scritto da samuelesiani il mercoledì, 28 febbraio 2007,16:00

Dall’associazione italiana “Giù le mani dai bambini” arriva una segnalazione che vorrei portare all’attenzione di quanti si avvicinano al mio blog (invito gentilmente a far circolare la notizia); ma prima, due parole per comprendere cos’è, come opera e quali i fini dell’Associazione (le indicazioni qui riportate sono tratte dal sito Giù le Mani dai Bambini). Mi scuso per il post lungo, ma merita essere letto.

"Giù le Mani dai Bambini" è il più rappresentativo Comitato italiano con focus sui disagi dell'infanzia: raggruppa quasi cento associazioni di volontariato e promozione sociale, le quali rappresentano tramite i propri iscritti oltre 8 milioni di italiani. [Il comitato sostiene] progetti e campagne sociali a favore dell'infanzia, ed in particolare a favore dei bambini italiani: non l'infanzia lontana - che pure merita la massima attenzione - ma il bimbo che soffre dietro la porta accanto alla nostra. Il Comitato […] si sta quindi impegnando in questi anni in un grande progetto nazionale di informazione/formazione che in soli due anni è diventato la più visibile campagna di farmacovigilanza per l'età pediatrica mai avviata in Italia.

"Negli Stati Uniti ad oltre undici milioni di bambini vengono somministrati quotidianamente anfetamine o psicofarmaci allo scopo di tentare di risolverne i disagi. Nelle scuole italiane, sono stati recentemente avviati programmi di screening di massa per individuare i bambini sofferenti di problemi di carattere psicologico. Se tuo figlio perde le cose, è disattento a scuola, interrompe spesso gli insegnanti od è aggressivo coi compagni di classe, non è detto che sia malato. Spesso un bambino ha solo necessità di essere ascoltato con attenzione. Non etichettare tuo figlio. Parlagli!"

La tendenza a sottoporre i bambini a terapie prolungate a base di psicofarmaci - al fine di risolvere problemi che andrebbero invece probabilmente affrontati con metodologie pedagogiche ed educative - è ormai sempre più diffusa, e riguarda ormai molti milioni di bambini in età scolare e pre-scolare in tutto il mondo occidentale. Il caso più eclatante è quello della cosiddetta “sindrome da deficit di attenzione e iperattività”, meglio conosciuta con l’acronimo inglese ADHD, “malattia” che viene ormai diagnosticata fin dal primo anno di età e la cui “cura” prevede la prescrizione di psicofarmaci.
È una vera e propria tendenza, quella di
“schedare” bambini irrequieti e indisciplinati come “malati mentali”: sono ribelli, “creano problemi”, ed il farmaco diventa apparentemente il modo migliore per tenerli a bada. 

COMUNICATO STAMPA DEL 23/02/07

A meno 20 giorni dalla reintroduzione del Ritalin® in Italia [preciso che al 2003 i principi attivi del Ritalin sono iscritti tra le sostanze stupefacenti]  la Food and Drug Administration frena con un “warning” ai medici americani ed alle multinazionali dei farmaco: questi farmaci possono provocare gravi complicanze cardiache e problemi psichiatrici anche in bambini sani, inclusi ictus e morte improvvisa. E’ necessario modificare in senso restrittivo tutte le indicazioni sulle confezioni dei farmaci”.

 
Appello a Livia Turco: “Proseguire nella reintroduzione sul mercato di queste molecole ignorando questi dati è criminale, intervenga il Ministro”. Pronto il ricorso all’autorità giudiziaria di “Giù le Mani dai Bambini” se l’AIFA non blocca immediatamente le procedure di commercializzazione e non rivede i protocolli terapeutici.

