Fermare il boia

scritto da samuelesiani il lunedì, 28 gennaio 2008,19:51

Purtroppo la moratoria contro la pena di morte pare non fermare il boia in Iran: due giovani ragazzi sono stati arrestati e quindi condannati a morte per omosessualità, considerato un reato. Anzi, poiché secondo il presidente Mahmoud Ahmadinejad di gay in Iran non ce ne sono, il reato contestato loro è "nemico di Allah", un bel calderone dove si può infilare dentro di tutto.

Le anime nobili del nostro paese, gli ex-embrioni per intenderci, tacciono su questa notizia, o dicono stronzate inaudibili come quella riportata dall'ufficio stampa UDC per bocca del suo soldatino Volonté, il 18 gennaio scorso e alle quali hanno già risposto a dovere Grillini, Luxuria e altri deputati (sia ben chiaro, non metto il link di proposito. Se volete rodervi il fegato - o far partire una querela che sarebbe ora - andate voi al sito di questo ex embrione). Dove sono i ciellini, i focolarini, l'opus dei? Non sento la voce di Ruini, di Bagnasco...

A parlare è invece Everyone, organizzazione no profit per la difesa dei diritti umani, che già in passato si è impegnato per il caso di Pegah nel Regno Unito.  

Everyone ha lanciato una raccolta di firme, una petizione destinata a figure istituzionali che vanno dall'Onu al presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad e al suo ministro della Giustizia, dalle ambasciate a organismi Ue quali la presidenza del Parlamento europeo e della Commissione Ue.

Può non servire a salvare la vita a due ragazzi poco più che diciottenni dalle follie di fanatici religiosi, ma vi pregherei lo stesso di firmare la petizione e se possibile diffonderla.

Questo il link della petizione.


In memoria

scritto da samuelesiani il domenica, 27 gennaio 2008,15:25
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Con stima

scritto da samuelesiani il giovedì, 24 gennaio 2008,18:34

Fra poche ore, il Senato, con il suo voto, porterà su di sé - come è giusto - la responsabilità della caduta o della tenuta del Governo Prodi. Sapremo tutti e avremo sotto gli occhi le facce di quei "moderati" che ora bocciano Prodi. Gli stessi moderati come Barbato dell'UDEUR che grida al collega traditore (?) Cusumano, che invece vota la fiducia, "CESSO FROCIO TROIA". Non sarebbe stato male quest'intervento, domenica a San Pietro, durante l'Angelus.

Si vergognino dunque questi moderati. Moderati di sto cazzo. E scusate, perché almeno qui, non sono volgare, ma oggi faccio un'eccezione.

A Prodi il merito di aver riportato in parlamento, nel rispetto della Costituzione, una crisi iniziata per strada tra Roma e Benevento e quindi nel salotto di Vespa e comunque dopo qualche telefonata ai signori B (Bagnasco e Berlusconi). 

A Prodi il merito di aver fatto molto per i numeri che aveva e il rimpianto per quel tanto doveva fare, soprattutto per rispetto di quegli elettori e senatori e deputati di sinistra che continuano ad appoggiarlo, mentre i vari Dini e Mastella che non si dovevano mai contrariare, oggi voltano le spalle verso lidi più remunerativi.

A Prodi il merito di aver avuto una costanza e una forza straordinari. Che compensano, nei fatti, con i deficit di comunicazione.

A Prodi il merito di aver cercato il compromesso con tutte le forze politiche della sua coalizione, che ci piaccia o meno, perché con tutte aveva vinto le elezioni. 

Vorrei quindi concludere con un'amara constatazione dell'amico GG, riferita al momento in cui si tornasse alle urne:

Questo è quanto. Ora che la politica ha ultimato i suoi balletti, sta agli italiani dare - come al solito - il peggio di sé. Avanti, cittadino: facci morire catto-berlusconiani. Che sia rapido e indolore.
E che almeno Bagnasco ci neghi i funerali.

PS Mastella sta leggendo, in questo esatto momento, il suo intervento, partendo da una poesia di Neruda. Se non vi spiace, vado a vomitare in bagno.

