglia teodem (Luigi Bobba, Emanuela Baio Dossi, Dorina Bianchi, Marco Calgaro, Enzo Carra) all’interno dell’Ulivo prima e del Partito Democratico poi è stata fin dall’inizio causa di grave sconcerto per gli elettori e i simpatizzanti del centrosinistra. Cos’ha a che fare un membro dell’Opus Dei, animatrice del Comitato Scienza & Vita a favore della Legge 40, nemica della Legge 194, con forze politiche che – nonostante tutte le prudenze tattiche imposte dai tempi – si vogliono ancora progressiste e liberali? A quale scopo è stata ammessa questa presenza?
Conosciamo tutti la risposta immediata: per acquistare favore agli occhi di Camillo Ruini e delle gerarchie vaticane. Ma questo favore quanti voti ha portato al Centrosinistra? C’è qualcuno che può credere veramente che un cattolico integralista darà mai il suo voto a quelli che per lui rimarranno sempre i «comunisti»? I cattolici sono già rappresentati al meglio all’interno del Partito Democratico: si pensi al senatore Ignazio Marino, la cui opera generosa e autenticamente laica come Presidente della Commissione Sanità è stata non a caso vanificata proprio dai veti della Binetti e dei suoi amici.
Ci sarà probabilmente qualche calcolo astuto che giustifichi lo spazio concesso ai teodem; ma come molte italiche astuzie, anche questa ha mostrato le gambe corte. Il bilancio del Governo Prodi sarebbe stato meno fallimentare, e il Partito Democratico si presenterebbe oggi agli elettori con maggiori chance di successo, se alcune riforme liberali (niente affatto espressione di una minoranza di esagitati «laicisti») fossero passate in Parlamento: il testamento biologico, i Pacs, una drastica revisione della Legge 40. Se questo non è successo si deve appunto al veto dei teodem, in una situazione – ampiamente prevedibile prima delle scorse elezioni – che li ha visti essere l’ago della bilancia in Senato.
Questa situazione rischia oggi di ripresentarsi. In un Senato di nuovo spaccato a metà i teodem potrebbero far lega con i loro omologhi, che quasi monopolizzano la destra.
Per questo motivo, ma anche e soprattutto per un’elementare scelta di coscienza, che ci impedirebbe di votare una persona che giudica l’omosessualità una malattia, non daremo il nostro voto al Partito Democratico se i teodem continueranno a essere presenti nelle liste elettorali. Nessuna presenza di segno contrario, che pure si annuncia, potrà farci cambiare idea.
Non crediamo che si possa giudicare antidemocratica questa scelta. Un partito è di parte; deve fare delle scelte, e non può riprodurre al suo interno ogni articolazione della società. Anche in questo modo – e non solo riducendo il numero dei partiti – si contribuisce alla semplificazione della politica. La stessa Binetti, del resto, non ha risparmiato giudizi pesanti, al limite del veto, su alcune candidature annunciate del PD, come quella di Umberto Veronesi.
Paola Binetti, come sa chi l’ha conosciuta di persona, è umanamente molto simpatica; ma il suo posto non è nel Partito Democratico. L’Italia ha bisogno di scelte nette, non della filosofia del «ma anche».
(Chi condivide queste considerazioni può esporre il banner che abbiamo preparato – una versione ridotta si trova in alto nella sidebar – e, se crede, linkare questo post. Grazie ad Albina Regalzi per l’assistenza grafica.)
Petition on line: Paola Binetti free! Libera il PD da Paola Binetti, libera Paola Binetti dal PD!
Per firmare (con nome e cognome, grazie) qui.
Pochi giorni fa notavo come spesso i media si soffermano solo su alcune notizie scientifiche e non su altre. E si creini casi su alcune notizie e non su altre. E ne discutevo con Santa in questo post.
Degli esperimenti di José Delgado, per esempio, si sa poco o niente. Se non che insegnò in una prestigiosa università americana (ne avevo parlato qui) e che scrisse liberamente testi, come "La felicidad" dal chiaro sapore nazista.
In questo video reperibile su youtube, potete vedere un documentario che racconta di un esperimento del 1964 di Delgado che inserì degli elettrodi nel cervello di un toro e ne comandò mediante stimolazioni a distanza la naturale aggressività.
Questo avveniva negli anni '60.
PS Il documentario non è né splatter, né fa vedere bestie soffrire. Quindi è visibile da tutti. E' in spagnolo, ma facilmente comprensibile.
Stavo buttando un occhio alla nota informativa sugli indicatori demografici dell'Istat. Si legge, fra le altre cose, che
Il ricorso al matrimonio è meno rilevante di un tempo nei processi di formazione delle coppie e della discendenza. Secondo le stime, i matrimoni celebrati nel 2007 sarebbero appena 242 mila, pari a un tasso del 4,1 per mille, contro i 270 mila di cinque anni prima (4,6 per mille).Alla riduzione della nuzialità si accompagna un aumento delle coppie che scelgono di formare famiglia al di fuori del vincolo coniugale.