(Rockville, USA) – La FDA (Food and Drug Administration) ha raccomandato ai produttori un’immediata modifica delle schede tecniche dei farmaci ed ai medici di informare sollecitamente le famiglie dei piccoli pazienti circa questi gravi rischi. “E’ la definitiva conferma – dichiara Luca Poma , portavoce di “Giù le Mani dai Bambini®”, prima campagna italiana indipendente di farmacovigilanza per l’età pediatrica – della correttezza delle nostre intuizioni e della validità del messaggio che da 3 anni stiamo veicolando: questi farmaci sono pericolosi, e se da un lato migliorano la qualità della vita degli adulti che stanno attorno al bambini, sopprimendo i sintomi, dall’altro lato presentano un conto salatissimo da pagare a medio-lungo termine. L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) sta introducendo sul mercato in Italia, proprio in queste settimane, il Ritalin® e lo Strattera®: il metilfenidato e l’atomoxetina, molecole base di questi due farmaci, sono proprio nella ‘lista nera’ dell’FDA, tra quelle oggetto di questa raccomandazione urgente. In epoca non sospetta, mesi fa, abbiamo posto delle condizioni stringenti all’AIFA per garantire la sicurezza dei bambini italiani: l’AIFA sta disattendendo queste nostre raccomandazioni, che sono in linea con le osservazioni dell’FDA ed anzi le anticipavano. Le nostre autorità sanitarie di controllo stanno facendo un ottimo servizio ai produttori di questi farmaciconclude Poma - ma non alle famiglie italiane ed ai piccoli pazienti che devono tutelare: se non cambiano rotta subito, ci rivolgeremo senz’altro avviso all’autorità giudiziaria”. Federico Bianchi di Castelbianco, noto psicoterapeuta, ha dichiarato: “il disagio non si può risolvere a colpi di farmaco, il problema spesso siamo noi adulti, e un farmaco che tende a modificare il comportamento del bambino ha sempre anche ripercussioni significative sul suo sviluppo”. Oltre al Ritalin® ed allo Strattera®, i farmaci interessati dal provvedimento FDA sono Adderal®, Concerta®, Daytrana®, Desoxyn®, Dexedrine®, Focalin®, Metadate®, Methilyn®.

Per info media: Luca Poma, Portavoce Nazionale

portavoce@giulemanidaibambini.org

Cambiamenti climatici: il caso Haarp.

scritto da samuelesiani il domenica, 25 febbraio 2007,22:08

I cambiamenti climatici di questi ultimi decenni, divenuti un fenomeno di speculazione da parte dei media, mostrano come l'uomo stia modificando il clima. Ben poco sappiamo, però, di esperimenti che volutamente mirano a sconvolgere il clima, e molto probabilmente con fini militari. Ben vengano i blocchi delle auto, ma forse sarebbe il caso che si sapesse di più di strutture come Haarp:

Esiste infatti dal 1992 un progetto del Dipartimento della Difesa Statunitense, coordinato dalla Marina e dall'Aviazione, denominato HAARP (High-Frequency Active Auroral Research Program). La base principale di HAARP occupa un'estesa area a Gakona, in Alaska, sul cui terreno è installata una serie di 180 piloni d'alluminio alti 23 metri, su ognuno dei quali si trovano una coppia di antenne per la banda bassa ed una per la banda alta, in grado di trasmettere onde ad alta frequenza fino ad una distanza di 350 km. Queste onde sarebbero indirizzabili verso zone strategiche del pianeta, sia terrestri che atmosferiche. Come spesso succede, la facciata dell'operazione ha nobili scopi: lo studio accademico della ionosfera e lo sviluppo di nuove tecniche radar, che permettano agevoli comunicazioni con i sottomarini e rendano possibili radiografie di terreni, in modo da rilevare armi od attrezzature a decine di km di profondità; a conferma di ciò, è online il sito del progetto, che dipinge l'immagine di un'innocua stazione scientifica, con tanto di webcam. Negli anni Ottanta Bernard J. Eastlund, fisico texano del MIT di Boston registrò negli Stati Uniti il brevetto n° 4.686.605 denominato "Metodo ed attrezzatura per modificare una regione dell'atmosfera, magnetosfera e ionosfera terrestre" a cui seguirono altri brevetti con cui era possibile manipolare il clima a favore di zone, per esempio, prive di pioggia. A questo punto entrò in scena il governo, e la storia si fece più complicata. Tutti i brevetti di Eastlund vennero dapprima sigillati sotto un ordine di massima segretezza, per poi passare alla E-Systems, una delle maggiori fornitrici di tecnologie avanzate ai servizi segreti di molte potenze mondiali, assorbita poi dalla Raytheon, una delle quattro maggiori fornitrici della difesa Usa, produttrice dei missili Tomahawk, Stinger (questi spesso finiti nelle mani di paesi "canaglia" e gruppi terroristici"), e dei famigerati Bunker Buster. Le connessioni con il potere sono riassumibili nella figura di Richard Armitage, oggi Vicesegretario di Stato e Viceministro degli Esteri nell'amministrazione Bush. Armitage, già consulente, membro del consiglio d'amministrazione, firmatario e convinto sostenitore del PNAC, risulta anche implicato in molte operazioni segrete della CIA dal Vietnam ad oggi. Secondo le scoperte di Eastlund, dirigere la potenza di HAARP verso uno specifico punto della ionosfera la farebbe riscaldare al punto da innalzarla fisicamente, in modo da creare un rigonfiamento altamente riflettente, definito da lui "effetto lente", in grado di convogliare i raggi sulla terra con effetti devastanti: la potenza di tali onde sarebbe tale da provocare modificazioni molecolari dell'atmosfera, causando - a seconda delle diverse frequenze - cambiamenti climatici, la possibile disgregazione di processi mentali umani, e forse anche, appunto, effetti sui movimenti tettonici di magnitudine imprecisata.

Sono molte le voci di protesta riguardanti questi folli e distruttivi progetti. Fra queste, la scienziata di fama mondiale Rosalie Bertell denuncia che "gli scienziati militari degli Stati Uniti stanno lavorando sui sistemi climatici come potenziale arma.
Il Parlamento Russo, la Duma, ha rilasciato nel 2002 il seguente comunicato, firmato da 188 deputati: "Sotto il programma HAARP, gli Stati Uniti stanno creando nuove armi geofisiche integrali, che possono influenzare gli elementi naturali con onde radio ad alta frequenza.
Due giornalisti tedeschi, Grazyna Fosar e Franz Bludorf, hanno vagheggiato in un loro articolo, pubblicato sul numero 120 del bimestrale «Raum und Zeif», che i cicloni e gli allagamenti che hanno piegato l’Europa Centrale possano essere legati all’HAARP.

 

Nel febbraio 1998, in risposta ad un rapporto della signora Maj Britt Theorin - parlamentare europea e avvocatessa pacifista - il Comitato per gli Affari Esteri, la Sicurezza e la Difesa ha tenuto audizioni pubbliche a Bruxelles sul programma H.A.A.R.P.
Il "Motion for Resolution" del Comitato sottoposto al Parlamento Europeo "...In virtù del suo esteso impatto sull'ambiente considera HAARP un problema globale e richiede che le sue implicazioni legali, ecologiche ed etiche siano esaminate da una istituzione internazionale indipendente; il Comitato esprime rammarico per il reiterato rifiuto dell'Amministrazione degli Stati Uniti di fornire pubblicamente informazioni sui rischi pubblici ed ambientali del programma H.A.A.R.P..."
.
La richiesta del Comitato di definire un "Protocollo Verde" sugli "impatti ambientali delle attività militari", è stata casualmente lasciata cadere nel vuoto con la motivazione che il Parlamento Europeo manca della necessaria giurisdizione per indagare sui "rapporti tra ambiente e difesa"
.
Bruxelles era ansiosa di evitare uno scontro con Washington.

In Italia ne ha parlato Mirko Molteni ne La Padania del 15/16 giugni 2003 che potete leggere qui. Altro link utile: luogocomune.