Aggiornamento del 25. Queste le parole di sfogo di Prodi sul Corriere:

''Stavolta sapevamo tutto da almeno 24 ore. Sono andato al Senato ben consapevole di non avere speranza. Ma dovevo farlo. Chiamatela onesta' istituzionale. Chiamatela come volete...Spero solo che l'Italia, o almeno una parte, abbia capito che l'ho fatto per coerenza, per rispetto verso gli elettori e le regole''

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Come laico

scritto da samuelesiani il lunedì, 21 gennaio 2008,18:36
Con l’Angelus di ieri si è chiusa la pièce dell'ultima prova di forza di questa Chiesa che sente il suo tempo venire. Il sipario è sceso su un momento veramente triste per la laicità, un ultimo colpo di chi, già imponendo le sue “verità” e i suoi “valori non negoziabili” ad uno Stato ridotto a  ventre molle, vuole dunque passare per vittima. Abbiamo visto quindi la chiamata a raccolta in piazza, una vera adunata che è in primo luogo “politica” e rivolta agli uomini delle istituzioni, che da fidi cagnolini addomesticati (o ipocriti) hanno fatto a gara a raccogliere. Su questo tema vi invito a leggere un illuminato intervento di Rodotà pubblicato, anche on-line dall’Unità, col titolo “L’Angelus non può essere un’adunata politica”, che è una vera boccata di ossigeno (e che potete leggere qui o qui). Non credo di dover aggiungere una parola, ancor più perché ritengo che lo spettacolo sia stato organizzato a priori (il primo atto di questa commedia si era aperto con la strigliata del papa a Veltroni e gli altri amministratori di Roma e del Lazio) e in ogni caso la laicità avrebbe perso.
Volevo piuttosto riflettere su come mi sarebbe impossibile, oggi, essere cattolico e ieri in quella bolgia di San Pietro, riempita delle varie lobby (che si dicono) laiche della chiesa: Comunione e Liberazione, Milizia Christi, i focolarini, la Comunità di Sant’Egidio...
Nelle interviste entusiastiche riportate da Repubblica di oggi, appare evidente come la chiesa abbia approfittato della buona fede di molti, ne abbia corrotto i giovanili ideali, sfruttato il bisogno di “appartenenza” e di (giusta) volontà di agire contro un sopruso (questo invece falso).
Tra tutte queste interviste, una mi ha particolarmente colpito ed è di un giovane che dice: “Benedetto XVI è il mio secondo padre. Io mi sento un suo soldato. E combatto nella mia vita quotidiana, ogni giorno mi sento investito del compito di portare a tutti la mia scelta”. Quale laico può fare un ragionamento simile? Questi dunque sono i cattolici laici sponsorizzati dalla CEI? Quale laico si sente investito di portare a tutti la propria scelta? Come laico vivo quotidianamente nel dubbio. Non potrei mai permettermi di proporre la mia esperienza ad alcuno perché la mia esperienza è una semplice piccola parte di un tutto. Del tutto irrilevante. Come una foglia in un bosco. Che può pure essere utile per fare humus ma non è fondamentale ai processi naturali (ed è per questo che è molto difficile riunire i laici. Poiché fra essi corre il germe vitale della libertà e della sana diversità ed è impossibile tenerli tutti sotto un cappello).
Come laico non posso ritenermi un soldato, perché il termine soldato sottintende comunque la presenza di nemici e armi. E generali al comando.
Come laico cerco la verità ogni giorno. E ogni giorno prendo cantonate e riparto.
Come laico scendo in piazza per ciò che voglio: per un Pride, per i morti della Thyssen, per il rinnovamento di un contratto, per sfanculare Bush, per i fisici della Sapienza ma certo per qualunque cosa in cui io creda.
Come laico non cerco, né voglio, un secondo padre.
E la mia coscienza è indipendente da qualsiasi verità imposta da altri: vive invece di quella parte del bambino che è in me. O è la parte animale che è in me, che corre libera e all’impazzata. Che solidarizza col mondo, che ha fiducia, che s’incazza per i soprusi, quelli veri.
È comunque quella parte che non ha bisogno di chiamate, di appelli, di nessuno che decida quando e per cosa scendere in piazza.
Che riconosce le vittime vere, che può non comprenderne probabilmente i tormenti, ma certo non si fa dire da altri chi siano.
[la bellissima foto è di Betbele, che ringrazio]
Aggiornamento: e dopo lo spettacolo, la farsa finale con protagonista Bagnasco: "Atto d'amore per Roma".

