Che coraggio ...

scritto da samuelesiani il martedì, 31 luglio 2007,20:20
categoria:povera patria
commenti: commenti (15)(popup) | commenti (15)

Bollettino gay

scritto da samuelesiani il venerdì, 27 luglio 2007,19:20

Quest'oggi un bollettino di notizie a tematica omosessuale. Alcune brutte, alcune per nulla. Ma intanto se ne parla con una certa naturalezza e questo è comunque un passo.

Irandue giovani sono stati impiccati sulla pubblica piazza con l'accusa di aver stuprato un ragazzino. Ma secondo varie associazioni, quest'accusa non sarebbe altro che "una cortina fumogena" ideata dalle autorità per giustificare la condanna inflitta ai due adolescenti. Uccisi soltanto perché gay (l'elemnto spettacolare è l'ennesiama dimostrazione di come la follia islamica - in realtà di tutte le religioni - miri al controllo della mente, passando attraverso la repressione sessuale).

Roma: nell'anno del signore duemila e sette, due giovani sono stati condotti in caserma e denunciati da due bravi manzoniani, per essersi baciati in una via nei pressi del Colosseo. Attendiamo la sentenza, ma credo che dovremo ringraziare quei due zelanti servitori del buon costume.

Torino: una coraggiosa sentenza della Cassazione (non a caso, il giudice è una donna) proibisce l'estradizione di un giovane senegalese in quanto nel paese d'origine sarebbe perseguitato per la sua sessualità. Questa la motivazione: "l’omosessualità va riconosciuta come condizione dell’uomo degna di tutela, in conformità ai precetti costituzionali, assunto da cui discende che la libertà sessuale va intesa anche come libertà di vivere senza condizionamenti e restrizioni le proprie preferenze". Ennesima dimostrazione di come certa magistratura sia più avanti del parlamento.

Gela: nella città siciliana che vede un coraggioso sindaco impegnato contro la mafia e dichiaratamente omosessuale, un professore allontana dall'istituto un ragazzo, neanche in quanto gay, ma addirittura limitandosi a dar credito al pettegolezzo dei compagni di classe del presunto gay. Il prof vota sicuramente l'UDC di Cuffaro. E intanto don Fioroni invia i suoi ispettori...

Triste: Riccardo Illy apre alle unioni civili nella sua regione e inizia a concedere un congedo matrimoniale ad un dipendente trasferito a Bruxelles e sposato con un militare belga.

Germania: a Berlino nasce la prima casa di riposo arcobaleno!

In morte del re

scritto da samuelesiani il martedì, 24 luglio 2007,15:55

E' morto ieri, a 92 anni, nella sua terra, l'ultimo re dell'Afghanistan, Mohammed Zahir Shah. In esilio da trent'anni dopo il colpo di stato perpetrato dal cugino è vissuto in Italia, a Roma.

Proclamato re a soli 19 anni, la sua guida prudente e diplomatica aveva reso l'Afghanistan come oggi ci è impossibile pensarla (ne avevo già parlato qui): terra meta per i turisti, con una importantissima università nella capitale, cinema, teatri; negli anni '60 una nuova costituzione portava l'Afghanistan verso una moderna democrazia con libere elezioni, un parlamento, diritti civili, emancipazione delle donne e suffragio universale.

Al colpo di stato del cugino che stabiliva un governo repubblicano, segue ciò che ormai abbiamo imparato a comprendere: e cioé che a partire dagli anni '70, l'Afghanistan è stato un territorio alla mercé delle grandi potenze a partire dalla Russia che l'invadeva nel 1979 con conseguente intervento degli USA (che armarono gli stessi taliban che ora tentano di debellare!), fino ad arrivare agli orrori quotidiani di questi ultimi anni.

Oggi l'Afghanistan è un paese, ma non uno stato. In piena guerra civile. Il governo dell' "americano" Karzai (i cui miracoli meritano un post a parte) non è che un governo fantoccio. 

Vorrei ricordare l'Afghanistan per come non l'ho mai visto e forse non si potrà più vedere. Ricordare quella terra per comprendere come sia facile cadere in balia delle dittature. E cosa voglia dire trovarsi in zone comode alle grandi potenze. Già alcuni anni fa, Ettore Mo, inviato più volte in Afghanistan del Corriere della sera, scriveva: "Dietro la crociata dei Talebani c'è l'avidità del Pakistan e delle multinazionali americane, impegnati nella realizzazione di un megaprogetto (2 miliardi e mezzo di dollari) per trasportare petrolio e gas dal Turkmenistan all'Oceano Indiano attraverso l'Afghanistan." (Corriere della sera del 4 luglio 1999).

Mossoud, il generale oppositore dei taliban, fu poi ucciso il 9 settembre 2001.