L'odore di sangue

scritto da samuelesiani il venerdì, 23 febbraio 2007,00:01

Se non altro mi spiego la sensazione che la casa circondariale delle libertà fosse in piena campagna elettorale lungo questi nove mesi.

Mi spiego le urla di Berlusconi sulle elezioni rubate riproposte oggi dal servitore sciocco Bondi, ancora questa sera del laidissimo Vespa (in verità, Bondi sostiene che il centro sinistra ha perso le elezioni ed ha compiuto un colpo di stato).

Oggi che i colonnelli, i magnati delle industrie, i lunardi, i petrolieri moratti e fascisti tutti e amici mafiosi e della CEI sentono l'odore del sangue saranno ancora più duri, ancora più violenti. Non scherzavo nel post di ieri quando dicevo che il carretto di forza italia passava sotto casa mia suonando il suo gingle.

C'era bisogno di una rivoluzione culturale e sociale. Di staccare col passato torbido. Ne abbiamo avuto l'occasione: ma come cambiare con meschini come Mastella, De Gregorio o con frigide come la Binetti? C'era bisogno di un taglio netto con le politiche guerrafondaie o che comunque strizzano l'occhio ai potenti della terra. Di ascoltare Vicenza. Di ascoltare la gente per strada. Di essere meno spocchiosi, meno quadrati. Di aiutare - subito! - i più deboli. Di impegnare il miliardo e 700 milioni in aiuti sociali e umanitari e non per la difesa. Di riforme vere che colpiscono i potenti: prima le case farmaceutiche e quindi la casta dei farmacisti. Ma prima le case farmaceutiche. Quelle che con pressioni cercano di far diventare mutuabile un farmaco, il Ritalin, iscritto oggi nelle liste delle sostanze stupefacenti (farmaco che negli USA è rivolto specificatamente per i bambini!) E i notai, i baroni universitari e tutti gli altri feudatari di questo pietoso paese?

Ora che la cdl sente l'odore del sangue sarà ancora più assordante, ancora più arrogante.

E l'odore del sangue che sentono è quello dei precari (i loro schiavi, quelli su cui loro stessi si arricchiscono), dei cassintegrati, di chi vive con una pensione di 400 euro, di chi è ammalato, di noi froci senza diritti, di studenti svalutati e costretti a fuggire per la ricerca, di un sud ancora sottosviluppato, senza infrastrutture fondamentali e in mano alle mafie e che pure appoggia votando UDC, di quei bambini che crescendo troveranno un mondo arido, sporco e sempre più arruffone ed egoista.

Forse un esame di coscienza, oltre ai due dissidenti, dovrebbero farlo anche D'Alema, Parisi, Prodi. A Mastella non chiedo niente. La coscienza, un uomo con occhietti così vispi, l'ha già assoldata al primo che passa.  

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Cattivo giornalismo e osservazioni sulla Tav

scritto da samuelesiani il mercoledì, 21 febbraio 2007,20:16

Altro esempio di cattivo giornalismo, questa volta dalle pagine della Repubblica di oggi. Nella cronaca di Torino troneggia in prima pagina il seguente titolone: “TAV, raggiunto il primo accordo”. E subito sotto: “i tecnici dell’Osservatorio: la linea storica ha capacità limitate”. Premesso che qualunque cosa al mondo ha capacità limitate, anche la linea ad alta velocità ha una sua capacità, nulla sulle previsioni di transito future viene espresso nell’articolo della pagina successiva. Anzi, si plaude per avere trovato un punto di incontro tra le varie parti che hanno firmato questi dati considerandoli reali (la linea permetterebbe un massimo di 226 treni, uno ogni 5 minuti, e un minimo di 208 treni al giorno).

Prima osservazione: come giustamente nota Frank57 in un suo post, il signor x che legge il giornale di fretta sul tram avrebbe da questo titolo l’idea che la linea storica non è sufficiente. Cosa che oggi ancora non si può dire, in quanto l’osservatorio sulle previsioni del traffico merci su rotaia per i prossimi decenni – come correttamente riporta Paolo Griseri nel suo articolo – deve ancora essere effettuato e sarà materia di un prossimo studio dell’osservatorio indipendente *.