Appuntamenti del mese

scritto da samuelesiani il sabato, 19 gennaio 2008,13:10

foto di dadou

L'amico Stratex mi segnala un appuntamento importante a Roma, il 26 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria, in cui si vogliono ricordare le vittime omosessuali dei nazi/fascisti. Qui potete leggerne i riferimenti, per il resto rimando al suo blog:

In occasione della Giornata Mondiale della Memoria,
l’
Associazione Corale Roma Rainbow Choir
il Circolo ANPI “Salvatore Capogrossi”, DGP - Dì Gay Project ONLUS
presentano una produzione Roma Rainbow Choir
con la Direzione Artistica di Giuseppe Pecce

Con il Patrocinio del Comune di Genzano di Roma

 PRESENTE RICORDO

 Azione scenica per soli, coro, strumenti, danza e voci recitanti

Regia: Gianni Licata
Testo e aiuto regia:
Davide Sirignano
Da un’idea di Guido Allegrezza e Giuseppe Pecce

Auditorium dell’Infiorata
Piazza Don Fabrizi, Genzano di Roma
26 gennaio 2008 - ore 21,00

Sul blog di Chiara e Giuseppe, al quale rimando, troverete invece le indicazioni per un evento formativo sul tema delle coppie civili, nello specifico fra persone dello stesso sesso, organizzato per il 25 e il 26 gennaio a Firenze:
.
LE UNIONI FRA PERSONE DELLO STESSO SESSO
ALLA RICERCA DELLE REGOLE TRA PASSATO E FUTURO
con il patrocinio della Regione Toscana
Evento formativo riconosciuto dall’Ordine degli Avvocati di Firenze
FIRENZE, 25-26 GENNAIO 2008
Teatro Saschall, Lungarno Aldo Moro, n. 3
Per informazioni: Studio Legale Ricci (tel. 055.24.76.863; cell. 339.61.97.316)
.
Buon weekend.

La Prima Repubblica è viva!

scritto da samuelesiani il giovedì, 17 gennaio 2008,14:18

Riporto dall'Unità, un brano dell'indagine della procura di Santa Maria Capua Vetere:

"il Mastella decideva di iniziare una strategia di pressione politica e amministrativa sul governatore della Campania, sia fornendo precise direttive al Camilleri, suo consuocero, sia agli assessori regionali in quota Udeur affinché dessero attuazione concreta alla suddetta strategia (consistita nella loro assenza alle riunioni formali di giunta e nel mancato apporto ai provvedimenti di interesse del governatore) tale da far ritenere imminente il venire meno della maggioranza politica regionale, sia attraverso una campagna di stampa nella quale il Mastella strumentalmente attaccava il governatore in relazione alla gestione dei rifiuti."

Questa invece di un po' di tempo fa, in riferimento alla proposta dei Dico, poi affossata:

«Se andiamo avanti così il governo cadrà presto».

Dice Mastella nella conferenza stampa di oggi:

"Daremo appoggio esterno [...]. Saremo esigenti, non come prima, accettando compromessi",

Indipendentemente dalla presenza o meno di reati, di cui si occuperà la Magistratura, è significativo notare che non cambia la modalità, neppure nella merda.

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Quale dialogo negato?