Dunque le unioni civili, non sono quella sparuta minoranza composta da froci che tanto da destra hanno cavalcato. Con un calo così verticale di matrimoni a favore di famiglie al di fuori del vincolo coniugale, un qualche riconoscimento, dovrà pur essere compiuto. O alla Buttiglione si dovrà continuare a pensare che mancano gli aiuti alla famiglia tradizionale ed è per questo che fioriscono coppie di fatto?
Non è più logico pensare che il mondo sta lentamente cambiando e che il rigido modello del matrimonio civile e religioso sta diventando un modello nel quale molte persone stentano a ritrovarsi, indipendentemente dalla loro sessualità?
Spiace a tal proposito, che il Partito Democratico, partito al quale mi sforzo di guardare senza pregiudizi, ammirandone anche molti aspetti, non abbia inserito nel suo programma alcun accenno a diritti civili, testamento biologico, divorzio lampo, e qualsiasi altro tema detto oggi sensibile (alle anime candide di Oltretevere). Spiace dunque che un partito che si intende moderno e che ha al suo interno molti più laici che Binetti varie (penso al deputato Gianni Cuperlo, che realizza a Roma un incontro su laicità e PD o a Furio Colombo, a Odifreddi), continui a livello ufficiale a rimandare un dibattito tanto importante, appunto, per la modernità di cui indubbiamente vuol farsi bandiera.
Spiace che una parola sul rispetto verso tutte le minoranze e contro tutte le discriminazioni non trovi posto tra i dodici punti di programma. Spiace ancor più alla luce dell'incendio (presumibilmente doloso) del Coming Out, storico locale gay di Roma.
Questo non vuol dire che penso che Veltroni non voglia sostenere le nostre battaglie. Né che non si possano trovare su temi tanto importanti maggioranze trasversali. Ciò che però rimprovero è che un partito che si vuole moderno non può nascondere sotto il tappeto, temi che invece avrebbero bisogno di oneste prese di posizione.
In questo senso, inviterei Veltroni e gli altri quadri del PD a guardare all'esempio di Prodi che ha portato in Parlamento la crisi, svelando i volti di chi ha affossato il Governo.
Meglio sapere subito chi c'è e chi non c'è. E inoltre, sarebbe un diritto dell'elettore sapere.
Da un post di Luca Annunziata su Punto Informatico, dal titolo "Spot sparati direttamente nel cervello" leggo una notizia piuttosto inquietante:
"Roma - Passeggiare per Manhattan come tutti i giorni, e all'improvviso sentire una voce nella testa [...] Si tratta della trovata, invero piuttosto originale, di un creativo statunitense [...] Per funzionare, sfrutta la tecnologia audiospotlight sviluppata dalla statunitense Holosonic, in grado di indirizzare un fascio sonoro verso un punto specifico di una stanza o di una strada. Una tecnologia ideata negli anni settanta, e che ricorda molto quella che sta sviluppando Microsoft per i PC. Grazie all'impiego degli ultrasuoni, è possibile realizzare veri e propri coni di impulsi: di per sé, le onde sonore di lunghezza d'onda molto ridotta risultano inaudibili dagli esseri umani, ma attraversando l'aria vengono distorte, in modo matematicamente prevedibile, e possono dunque essere controllate con precisione per renderle avvertibili e focalizzate in punti specifici. L'invenzione nasce per i musei e più in generale per le attrazioni turistiche. La sua utilità in una galleria d'arte è evidente: il visitatore passa davanti al quadro e ascolta una spiegazione dettagliata di quanto sta guardando, senza che il sovrapporsi dei messaggi di ciascun quadro crei un fastidioso effetto cacofonico."
Dai commenti al post, è interessante notare come in più d'uno si sia posto il problema se questa tecnologia non sia stata utilizzata come arma, contro vittime inconsapevoli. Del resto, viene fatto notare, "la privazione del sonno è una delle forme di tortura più utilizzate perché non lascia segni evidenti". Immaginiamo anche cosa possa voler dire ricevere nella testa continui insulti o rumori molesti...
Gli amici di Aisjca lasciano un commento interessante, di cui ne riporto una parte:
"Non guasta procurasi il libro "La tortura nel Bel Paese" e dare un'occhiata al sito dell'AVAe-m o ai siti internazionali con descrizioni e lunghi elenchi - molto intercontinentali - delle vittime prese di mira non occasionalmente e delle loro sofferenze; ad esempio scrivete a<tijohnfinch@gmail.com>per maggiori informazioni."
Sul sito di Aisjca potrete trovare ulteriori informazioni qui.
Qui sotto è invece possibile vedere un video della BBC che tratta di questi Audio Spotlight.