 

Altro titolo altro articolo: “I proiettili sepolti nell’orto di Sisi [indagine sulle BR da barzelletta, ndr] simili a quelli spediti in Val Susa”.

Ecco allora qualcosa che unisce la Stampa e la Repubblica! Entrambi devono avere la stessa persona che cura i titoli e che evidentemente vuole collegare a tutti i costi i movimenti pacifici dei NoTav all’esperienza criminale delle nuove BR. Peccato che nell’articolo di Niccolò Zancan venga riportato uno stralcio dell’intervista con un investigatore che precisa: “Il movimento NoTav  non c’entra nulla con la storia delle nuove Brigate Rosse … ciò che vogliamo capire è come si è mosso a margine della protesta.” E sul caso dei proiettili lasciati davanti alla casa di Marcedes Bresso, presidente della Regione Piemonte, viene aggiunto: “In quel caso i proiettili erano di calibro sicuramente diverso da quelli trovati nell’orto [di Vincenzo Sisi, ndr].

 

Esercizio: leggi il post solo nelle parti nerettate e vedi che cosa ti arriva, quindi rileggi solo i due titoloni in corsivo…

 

Ultima considerazione: nell’articolo di Griseri si legge che, nell’ipotesi di conservare la linea storica, il transito di un treno ogni 5 minuti arrecherebbe un danno agli abitanti (ci si preoccupa per il rumore…). E questo costringerebbe gli amministratori a far interrare la linea storica. Ebbene, visto il caso di Vicenza o l’esempio fornito dall’ex democristiano Pisanu che ha inviato poliziotti, di notte,  a manganellare uomini, donne e vecchi partigiani che dormivano nelle tende a Venaus, l’idea che gli amministratori siano interessati ai problemi di quelle popolazioni è semplicemente grottesco. Alle amministrazioni interessa una beata fava del fatto che la gente sia disturbata dal rumore dei treni. E allora si parli chiaro: la mafia, la camorra e i Lunardi hanno bisogno della Tav. Se la TAV non si dovesse fare, bisogna comunque smuovere terra e cemento. Del resto, come insegna Saviano in Gomorra, straordinario testo che consiglio, il cemento e i rifiuti sono due cardini nel sistema economico della camorra. E visto che ormai non c’è più un buco nel napoletano e nel casertano dove infilare rifiuti è bene incominciare per tempo a trovare nuove discariche interrate in Italia. Con la benedizione della politica. E certamente della CEI. 

 

* Preciso che attualmente sulla linea ad alta velocità Torino Novara passano 10 treni e su quella Roma Napoli ben 14 al giorno (andate e ritorno compresi. Fonte: un qualsiasi orario dei treni.). E questo perché Trenitalia non ha treni e non ha soldi per metterne altri in circolazione! Tutto qui. 

PS intanto alla notizia della quasi caduta di Prodi di oggi, giuro, il carretto di Sforza Italia sta già passando sotto casa mia suonando il suo gingle.  

categoria:povera patria
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Amici di Fido

scritto da samuelesiani il martedì, 20 febbraio 2007,21:24

snoopy

No, quello in tuta non sono io. Purtroppo. Se no avrei modo di coccolare questa meraviglia.

Snoopy, un cucciolo di sette mesi, è ora ospite, insieme a molti altri cani abbandonati in un rifugio di Bracciano curato da amorevoli volontari con i quali sono in contatto da alcuni mesi.

Che dire? In primo luogo che dagli animali abbiamo tanto da imparare. In secondo luogo, che chi cura il canile - essendo personale volontario - ha bisogno di aiuto e di sostegno. E allora date un'occhiata al loro sito www.amicidifido.it per rendervi conto immediatamente della loro onestà e bontà d'animo (per contatti info@amicidifido.it, ma sul sito trovata anche due numeri di telefono di riferimento).