scritto da samuelesiani il mercoledì, 16 gennaio 2008,15:46

Foto di Betbele
Dunque il Papa non sarà presente all’Università la Sapienza. E da ogni fronte si alzano parole a difesa della Chiesa e contro gli intolleranti che non hanno permesso la visita del teologo e professore Vescovo di Roma. Lasciamo che dicano. Noi sappiamo come tutta questa storia sia ambigua. Se la colpa iniziale ricade sul Rettore Renato Guarini, come già fanno notare l’amica Sedlex sul suo blog o Giuseppe Sartori sulle pagine del giornaletto City di oggi, è necessario non perdere di vista un punto fondamentale: al di là del fatto che, simbolicamente, non è un buon segno affidare l’inaugarazione dell’Anno Accademico di un’Università ad una personalità religiosa come l’attuale papa Ratzinger, trovo assurdo che si parli continuamente di dialogo negato. Chi nega il dialogo? Che dialogo può esservi con chi sostiene di avere la verità in mano? Che dialogo può esservi con chi si appropria del termine "valori" e lo blinda sotto l’etichetta di “non negoziabili”?
La scienza è di per sé laica e all’opposto della religione poiché non possiede la verità, ma cerca empiricamente segni che confermino le proprie tesi. Che serve dunque un papa ai fisici?
Hanno fatto bene i “cattivi maestri” di Fisica a ritenere l’incontro incongruo. Poiché essi non hanno dimenticato che la Chiesa opera, mediante i suoi vassalli (tra cui l'attuale ministro dell'Istruzione Fioroni) a sporcare la scienza. Che dialogo può esservi con chi vuole non si usi il nome di Darwin nelle scuole o lo si affianchi alle sciocchezze anti-scientifiche come il Creazionismo? Che dialogo può esservi con chi ha dettato (e scritto) la Legge 40 - sottraendo la discussione agli scienziati e ancor peggio, alle donne?
Lasciamo dunque che la chiesa giochi il suo ruolo di vittima e tutti la consolino (di fatto la stessa moglie di Mastella da oggi indagata gioca la stessa parte e si appella agli attacchi subiti per difendere i valori cristiani. La magistratura faccia il suo lavoro, ma per me quella frase è già collegata ad un’ammissione di colpa).
 
La chiesa combatte in fondo la sua battaglia per il domani (e questa vicenda fa parte del suo piano. Nessuno ha impedito con la violenza la sua visita. Si trattava di risposte democratiche, magari buffe come la “Frocessione”, ma pur sempre democratiche. Nessuno ha minacciato di morte il papa). Una battaglia che mira ad opprimere l’oggi per salvarsi domani. Salvarsi da cosa? Semplice: da due problemi ineluttabili. Uno in casa e uno fuori. Fuori c’è l’Europa dei diritti e contro le discriminazioni. Ci sono la Spagna, la Francia, il Belgio, i paesi nordici.
In casa, quei bambini, i tanti figli di immigrati, le seconde e terze generazioni, che tra cinque o dieci anni diventeranno adulti. Quei futuri uomini e donne (musulmani, ortodossi, induisti, buddisti, atei) che faranno politica in senso lato o anche direttamente e pretenderanno uno stato laico che comprenda le minoranze (comprendere non nel senso di capire, ma di "far parte"). Quel giorno la chiesa non avrà più la possibilità né di legiferare, né di piangere.
Così come è già accaduto in Francia o in Spagna (terre che conoscono l’immigrazione da un tempo maggiore rispetto all’Italia) dove è stata ampiamente sconfitta.
Quel giorno anche nel parlamento italiano non ci saranno solo più Grillini, la Luxuria e i Radicali a difendere il laicismo dello Stato.
Lasciamo dunque piangere la chiesa anticipatamente e i vari deputati reggipanza a consolarla. Portiamo loro al massimo un fazzoletto e ringraziamo ancora i Fisici della Sapienza per la loro presa di posizione, che prima ancora che legittima era doverosa.
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Battere cassa

scritto da samuelesiani il venerdì, 11 gennaio 2008,15:29
Il recente incontro tra gli amministratori del Comune di Roma, della Provincia e della Regione Lazio e il pontefice è stato un chiaro esempio di come la Chiesa voglia avvisare il Partito Democratico. Non è certamente pesato poco, nelle studiatissime parole del Vescovo di Roma, il fatto che tutti e tre gli amministratori, Veltroni, Gasbarra e Marrazzo, siano del PD. Così come non è un caso che si sia lasciato passare un intero giorno prima che i porporati rilasciassero un chiarimento, in cui non si vuole che le parole del papa vengano strumentalizzate a fini politici.
 
Che bravi! E intanto le destre hanno potuto strillare un bel po', e Calderoli annunciare "la scomunica"! Proprio lui, un leghista dei riti del Monviso!
 
