Un "malato" risponde
Era prevedibile che a seguito dell’articolo di Liberazione (che potete leggere dal post precedente) giungesse la strenua difesa al professor Cantelmi da parte di una degna collega, Paola Binetti, che dalle pagine della Stampa del 24 dicembre, afferma:
“Cantelmi svolge un lavoro eccellente. Fino agli Anni Ottanta nei principali testi scientifici mondiali l’omosessualità era classificata come patologia, poi la lobby degli omosessuali è riuscita a farla cancellare. Ma le evidenze cliniche dimostrano il contrario.”
Avrei alcune cose da chiedere alla senatrice. Punto primo, cosa intende per lobby degli omosessuali. Da tempo mi batto contro questa scemenza. Non esiste una lobby gay, e se proprio dovessi dirlo, non esiste neppure una comunità gay. Ma tornando alla scemenza, cos’è la lobby gay per la novella Giovanna d'Arco? Quella fatta dal barista gay, dalla trans parrucchiera, dall’operaio delle ferrovie gay, da Dolce e Gabbana, del padre di famiglia che batte nei cessi? Cos’ha in comune questa gente? Me lo può spiegare Lady Binetti che io non lo so?
Il termine lobby è legato al potere economico e a quello politico. Le lobby possono dettare legge e lo fanno. Se esistesse una lobby gay non saremmo qui a subire offese da questo tragico e penoso individuo e a sfrucugnarci ancora sulle coppie di fatto. Le avremmo. Da tempo.
Neppure dal punto di vista dei voti elettorali esiste una lobby gay, perché esistono gay che votano, mortacci loro, Forza Italia e perfino Alleanza Nazionale! Dire lobby gay è assurdo come dire “lobby etero”. Esiste una lobby etero? E da chi è composta?
Lobby semmai è quella da cui proviene lei stessa: l’Opus Dei. O la Chiesa Cattolica che ruba grazie a una politica servile i soldi dell’8 per mille e che è avvantaggiata da questa rispetto alle altre imprese regolari. Lobby è la CEI che telefona ai parlamentari e “avverte” i sindaci romani.
Va da sé, come al solito, che è meglio attaccare per primi. È la storia del ladro che viene beccato e che scappando grida “AL LADRO!” per spostare da sé l'attenzione.
Vorrei poi sapere quali sono le evidenze cliniche alle quali la psichiatra col cilicio si riferisce: quelle dei medici cattolici – come lei? O forse il Creazionismo, a cura di Giuliano Ferrara, tomo I e II?
Appare sempre più evidente il motivo del voto contrario ad una legge contro l’omofobia: con esternazioni di questo tipo, la Binetti potrebbe essere portata di fronte ad un tribunale. Queste sue frasi sono razziste e naziste al pari di certe urla dei leghisti, ma forse ancor più pericolose, in quanto non escono dalla bocca di un Bossi o un Calderoni, ma da quella di un medico (un medico che deve aver ripudiato il giuramento d’Ippocrate a favore di uno più pratico verso la CEI e l’Opus dei).
Ma al di là del disprezzo verso questo individuo, le cui azioni sono chiaramente guidate da altri, sono profondamente amareggiato dal fatto che il Partito Democratico non abbia non solo condannato pesantemente, ma neppure preso le distanze da questa senatrice. Come al solito a rispondere a queste violenze sono i soliti Paola Concia, Grillini, Mancuso, Benedino. Tutti gay e quindi parte in causa! Servono all’interno del PD altre voci chiare come quelle di Ivan Scalfarotto e Gianni Cuperlo. Il PD deve indicare da che parte sta. Un partito realmente democratico deve ricordare che sì, ogni membro è libero al suo interno, ma che la libertà di questo non deve invadere quella di altri.
La Binetti ha indubbiamente invaso la libertà mia e di tante altre persone omosessuali ed anche eterosessuali.
Un partito con la Binetti, che ha riportato al medioevo l'idea del cattolico con il suo tribale cilicio, non avrà mai il mio voto. Ecco la mia libertà. Si facciano votare dal Papa.
PS A poco serve a migliorare il mio umor nero l'articolo di Scalfari da Repubblica.
AGGIORNAMENTO: TheHours mi fa notare che, per fortuna, Veltroni ha preso pubblicamente posizione.






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