Se siete della zona di Bracciano, perché non andare personalmente a ricevere un po' di affetto il sabato pomeriggio portando un paio d'ore a spasso questi canetti?

Se invece, come me, siete decisamente fuori mano, potete comunque dare una mano. Queste le possibilità:

Sostenere materialmente la loro attività attraverso donazioni di mangimi per cani e per gatti o di materiali utili come coperte per l’inverno, medicinali ad uso veterinario, materiali per le pulizie, attrezzi di vario genere, e ogni altra cosa che possa essere utile all’attività.

CONTRIBUIRE AL SOSTEGNO ECONOMICO del canile con delle donazioni utilizzando il nostro conto corrente postale n° 67557215, oppure mediante bonifico indirizzato alla nostra associazione sul conto n° 67557215, cod. ABI 7601, cod. CAB 03200, CIN V.

Destinare il 5 per  mille a questa associazione segnalando il codice 97389670585.

Adottare un cucciolo a distanza.

Acquistare il calendario 2007 e chissenefrega se l'anno è già iniziato. E' una buona causa.

Io il mio piccolo versamento l'ho fatto. Una piccola goccia nel mare. Mi appello alla vostra generosità, amici degli amici di Fido. Può esser utile anche solo segnalare quest'associazione e far girare qualche mail. Grazie di cuore.

 

categoria:da chi imparare
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Quando si gioca sporco

scritto da samuelesiani il giovedì, 15 febbraio 2007,20:09

Aggiornamento del 19 febbraio:

Invito a leggere una straordinaria lettera di una cittadina di Vicenza e a seguire il video del capogruppo di PRC del comene che Roxse propone nel suo post del 17 febbraio. Su http://pilloleroxse.splinder.com

Su molti blog si parla della combinazione che vede l'arresto di un nucleo di brigatisti pochi giorni prima della manifestazione di Vicenza. Partendo da questo aspetto - su cui non mi sento di dare pieno appoggio - è però necessario notare come a quei gruppi si stiano "collegando" i sindacati da una parte e la sinistra radicale dall'altra. La stessa sinistra radicale che è con i NoTav, con i Dal Molin, che vuole vederci chiaro nel processo di Genova.

Nei telegiornali e sui giornali si sta in qualche modo soffiando sul fuoco. Si sente in continuazione accennare a Vicenza come ad un possibile ordigno che sta sempre più ingrandendosi. Lo stesso Amato ha fatto una pesante gaffe (?) in una dichiarazione alla camera (rimando a proposito al post di FrancoG). E' la stessa atmosfera che ha preceduto Genova.

Su La Stampa di Torino, ieri in prima pagina troneggiava un titolone che vedeva i neo brigatisti affascinati dalla lotta dei NoTav. E qui è necessario spendere due parole. I movimenti NoTav, i Dal Molin e gli stessi No Global sono movimenti PACIFISTI: a quale lotta si riferiva la Stampa??? I NoTav non sono in lotta. La loro è una "dialettica" che si basa sul piano della politica, della manifestazione legittima e pacifiva, che rifiuta la lotta, ancor più se armata. E' infatti significativo che i NoTav usano nei confronti di chi vorrebbe schiacciarli il termine avversari e non nemici.

E' in atto un tentativo politico di schiacciare questi movimenti, che portano avanti la voce di una cittadinanza stanca di non decidere sulla propria vita.

E su questi aspetti, la sinistra è uguale alla destra.

categoria:povera patria
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Vogliamo bambini adulti (?)

scritto da samuelesiani il lunedì, 12 febbraio 2007,11:47

Torno ad un argomento a me caro. Quello dell'infanzia non rispettata per quello che è: infanzia, appunto.

Alcuni giorni fa, un mio collega, chiaccherando in pausa caffé, fa notare di aver letto sul diario del figlio di 10 anni in IV elementare la seguente frase scritta sotto dettatura della maestra:

"Se sei maltrattato chiama l'800 xxx xxx".