Significativo  è  ancora il fatto che il papa non abbia notato - cosa che invece fa la Repubblica di oggi -  che gran parte dell'impegno delle opere cattoliche verso i più deboli è garantito anche da contributi locali.
 
Senza contare poi i soliti discorsi sulla famiglia composta da uomo/donna/figli, altri avvertimenti a che non si facciano registri per le coppie di fatto a Roma, né si propongano leggi in futuro come PD, è significativo un passaggio che riporto qui sotto (qui il discorso integrale del papa):
 
Un’altra sollecitudine che riguarda sia la Chiesa sia le vostre Amministrazioni è quella verso gli ammalati. Sappiamo bene quanto siano gravi le difficoltà che deve affrontare nell’ambito della sanità la Regione Lazio, ma dobbiamo ugualmente constatare come sia non di rado drammatica la situazione delle strutture sanitarie cattoliche, anche assai prestigiose e di riconosciuta eccellenza nazionale. Non posso pertanto non chiedere che nella distribuzione delle risorse esse non siano penalizzate, non per un interesse della Chiesa, ma per non compromettere un servizio indispensabile alle nostre popolazioni.
 
Insomma dopo aver avvertito, criticato e dato il LA alla CDL, la vecchia batte pure cassa! Certo ne ha di faccia tosta...
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Il clown nei tombini

scritto da samuelesiani il martedì, 08 gennaio 2008,16:07
Molto spesso in questo mio blog mi arrabbio, è vero, viste le uscite della Binetti e di Ferrara. Ed è pure sano arrabbiarsi di fronte a queste bestialità. Però oggi ho voglia di raccontarmi – e se lo volete, di raccontarvi - di una bella persona.
Tempo fa, vi avevo parlato dell’impegno di Ramzi Aburedwan, insegnante di musica ai bambini della Palestina (il post era “L’ultima pietra”). Oggi vorrei parlarvi invece di Miloud Oukili. Il clown Miloud.
Miloud è nato ad Algeri nel 1972. Piccolissimo si è trasferito in Francia con la famiglia, dove da ragazzo ha studiato nella scuola di Circo di Annie Fratellini. E’ da qui che nasce la sua avventura di artista di strada. Miloud inizia infatti a girare il mondo portando in giro il suo talento: in Messico, Guatemala, Europa. Ed è proprio in Europa, nel cuore dell’Occidente, che Miloud vive un evento che lo cambia profondamente.
Nel 1992 è in Romania, per una sosta che doveva durare un mese e mezzo e che, invece, non è di fatto ancora terminata. Miloud entra in contatto con i tanti bambini delle fogne. Gli abbandonati, gli sfruttati, gli ultimi. Li avvicina e sente che non può tornare indietro. Di quell’esperienza racconta, in un’intervista che potete leggere integralmente qui:
I bambini dei tombini. La verità svelata dell'abbandono, così, sotto ai miei occhi e senza il filtro della pietà. Lavoro nel circo da quando avevo vent'anni […] La Romania, allora come oggi, non aveva bocche per ridere, ne aveva e ne ha invece tante da sfamare e non aveva tempo per pensare ai suoi figli. […]Il miracolo è stato quello di far uscire i bambini dai tombini e farli ridere. […]Le prime volte i ragazzi assistevano ai miei spettacoli con curiosità vigile, poi per loro è diventato un appuntamento costante, sapevano di trovarmi sempre lì e nel momento in cui indossavo il mio costume da clown paradossalmente diventavo uno di loro. […] E così sono sceso nei tombini, in quel tunnel rovente che attraversa i sotterranei della città e ho visto la loro vita, la brutalità delle loro giornate, la loro droga e la loro fame, la violenza e la disperazione di queste esistenze abbandonate. Da clown, li ho convinti a riemergere alla luce del giorno, li ho allenati all'arte e al gioco, con il pretesto della clownerie li ho fatti incontrare.
Nel 1995 con l’aiuto di alcuni amici francesi fonda, ineluttabilmente, la Fundatia Parada (qui il sito francese, italiano e romeno). Della fondazione dice:
è nata con l'intento di far passare questi ragazzi dal freddo dei tombini al calore di una vera casa, e dunque dall'emarginazione estrema ad una vita dignitosa. Grazie all'aiuto di molti amici, a tanti educatori, medici e insegnanti, molti ragazzi hanno imparato l'arte circense e ne hanno fatto la loro professione. Dal 1995 ad oggi (2001 ndr) 850 ragazzi hanno frequentato il centro formativo di Parada; attualmente sono 350, dai 2 ai 29 anni. A Bucarest i miei ragazzi si esibiscono regolarmente in orfanotrofi e ospedali, ma non solo. Tutti i martedì danno lezioni di circo ai bambini che frequentano le scuole elementari della Scuola francese. E poi ci sono gli spettacoli in giro per l'Europa, in Francia, in Italia, Germania e in qualunque luogo del mondo ci porti l'arte.
E ha realizzato anche, con l’aiuto di varie associazioni non governative internazionali, una serie di appartamenti protetti dove i bambini delle fogne di Bucarest possono, se vogliono e se riescono, ritornare alla vita.
Non male per un semplice artista di strada.
Nel corso degli anni, Miloud ha ottenuto vari riconoscimenti per il suo lavoro nel campo del sociale, ma anche in quello dell’arte, tra cui, il  20 aprile 2007, la laurea Honoris causa all’Università di Bologna (qui, un video da youtube).
 