Il resto è la cronaca del caos.

categoria:mondotondo mondoquadro
commenti: commenti (9)(popup) | commenti (9)

Un segno dalla magistratura

scritto da samuelesiani il venerdì, 20 luglio 2007,16:52

Alcune istituzioni sono indubbiamente più avanti di altre.

Leggo dal blog della mia amichetta Sedlex, che rimanda ad un link di Repubblica, la notizia che

"Il gup del tribunale di Roma, Claudio Carini, ha deciso di ammettere come parte civile ad un processo penale il convivente di un omosessuale, Roberto Chiesa, ucciso nella capitale il 7 marzo scorso. ... Il giudice ha riconosciuto come Mario Chinazzo, 67 anni, abbia subito un "danno diretto e conseguenziale", dalla morte di Chiesa, con il quale conviveva dal 1982. Anche la sorella della vittima, Graziella, è stata ammessa a partecipare al processo, che si aprirà il prossimo 8 novembre. Si tratta della prima ammissione ad un processo penale del convivente di una coppia gay. Mentre in sede civile, infatti, era già accaduto che al compagno di un omosessuale fosse riconosciuto un risarcimento, la giurisprudenza penale aveva visto solo precedenti di coppie eterosessuali.
Ecco perché Chinazzo nutriva molti dubbi sul fatto che la sua richiesta sarebbe stata accolta. Visibilmente commosso, l'uomo ha detto di "essere felice, perché il riconoscimento del giudice dimostra che sono qualcuno". E' felice perché "ha diviso la sua vita con Roberto per 25 anni".

E' un primo, ma importantissimo segnale che, come dice il giornalista

"... apre una prima breccia nel dibattito sul riconoscimento giuridico delle coppie di fatto, gay compresi".

Ciao Asia the queen

scritto da samuelesiani il giovedì, 19 luglio 2007,18:16

Immagine_001

Arrivederci vecchia sorda (ma pur sempre capace di sentire il rumore del pacco dei biscotti o l'apertura del frigo).

Che il regno dei mille divani t'accolga.

sumisura

E chi il conto non vorrebbe pagarlo...

scritto da samuelesiani il martedì, 17 luglio 2007,13:00

giovanni carrùAlla notizia del mega-risarcimento che la diocesi di Los Angeles dovrà versare alle vittime di preti pedofili, compaiono le prime risposte. Monsignor Giovanni Carrù, sottosegretario Vaticano per il clero, intervistato sulle pagine de La Stampa, fa una serie di allusioni pericolose e spietate. Spietate, al pari di quelle del mefistofelico Fisichella ad Annozero o delle modalità di quella figura sudata e ambigua di don Fortunato di Noto che s'imponeva, sempre da quegli studi televisivi, su Marco Marchese, ex vittima di un prete pedofilo (qui, il passaggio). 

Ecco qualche passo dell'intervista. Non credo di aver voglia anche solo di commentarla. Ma di segnalarla, sì:

Sì fa di ogni erba un fascio. Ci sono stati alcuni abusi, ma negli Stati Uniti c'è un andazzo a creare cause collettive contro la chiesa per spuntare cifre collettive. Ormai è businnes nel quale professionisti dell'indennizzo fanno affari fabbricando false vittime da affiancare a quelle autentiche.

Sotto c'è un accanimento contro la chiesa cattolica. I casi di pedofilia non sono affatto numerosi.

Gli arcivescovi non sanno più dove trovare i soldi. La legge americana ha un'impostazione molto diversa dalla nostra, quindi le difficoltà sono tali da non lasciar intravedere una via d'uscita

Il conto (una piccola piccola parte).

scritto da samuelesiani il domenica, 15 luglio 2007,23:48
miss kitty

E adesso chi glielo dice, alla vecchia in vacanza, che è arrivata una piccola parte del conto? Fisichella ci pensi tu? (magari anche a scusarti per quella brutta brutta comparsata da Santoro... in cui si parlavi di "casi isolati"... di offese alla chiesa... di questo passo vi mangiate anche la Cappella Sistina e la piccola Pietà di San Pietro...).

Intanto a Milano, la bella Letizia boccia la mostra "Vade Retro", creando ulteriore pubblicità a quel ciarlatano di Sgarbi.

PS La foto qui sopra l'ho presa dalla concittadina Lilith70. E' la statua "Miss Kitty" di Paolo Schmidlin, quella tanto tanto tanto scandalosa che s'è dovuto comprare Sgarbi, per toglierla agli sguardi di noi peccatori. Che poi, detto tra noi, era un modo per vedere in un modo un po' più umano la vecchia vacanziera (con gli stessi occhi di padre Georg, aggiungerei).

Inviterei a diffondere l'immagine il più possibile. 