Certamente questa scritta è frutto di chissà quali protocolli ministeriali. Probabilmente ogni istituto scolastico era tenuto a farlo scrivere. Però... che cosa passa? Che un bambino viene responsabilizzato di fronte ad un mondo, quello della violenza, dal quale deve essere in realtà difeso e sul quale non ha elementi (un bambino che cresce in un ambiente violento, che vede il padre picchiare la madre da quando è nato cosa intende per violenza e cosa per norma?). Ancor peggio l'infida questione dell'abuso. Dove non c'è violenza... Deve sapersi difendere anche da quello?

Questa scritta invita a far notare  che la scuola tiene sott'occhio i bambini o l'esatto contrario?

Non passa piuttosto l'idea: "Se hai dei problemi, arrangiati!"?

Perché non aggiungere: "Se hai dei problemi, parlane con la maestra. Poi magari la telefonata la facciamo insieme."

Invitiamo i bambini di 10 anni a risolvere con un operatore telefonico i propri problemi. Chiediamoci allora dove sono i parenti, le maestre, i vicini di casa, i genitori degli amichetti...

categoria:siamo stati bambini
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Un piccolo pacs simbolico

scritto da samuelesiani il giovedì, 08 febbraio 2007,21:49

Questo post ha un piccolo aggiornamento nei commenti.

Non posso negare che a lavoro, quando ho sentito la presentazione del disegno di legge Bindi-Pollastrini non ho potuto non trattenere un sorriso commosso. Finora non mi sono espresso più di tanto; vorrei farlo adesso.

Non so se la legge passerà o meno in Parlamento, ma un grosso segno è stato comunque tracciato. Un segno che ci pone più vicini all’Europa e un poco, appena appena, più lontani dallo stato della chiesa. Oggi vengono riconosciute le coppie conviventi etero o omosessuali che siano. In un messaggio, la mia splendida amica Tamara di Roma mi scrive: “Non è il massimo ma è un inizio. E considerando dove siamo direi che è un grande traguardo. Una volta fatto il primo passo i successivi vengono più facili.

 

Devo poi dire che il nome del disegno è altrettanto simbolico e altrettanto mi è piaciuto: “Diritti e doveri delle coppie conviventi”. Doveri e non solo diritti. Ma la popolazione omosessuale non chiede altro! Essere riconosciuti nei diritti e nei doveri. Questo è un passo che ci porterebbe – superato lo scoglio in Parlamento e quel piciu (coglione in piemontese) di Mastella – verso la modernità, contro la discriminazione, contro l’omofobia. Alla faccia di tutti i maligni e di chi non ha compreso che le nostre unioni non tolgono nulla alla famiglia tradizionale.

Alla faccia di chi dice che ci saranno meno figli, quando Svezia e Francia, patria dei PACS dimostrano il contrario.

Alla faccia di uno stato ombra che con i suoi non possumus ha violato e schiacciato la libertà (e la bellezza) di amare e teme la libera concorrenza al pari di benzinai e farmacisti.

 

Non so se io e il mio compagno sceglieremo questa strada, quale che sia, una volta definita la legge. Di fatto, resta la possibilità, che finora ci era preclusa.

Ringrazio i due ministri e soprattutto la Bindi che ha dimostrato con coraggio e decisione che si può esser cristiani senza per forza imporre l’etica cristiana su tutti i laici. La ringrazio per aver risposto all’aut-aut dell’Avvenire con un tanto laconico, quanto sublime, “Non conosco il latino”. 

 

D'accordo, potrà essere un accordo al ribasso, ma ripeto, ciò che è importante è il simbolo. Ricordando che finora quelli come me che convivono con un compagno non hanno mai avuto alcun diritto e alcun dovere e nessun tipo di riconoscimento. Sia pure un PACS all’italiana, ma finalmente, si parla anche di noi e di coppie eterosessuali (tra cui quella composta da mia sorella e il suo compagno, regolarmente pacsati all'estero dove vivono) lontani mille miglia dalla dottrina e dai dogmi cattolici.