Il clown rompe gli schemi e le convenzioni superando ogni barriera. Attraverso lo scherzo e il riso si fa conoscere una realtà drammatica ma si fa anche capire che questi ragazzi sono capaci di ridere e di riderne perché da quella realtà vogliono uscire. Da sempre l'arte circense e la sua magia senza tempo rispecchiano la malinconia e la gioia insieme, l'amarezza e la voglia di riscatto.

Musica per le orecchie (dalla Spagna)

scritto da samuelesiani il giovedì, 03 gennaio 2008,17:46

foto di George Arriola

Sul finire dell'anno mi ero concentrato (e scoglionato) sull'ondata di clericalismo e relativo servilismo dei politici - e non - italiani (vedi qui e qui e i miei precedenti post - ma l'elenco è ben più lungo). Oggi, in attesa che l'UDC o i Teodem arruolino nelle loro fila i temibili gemelli polacchi, vorrei iniziare l'anno con un post che porta un po' di buona musica per le nostre orecchie ormai stonate dal gregoriano e dal retto tono. E' una musica spagnola, piena di ritmo e di calore. 

Ecco dunque la reazione del premier Zapatero di fronte ad una sorta di Family day organizzato in Spagna dai vescovi locali, la scorsa domenica, in reazione alla recente legge sui divorzi lampo e gli ormai collaudati matrimoni omosessuali:

"Nella Spagna della Costituzione tutti hanno il loro posto tutti hanno diritto ad avere diritti, che professino o meno una religione. E' la Spagna che vuole l'immensa maggioranza degli spagnoli, e continuerà così".

Il segretario organizzativo del Psoe, José Blanco, nel suo blog su internet, è stato ancora più netto, sostenendo che i vescovi "hanno due opzioni: presentarsi alle elezioni o mantenersi al margine della vita politica".

Il partito socialista ha anche inviato un comunicato, intitolato "le cose al loro posto", supervisionato dallo stesso Zapatero (e pubblicato sul quotidiano El Mundo), in cui si precisa che "chi deliberatamente ignora o non rispetta" il diritto della "società attraverso i suoi rappresentanti a stabilire principi di liberta' individuale e convivenza per tutti i cittadini", "si allontana dalle fondamenta essenziali della democrazia". (link)

Forse questa notizia non fa che mostrarci quanto siamo indietro nel nostro paese (o meglio, quanto lo siano i nostri vecchi e ottusi politici). Sta di fatto, che l'Italia è in Europa esattamente come la Spagna. Un giorno l'Europa ci chiederà il conto, anche sui diritti civili (come già sta facendo sulle TV berlusconiane e sugli aiuti dello Stato all'impresa/Chiesa Cattolica). Quel giorno non potranno continuare a fare finta di nulla.

Rimango dell'idea che la nostra salvezza non può che arrivare da lì.

W l'Europa, W Zapatero. E buon anno a tutti.