Riporto un articolo del Corriere:
In Israele sono possibili le adozioni di bambini da parte di coppie omosessuali. A dirlo e' stato il consigliere giuridico del governo, Menahem Mazouz, con funzioni di avvocato generale dello stato, che ha annunciato che lo Stato non si opporra' piu' alle richieste di adozione di questo genere. "L'unico criterio da prendere in considerazione e' il bene del bambino" ha detto Mazouz. Gia' nel 2006 Israele aveva riconosciuto lo statuto di genitori legittimi a una coppia di donne di cui una era la madre naturale dei figli che cresceva.
C'è da dire che pure lì non vanno certo leggeri, quanto a religiosi ultraortodossi, tant'è che per il Gay Pride, gli ebrei ordodossi avevano iniziato una sorta di sommossa (portando il Pride all'interno di uno stadio), mentre il Papa, da parte sua, esprimeva il suo dispiacere. Dispiacere per la manifestazione dei gay, mica per la sommossa. E questo avveniva solo due anni fa.
Allora, qualche speranza ce l'abbiamo pure noi.
PS Scusate se non sono molto presente di questi tempi (mi mancano le mie solite due orette dedicate al mio giro di blog amici), ma è un periodo molto incasinato e faticoso.
E' di questi giorni la notizia che alcuni scienziati inglesi sono riusciti a creare in laboratorio un embrione da tre donatori diversi (un uomo e due donne). Ancora non si sa bene nulla, eppure i nostri Cavalieri dell'Etica - i vari Volonté, Binetti, Bobba, Bruno Dallapiccola, etc - già alzano i loro scudi e gridano al mostro di Frankenstein.
Non mi intendo di questi argomenti, per cui non sto a discutere su questo fatto specifico. Un'altra cosa mi interessa: possibile che i nostri Cavalieri abbiamo sempre da gridare allo scandalo e al pericolo di fronte a queste ricerche scientifiche compiute sotto la luce del sole?
Voglio dire: con la fine della II Guerra Mondiale è cosa nota che gli scienziati nazisti, non solo sono fuggiti dalla Germania in fiamme, ma sono stati reclutati in vari paesi del mondo e stipendiati dai relativi governi. O dobbiamo credere che sono solo fuggiti e nessuno ha approfittato del loro sapere? Eppure, di questi scienziati non si sa praticamente nulla.
Perché i nostri Cavalieri non si informano (e ci informano) piuttosto di che fine hanno fatto questi scienziati, alle dipendenze di chi hanno lavorato, che tipo di esperimenti hanno condotto?
E soprattutto, perché non ci dicono qualcosa sui loro legittimi discepoli, oggi attivi e nel pieno della carriera, magari in Italia o nel cuore dell'Europa?
Perché questi paladini non s'indignano di fronte a tutta quella scienza che diventa crimine e di cui non si sa nulla?
Sarebbe di certo più utile per il mondo rispetto a queste strilla isteriche su ricerche condotte alla luce del sole. Strilla che altro non fanno che mascherare e confondere i veri superamenti etici della scienza di cui - ripeto - non sappiamo nulla e, soprattutto, nulla ci viene fatto sapere.
Se in Iran condanna a morte per omosessualità, in Afghanistan si condanna alla pena capitale un giovane giornalista di 23 anni, Sayed Parwez Kaambakhsh, reo di aver volantinato un foglio davanti ad una scuola contro l'Islam e a favore dell'ateismo.
L'Afghanistan dell'americano Karzai, dello stipendiato dalla CIA Karzai, del politico più elegante del mondo (secondo un intellettuale come Tom Ford) non appare dunque, sul piano dei diritti umani, molto diverso da quello dai taliban, con la differenza che almeno in questo caso, se ne parla. E proprio perché se ne parla, sarebbe utile ragionare su quale segnale voglia dare agli alleati, l'amico Karzai, con questa condanna affidata, con una procedura del tutto inusuale, al presidente del Senato, Sibghatullah Mojaddedi, suo fido alleato.
La storia la potete leggere qui, sul sito di Peacereporter. Per brevità mi limito a segnalare che se a favore del giovane giornalista e studente universitario di Mazar-i-Sharif si sono schierate Amnesty International e la Missione Onu in Afghanistan (Unama), contro di lui si sono espressi sedici studenti dell’Università di Balkh suoi compagni di corso, i Consigli degli Ulema delle province di Balkh e Kunduz e pure i talebani, che su un loro sito Internet hanno deplorato le “nefandezze” scritte dal ragazzo, appellandosi ai “jihadisti e agli afgani coraggiosi affinché lo puniscano con durezza”.
Anche per questo caso è in corso una raccolta firme per una petizione, lanciata dal "The Independent". Anche in questo caso, per quanto possa servire, la sosterrò e vi invito - come per la precedente - a firmare e divulgare.
Aggiornamento. Su Articolo21 si legge: il Senato afghano ha deciso di ritirare il sostegno alla condanna a morte che era stata inflitta con l’accusa di blasfemia per gli interventi del giornalista dedicati ai diritti delle donne. Sarà indispensabile mantenere una forte pressione affinché al collega afghano sia presto restituita la libertà.