Grande Oscar!!!

scritto da samuelesiani il sabato, 14 luglio 2007,18:33

oscar pistoriusOscar Pistorius al Golden Gala di Roma ha realizzato il suo sogno, correndo con i cosiddetti normodotati (un termine ipocrita come, in genere, la nostra società).

Alla faccia di chi dice "poverino..." ha corso, ha corso forte, ed è arrivato secondo.

E c'è già chi, in alternativa agli ipocriti, si piazza tra i crudeli sostenendo perfino che il giovane atleta è avvantaggiato con quei cosi alle gambe. Per quanto mi riguarda, che s'impicchino.

Oscar è diventato un mio nuovo piccolo mito (bravo e pure bello). E ha dimostrato di essere normale anche senza un pezzo di gamba. Il che non è poco.

Buon weekend a tutti!

categoria:da chi imparare
commenti: commenti (4)(popup) | commenti (4)

Un'altra Ustica

scritto da samuelesiani il mercoledì, 11 luglio 2007,18:13

alpi hrovatinNessuna giustizia parrebbe per la morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Il PM Ionta ha chiesto l'archiviazione del caso nata "dall'impossibilità di identificare i responsabili degli omicidi".

Un caso italiano, uno dei tanti misteri destinati ad arricchire la nostra già triste e lunghissima collezione.

Dopo 13 anni di indagini, nulla si sa sui mandanti di questo massacro su commissione.

Su cosa stava indagando Ilaria Alpi a Mogadiscio? Chi erano i personaggi politici, le personalità economiche , quelle dei servizi segreti (nel 1993, quindi un solo anno prima, Vincenzo Li Causi – appartenente ai servizi di intelligence dell’esercito, era stato ammazzato a Mogadiscio), quelle della cooperazione allo sviluppo, che ruotavano attorno a Mogadiscio come mosche?

Queste domande sono cadute nel vuoto, ma è da lì che si deve ripartire. 

Vale inoltre la pena ricordare che il presidente della commissione parlamentare sul caso Alpi, Carlo Taormina, ha dichiarato il 7 gennaio 2006 che "I due giornalisti nulla mai hanno saputo e in Somalia passarono una settimana di vacanze conclusasi tragicamente". Successivamente ha espresso la tesi dell'omicidio avvenuto dopo un fallito tentativo di rapimento da parte di alcuni abitanti di Mogadiscio. Il fatto sarebbe avvenuto per un risentimento che i somali avevano nei confronti del popolo italiano.

Rifiuti tossici. Armi. Questo sostengono molti giornalisti e i familiari. 

Qui, il sito dell'Osservatorio sull'informazione.

Questo post si stringe, come un fratello, con quello, straordinariamente toccante, di Peter.

Pubblicato anche su TSplus.

I testimoni

scritto da samuelesiani il sabato, 07 luglio 2007,16:49

locandina I TestimoniIeri sera ho visto "I testimoni" (Les Témoines) del francese André Téchiné. Sapete come qui tendo a parlare solo di film che, dal mio punto di vista, sono interessanti e che mi sento di consigliare (le cessate non hanno bisogno di pubblicità, al massimo scrivo due righe su appositi siti, più che altro per avvertire).

Nonostante il tema, la sieropositività e la malattia di un giovane ventenne, è un film paradossalmente vitale.

Téchiné indaga un decennio drammatico nella seconda metà del Novecento, gli anni '80, quando fa la comparsa nel mondo Occidentale, l'AIDS: sono anni questi in cui era ancora considerata la peste dei gay, anni in cui venivano sbattuti fuori dagli appartamenti, non trovavano lavoro e in America si cantavno le lodi al signore che castigava i sodomiti; anni in cui non si sapeva che fare, anni d'angosce (e molte, e molto dicretamente, sono nel film le riflessioni su queste problematiche). L'AIDS segna la fine di quella generazione, come rimpianta da Téchiné, che pareva, fino a quell'evento, non avere paura di nulla.

L'AIDS ha dunque segnato la storia, la nostra storia. Uno spartiacque nei rapporti umani (non solo sessuali), che molti conosciamo solo come adulti "post-anni'80". Un segno che si ripropone nella  pellicola francese nella suddivisione del film in tre capitoli, che si legano, simbolicamente e sentimentalmente, a due stagioni contrapposte: Estate, Inverno e ancora Estate.

Un film che non ti lascia distrutto. Forse perché "I testimoni" del titolo non sono solo quelli che si limitano a testimoniare del passaggio sul mondo di una giovane vita spezzata troppo presto. Quel titolo ha significato per me, l'oggetto che si passano gli atleti in alcuni sport. In questo senso, ogni esperienza umana è, nella mia visione totalmente svicolata da fedi, un passaggio di testimone.

Che può essere veloce, ma condurre incredibilmente lontano.