E mi va di vedere il bicchiere mezzo pieno.

 

Un’altra notizia molto piacevole:

avevo già parlato di un altro cestista in gamba. Oggi dal Metro vengo a sapere che il marcantonio che vedete qui sotto

amaechi

John Amaechi, star dell’NBA (e che a Manchester ha fondato un’associazione che aiuta i ragazzi svantaggiati, l’ABC Foundation) ha candidamente dichiarato nel suo libro “Man in the middle” di essere gay. E’ il primo giocatore di basket a fare coming out.

categoria:rainbows, da chi imparare
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Rapimenti in Nigeria. E in Italia

scritto da samuelesiani il martedì, 06 febbraio 2007,22:58

In Nigeria quattro lavoratori sono nelle mani ormai da molte settimane di un gruppo di ribelli. La stampa e le Tv si stanno bellamente disinteressando a questo caso. Forse perché non sentono odore di sangue...

La milizia infatti non ha assolutamente accennato di voler far male ai rapiti. Vogliono che vengano liberati dei prigionieri, ma soprattutto chiedono un rapporto economico migliore nei confronti delle compagnie petrolifere (del nord del mondo) che da sempre sfruttano i loro giacimenti.

Chiedono troppo?

Vi domando se in rete qualcuno si è mosso. Se esistono petizioni a favore del rilascio dei tre italiani e del libanese (libanese, vero?) ma soprattutto che vengano accettate le loro richieste.

L'Africa non può continuare ad essere la triste puttana dei ricchi. E Ilaria Alpi lo sta ancora gridando.

...

Quanto al processo di Pollari sul rapimento di Abu Omar, oltre ad eventuali indagini su responsabilità del nostro paese, vorrei che ci venisse detto dov'è oggi l'uomo (a Guantanamo, prigione illegale per l'Onu o dove?), se è in salute, se gli è stato fatto un regolare processo.

In pratica, vorrei sapere se le responsabilità del nostro paese si limitano ad aver aiutato a rapire un uomo. O se sono complici anche di torture o omicidio.

Dateci il mostro!

scritto da samuelesiani il lunedì, 05 febbraio 2007,16:54

La strage di Erba, l'uccisione della giovane ragazza a Torino, il bombarolo del Friuli e molti altro casi di cronaca hanno un comune denominare: in tutti, i giornali hanno pubblicamente identificato come colpevoli persone che nello svolgersi delle indagini sono risultate innocenti.

Vorrei chiarire una cosa: non mi interessa entrare nel merito dei casi giudiziari. Ciò che però più mi interessa notare, antropologicamente, è la necessità di dare subito un mostro alla folla da odiare. E' successo per il giovane tunisino di Erba, per la coppia di fidanzati accusati dell'omicidio dell'amica di Torino. Per il primo sappiamo com'è andata, per i secondi le indagini dei carabinieri hanno mostrato (da analisi su dei residui di pelle ritrovata sotto le unghie della ragazza uccisa) che NON corrispono al DNA dei due fermati e che quindi non sono colpevoli. E oggi l'ingegnere veneto - o friulano, non ricordo - passa da spietato killer a povero cristo.

Perché tutto ciò?

Azouz potrebbe essere comunque un delinquente, ma ormai lo abbiamo marchiato come la povera vittima criminalizzata solo perché straniero. Spero di spiegarmi. Non mi frega nulla di Azouz, non è a lui che mi riferisco: mi chiedo però, qual è l'origine di questa necessità di un nome da propagare alla velocità della luce, su cui fare servizi su servizi ("la calunnia è un venticello", ci dice Rossini nel Barbiere di Siviglia).

Dove ci porta questo modo di guardare la realtà? Perché non si preferisce attendere l'esito di qualsiasi indagine prima di gridare al mostro?

Perché chi invece risulta realmente colpevole da un'indagine (Andreotti, Berlusconi, etc.) non ha altrettanta pubblicità?  

categoria:povera patria
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