La professoressa e il dito in cul*
Passatemi la volgarità del titolo, ma è di fatto di quello che si parla.
Da alcuni mesi circola su youtube un classico video di ragazzi a scuola che fanno i deficienti. Gli scolari, fingendo un'intervista alla professoressa di scienze, partono inizialmente a chiederle se conosce Cicciolina, quindi quanto guadagna come insegnante e se - cito testualmente - "non guadagnerebbe di più a fare la puttan* e prenderlo in cul*". Infine se prova piacere a infilarsi un dito, appunto, dove non nascono figli. Lei risponde pacata o raggira la domanda, sbuffa, arrossisce, ma non prende la situazione in mano, non si incazza, non chiama il preside, la bidella, la polfer o chi volesse. Resta lì, sorridente.
I commenti al video sono del tipo: "Vergognatevi", rivolto ai ragazzi o "E' stupida" rivolto alla donna. Anch'io ho lasciato il mio personalissimo messaggio invitandola a scrivere 1000 volte "Sono una deficiente" come penso.
Ma a mente fredda ho iniziato a pensare ad alcune altre cose. La prima è che i ragazzi in quei banchi oltre a (non) studiare fanno esperienza di crudeltà. Ora sono crudeli e ora sono vittime di crudeltà altrui. E' un passaggio che ritengo obbligatorio nell'esperienza umana, che un domani ti farà dire "quant'ero stronzo" e ti evita di ammazzare il primo che ti pesta il piede considerandolo un oggetto (sto ovviamente generalizzando).
Quanto a lei, mi viene difficile pensare che (anche qualora non fosse, come penso, una fruitrice di porno targati anni '80) non sappia chi sia Cicciolina. E ancor più la vedo improbabile che non conosca termini come "puttan*", "dito" e "cul*", ancor più che insegna scienze.
Il fatto è molto semplice. Lei era visibilmente incapricciata e lusingata nell'essere l'oggetto sessuale (non uso il termine a caso) della sua classe di maschietti in esplosione ormonale. E credo che il punto sia questo. Essere repressi sessualmente, porta a farsi, tra l'altro, numeri di questo tipo.
Questo, al di là di qualsiasi moralismo.
Forse è meglio, però, se ai suoi ragazzi insegna scienze e li fa sedere. E il penso che le assegnerei sarebbe:
"Ad essere repressi sessualmente, perdo le mie ore di lezione in chiacchiere inutili e non insegno un bel niente".
Prof, lo scriva 1000 volte. Ma non mi citi in tribunale.







Al Gay Pride, di scandaloso (agli occhi dei moralisti), come dice perfettamente 



Scrivo di lui, perché è riuscito a superare la rabbia e l'odio. Ramzi oggi suona il violino, insegna al Conservatorio di Ramallah e ad Angers, in Francia e suona col suo gruppo, i Dalouna, raccogliendo fondi per inviare strumenti in Palestina.



E che lo sconcerto che provocano le manifestazioni definite eccessive è il punto di partenza di un lavoro sull'intolleranza ben più approfondito.
Prendere atto delle differenze significa assumerle come dato di fatto.
Senza se e senza ma e soprattutto senza pretendere che gl'individui cambino.